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Meteo: futuro SENZA più neve in VAL PADANA. Cosa sappiamo

Federico De Michelis di Federico De Michelis
09 Gen 2025 - 13:00
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Meteo News, Zoom
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(TEMPOITALIA.IT) Si sostiene che in Val Padana non nevicherà più, un’affermazione spesso avanzata dagli appassionati di meteo, ovvero la scienza che studia il tempo atmosferico. Tuttavia, tale disciplina non si limita a stabilire se nevicherà o meno durante l’inverno. La meteorologia è estremamente complessa e non va seguita, come spesso ricordiamo agli appassionati, in modo pedissequo ad ogni emissione dei modelli matematici. È necessario mantenere una linea mediana tra le varie emissioni modellistiche per individuare una tendenza complessiva.

 

Nel breve termine, le previsioni risultano generalmente più affidabili, anche se si possono riscontrare imprecisioni. Con le previsioni a medio termine, però, l’affidabilità dei modelli matematici diminuisce sensibilmente. Questo accade soprattutto quando masse d’aria enormi si scontrano, generando una situazione caotica che rende le previsioni sempre più complicate e, di conseguenza, meno attendibili.

 

Affermare che un modello matematico sia del tutto inaffidabile e l’altro affidabile è presuntuoso, considerando l’enorme mole di calcoli che li sostiene. È lecito chiedersi perché i modelli matematici spesso forniscano visioni diverse sull’evoluzione meteorologica. Questo fenomeno è molto comune, soprattutto nelle previsioni valide per un periodo medio-lungo, ovvero dai 2 ai 3 giorni in avanti.

 

In questo periodo, chi vive nelle regioni del Nord Italia si chiede se ci sarà neve o se, al contrario, arriverà un forte anticiclone che porterà temperature primaverili. Un errore comune è interpretare in modo eccessivo i colori delle mappe modellistiche: sfumature di rosso o arancione vengono talvolta associate a temperature estremamente elevate, anche quando non lo sono, generando confusione. Certo, i modelli a volte prospettano temperature in quota sorprendentemente alte, ma non sempre ciò si traduce in un caldo significativo al suolo.

 

Osservando l’evoluzione meteo-climatica della Pianura Padana, le condizioni risultano spesso diverse rispetto ad altre zone. Durante la stagione invernale, infatti, la scarsa ventilazione favorisce il mantenimento del freddo preesistente. In caso di alta pressione e cielo sereno, si verificano forti escursioni termiche, con differenze diurne anche di 15 °C, o situazioni nebbiose che generano temperature molto basse rispetto alle aree circostanti. In questi casi, si forma il cosiddetto “cuscinetto d’aria fredda”, che non necessariamente implica gelo intenso, anche nel pieno dell’inverno.

 

La domanda rimane: nevicherà in Pianura Padana? Nessuno può rispondere con certezza, poiché ci troviamo in una fase meteorologica estremamente caotica, con masse d’aria contrapposte e sistemi di pressione profondamente instabili. Non parliamo solo di scontri tra aria calda e fredda, ma anche di profonde aree di bassa pressione e anticicloni persino subtropicali. Il caos attuale nelle previsioni rende impossibile affermare con certezza se ci sarà neve in pianura.

 

Abbandonare le previsioni a medio-lungo termine sarebbe comunque un errore, specialmente in ottica di prevenzione. Queste vanno monitorate e analizzate da esperti per trarre considerazioni sulle tendenze, consapevoli che queste possono variare. Purtroppo, gli appassionati di meteorologia spesso sbagliano criticando o fraintendendo queste analisi. Nessuno sostiene che ci sarà un’era glaciale o che le temperature in Italia diventeranno come quelle della Finlandia.

Tuttavia, irruzioni di gelo intenso, con temperature intorno ai -10 °C, possono verificarsi, specialmente nelle regioni settentrionali. Ad esempio, durante il periodo natalizio, un’ondata di aria fredda portò abbondanti nevicate sui rilievi appenninici, con accumuli di oltre 2 metri. Episodi come questo vengono spesso dimenticati.

 

Chi vive al Nord Italia e ha trascorso le vacanze sulle Alpi occidentali potrebbe aver trovato poca neve, eccezion fatta per la Valle d’Aosta, mentre nevicate più abbondanti si erano registrate sulle Alpi del Trentino e nel Friuli Venezia Giulia.

Il clima italiano è estremamente complesso e articolato: in presenza di masse d’aria così eterogenee, l’affidabilità dei modelli matematici si riduce, rendendo difficile prevedere con esattezza cosa accadrà.

 

A livello generale, la circolazione atmosferica può ancora favorire ondate di freddo in Italia e nevicate in Pianura Padana. Il cambiamento climatico non ha eliminato del tutto la possibilità di neve in questa parte del Paese, anche se eventi significativi sono diventati più rari. Ad esempio, la neve vera è caduta l’ultima volta il 28 dicembre 2020.

 

La meteorologia è un sistema caotico, e l’atmosfera lo è altrettanto. Non possiamo paragonare il clima italiano a quello del Nord America, dove si registrano temperature estremamente basse, come in Florida, dove recentemente la colonnina di mercurio è scesa fino a 5 °C. A Miami, ad esempio, dopo temperature natalizie minime di +20 °C, si è passati a un freddo anomalo, con conseguente corsa all’acquisto di abbigliamento invernale.

 

Anche in Europa, anomalie ci sono alle Canarie le temperature sono scese fino a 14 °C sulle coste, e si è registrata neve a quote inferiori ai 1500 metri nell’isola di La Palma. In Spagna, altopiani a 400 metri hanno registrato temperature di -10 °C, eventi insoliti ma non impossibili.

 

Spesso dimentichiamo o ci disinteressiamo cosa accade intorno a noi, limitandoci a osservare il nostro “orticello”. Fare previsioni meteo non significa garantire certezze, ma piuttosto individuare possibilità e tendenze. Ogni previsione, per quanto accurata, rimane condizionale.

 

La meteorologia sui social è spesso vittima di critiche e insulti, vista spesso la lettura del solo titolo. Ma, la meteorologia è una scienza che richiede studio, analisi e riflessione. Prima di criticare, sarebbe bene ricordare che dietro ogni previsione e un articolo c’è un lavoro approfondito.

Il meteo del futuro è incerto, e il cambiamento climatico sta trasformando radicalmente il suo aspetto originario. (TEMPOITALIA.IT)

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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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