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Meteo: Scirocco impetuoso, non solo caldo, le aree costiere a rischio ONDE di TEMPESTA

Luca Martini di Luca Martini
20 Mar 2025 - 14:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Nei prossimi giorni, il meteo sarà fortemente influenzato dal ritorno dello Scirocco, un vento caldo e umido proveniente dal Nord Africa che potrebbe generare uno degli eventi marini più impattanti per le coste italiane: lo Storm Surge, conosciuto anche come Onda di Tempesta. Questo fenomeno, che si verifica quando forti venti e basse pressioni atmosferiche provocano un innalzamento anomalo del livello del mare, rischia di creare situazioni critiche lungo diversi tratti del litorale.

 

Il ruolo del vento e della pressione atmosferica

La presenza di raffiche di Scirocco persistenti, con velocità elevate, spingerà enormi masse d’acqua verso la costa, contribuendo all’innalzamento del livello marino e aggravando il rischio di mareggiate e allagamenti. A rendere la situazione ancora più delicata sarà l’influenza della pressione atmosferica: un’area di bassa pressione comporta una diminuzione della forza esercitata dall’aria sulla superficie dell’acqua, facilitando ulteriormente il sollevamento del mare.

L’effetto combinato di questi fattori potrà manifestarsi in modo particolarmente evidente in aree geograficamente vulnerabili, come la Laguna di Venezia, dove le maree eccezionali rappresentano una minaccia costante. In presenza di condizioni meteorologiche avverse, il livello del mare può crescere in modo improvviso, creando disagi e possibili danni alle infrastrutture urbane.

 

Mareggiate incrociate e rischio allagamenti

A peggiorare il quadro potrebbe intervenire il fenomeno della mareggiata incrociata, che si verifica quando onde provenienti da direzioni diverse si incontrano, sommando la loro energia. Questo effetto amplifica l’intensità del moto ondoso, rendendo ancora più insidiosa la dinamica delle tempeste marine. Nelle aree costiere caratterizzate da baie o golfi, come nel caso del Golfo di Napoli o della Riviera Ligure, l’energia delle onde tende a concentrarsi, aumentando l’impatto delle mareggiate sulle zone abitate.

Anche la morfologia del fondale marino gioca un ruolo determinante: le coste con bassi fondali e pendenze graduali favoriscono l’avanzata dell’acqua, aumentando l’estensione degli allagamenti rispetto a zone con fondali più ripidi. Questo spiega perché alcune città costiere siano più esposte agli effetti dello Storm Surge, subendo danni rilevanti durante episodi di maltempo intenso.

 

Venezia e la protezione del MOSE

Negli ultimi giorni, Venezia ha già dovuto affrontare livelli di acqua alta sopra la media, con il rischio di allagamenti che solo l’attivazione del MOSE è riuscita a contenere. Il sistema di paratoie mobili, progettato per isolare la laguna dalle acque del mare in condizioni estreme, ha dimostrato ancora una volta la sua efficacia nel proteggere la città dalle maree straordinarie. Senza il suo intervento, le mareggiate avrebbero potuto causare inondazioni su larga scala, con gravi ripercussioni per residenti, attività commerciali e beni artistici.

Tuttavia, la presenza del MOSE non è sufficiente a risolvere definitivamente il problema. Il continuo aumento del livello del mare, dovuto ai cambiamenti climatici, rende questi fenomeni sempre più frequenti e intensi. Lo scioglimento delle calotte polari e il riscaldamento globale stanno infatti contribuendo a un progressivo innalzamento dei mari, amplificando il rischio di eventi estremi in molte aree costiere del Mediterraneo.

 

Un futuro sempre più a rischio

La combinazione tra fattori climatici, variazioni della pressione atmosferica e caratteristiche morfologiche rende necessario un monitoraggio costante delle condizioni marine e atmosferiche. Le città più esposte, come Venezia, Bari, Cagliari e Genova, devono rafforzare le strategie di difesa costiera, adottando misure di mitigazione capaci di rispondere alla crescente minaccia delle mareggiate e degli allagamenti.

Il rischio legato allo Storm Surge non può essere sottovalutato e impone una gestione attenta e preventiva, che vada oltre le sole emergenze. Le comunità costiere dovranno prepararsi ad affrontare fenomeni meteorologici sempre più estremi, in un contesto in cui il meteo continuerà a giocare un ruolo cruciale nella sicurezza e nella vivibilità delle città affacciate sul mare. (TEMPOITALIA.IT)

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Luca Martini

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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