
(TEMPOITALIA.IT) Il prosieguo di marzo si annuncia abbastanza movimentato in termini atmosferici.
Dopo una possibile evoluzione, anche un po’ a sorpresa e intrigante, attesa per l’inizio della prossima settimana e, dunque, sul finire della seconda decade, evoluzione di tipo invernale, stando agli ultimissimi dati, con crollo termico anche nell’ordine di 10-15 gradi, ancora movimentata si annuncerebbe il corso dell’intera terza decade del mese.
Mediando tutte le simulazioni bariche proposte dai vari centri di calcolo, viene fuori un quadro circolatorio caratterizzato da una prevalenza di correnti instabili occidentali, quindi a matrice atlantica, su buona parte dell’Europa.
Un po’ tutta la terza decade del mese, potrebbe essere contraddistinta, dunque, dall’azione di ricorrenti perturbazioni atlantiche verso il vecchio continente, con molte nubi e piogge quasi tutti i giorni.
Le aree più esposte alle precipitazioni a scala continentale sarebbero, naturalmente, quelle centro occidentali e di più la Francia, specie centro-meridionale, i settori centro settentrionali della Penisola Iberica, le aree centro occidentali del Regno Unito, poi il Centro Nord Italia e i settori balcanici.
Più nello specifico, relativamente al nostro territorio italiano, i primi 10 giorni della nuova stagione, quella primaverile con inizio al 20 marzo, trascorrerebbero all’insegna di molte piogge, soprattutto al Nordovest, quindi sul Piemonte, sulla Liguria, sulla Toscana, specie settentrionale, ma piogge diffuse e ricorrenti un pò su tutto il Nord e su tutte le aree tirreniche;
l’instabilità sarebbe più irregolare, mediamente più debole e anche meno ricorrente, sui settori del medio e basso Adriatico, diffusamente al Sud, eccetto la Campania, qui con piogge più sostanziose, e sulla Sicilia.
Fino al 27-28 del mese, prevarrebbe il tipo di circolazione descritto, in un contesto termico abbastanza mite, quindi con valori in prevalenza sopra media, magari in media solo su Piemonte.
Possibile, invece, negli ultimi giorni di marzo, una certa “meridianizzazione” delle correnti, non più sudoccidentali o occidentali miti, ma con piega più da Nordovest e, dunque, potrebbe essere possibile, sul finire del mese, un innesto di circolazione anche un po’ più fredda di matrice polare marittima, con qualche connotazione simil invernale, ma questa tendenza sul fine mese appare ancora piuttosto fumosa e da confermare.
Un dato importante sarebbe anche quello relativo alle nuove abbondanti nevicate lungo tutto l’arco alpino a quote medie o medio alte.
Solo nei primi giorni della terza decade, fiocchi possibili anche a quote relativamente basse sui rilievi del Piemonte, specie meridionale, per possibili substrati ancora freddi, per via della pregressa azione fredda di inizio settimana prossimo. (TEMPOITALIA.IT)






