(TEMPOITALIA.IT) Tuttavia, per città come Torino e Milano, le condizioni favorevoli alla neve appaiono ancora difficili da concretizzarsi, nonostante il cambio di scenario atmosferico annunciato per i prossimi giorni. Nel corso del fine settimana si è osservato un primo accenno di cambiamento, con deboli nevicate registrate sulle Alpi Occidentali sopra gli 800-1000 metri.
Sebbene gli accumuli siano stati limitati, questo evento rappresenta un segnale importante che prelude a condizioni più dinamiche nei giorni successivi. Tuttavia, le città di pianura come Torino e Milano sembrano destinate a rimanere ai margini delle nevicate imminenti.
Le condizioni meteorologiche ideali per vedere la neve cadere su Torino e Milano si sono storicamente verificate in situazioni precise, spesso legate a incursioni di aria fredda accompagnate da umidità sufficiente a generare precipitazioni.
A Torino, ad esempio, alcune delle nevicate più rilevanti si sono registrate nel passato remoto. Il 31 gennaio 1902, la città fu sommersa da 49 cm di neve in un solo giorno, mentre l’inverno del 1882-1883 detiene il record per il manto nevoso complessivo, con 172 cm accumulati.
Dicembre 1808 fu il mese più nevoso della storia torinese, con 127,9 cm di neve totale, mentre gennaio 1805 vide cadere ben 122,3 cm. Storicamente, Torino ha avuto una media annua di 7,3 giorni con almeno 0,5 cm di neve fresca nel periodo tra il 1787 e il 2007. Tuttavia, questa media è scesa a 4,8 giorni durante il periodo 1971-2000, riflettendo una diminuzione delle nevicate negli ultimi decenni.
Milano, dal canto suo, ha vissuto eventi nevosi di grande intensità, come il gennaio 1985, quando una tempesta di neve portò oltre 70 cm di accumulo in una sola notte, con un totale di un metro sull’intera città. L’Epifania del 2009 fu un altro episodio straordinario, con accumuli tra i 35 e i 45 cm in diverse zone urbane.
Tuttavia, episodi di questo tipo sono diventati sempre più rari, in parte a causa dell’aumento delle temperature medie invernali. Nel gennaio 1985, ad esempio, la temperatura media a Milano era di -0,6°C, mentre negli ultimi dieci anni il gennaio più freddo, nel 2017, ha registrato una media mensile di +3,9°C.
Questo aumento di circa quattro gradi testimonia il cambiamento climatico in atto e la sua influenza sulla frequenza delle nevicate.
Negli ultimi decenni, entrambe le città hanno visto una riduzione del periodo nevoso. A Torino, il periodo in cui la neve è più probabile si è ridotto a poco più di un mese, dal 18 dicembre al 22 gennaio.
Questo restringimento della finestra temporale per le nevicate si combina con l’aumento delle temperature e la diminuzione degli eventi nevosi significativi, rendendo episodi come quelli storici sempre più rari.
La tendenza generale indica che, nonostante le attuali proiezioni meteorologiche mostrino un incremento dell’attività perturbata, le condizioni specifiche necessarie per vedere neve abbondante a Torino e Milano rimangono elusive.
Le nevicate saranno più probabili a quote medie e alte sulle Alpi, mentre le città di pianura continueranno a essere influenzate da temperature marginalmente troppo alte per la formazione della neve. Questo riflette un cambiamento di lungo termine nel clima di queste aree, che ha reso i grandi eventi meteo nevosi del passato più difficili da replicare. (TEMPOITALIA.IT)










