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Atmosfera terrestre: struttura interna e composizione chimica

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
30 Apr 2025 - 17:40
in Wiki Meteo
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L’atmosfera terrestre, elemento essenziale per la vita sul nostro pianeta, è molto più di un semplice strato d’aria che avvolge la Terra. È un sistema dinamico, mutevole, interattivo, e rappresenta il fulcro delle nostre previsioni meteo. Analizzarne la struttura verticale e la composizione chimica significa entrare nel cuore stesso del fenomeno meteorologico, capendo meglio come si formano le nuvole, perché cambiano le temperature e come si originano i venti.

 

La composizione dell’atmosfera: miscela vitale di gas

La composizione dell’atmosfera terrestre è formata principalmente da azoto (circa il 78%) e ossigeno (intorno al 21%). Il restante 1% è costituito da una miscela variabile di altri gas, tra cui argon, anidride carbonica, neon, elio, e idrogeno. A questi si aggiungono, in quantità minori ma estremamente significative per il meteo e il clima, anche il vapore acqueo, l’ozono e gli aerosol atmosferici.

Il vapore acqueo gioca un ruolo determinante nella formazione di precipitazioni, nubi e fenomeni temporaleschi, contribuendo attivamente all’equilibrio energetico della Terra. Anche l’anidride carbonica (CO₂), sebbene presente in tracce, ha una funzione fondamentale nei processi di riscaldamento globale e nei modelli climatici che i centri meteo internazionali, come il NOAA o il Met Office, utilizzano per le simulazioni atmosferiche.

 

Stratificazione dell’atmosfera: dalle nubi alla ionosfera

L’atmosfera terrestre si suddivide in cinque strati principali, ordinati secondo la temperatura e la composizione chimica. Ciascuno di essi ha caratteristiche distinte che influenzano fenomeni meteo e dinamiche climatiche.

Troposfera: il regno del meteo

La troposfera è lo strato più basso, estendendosi in media fino a 12 km di altezza, anche se ai poli può essere più sottile. È in questa fascia che si concentra circa l’80% della massa atmosferica e dove avvengono tutti i fenomeni meteorologici: piogge, nevicate, temporali, vento, nuvolosità. La temperatura diminuisce con l’altitudine, raggiungendo valori intorno ai -50 °C nella parte superiore, la tropopausa.

Stratosfera: il filtro dell’ozono

Sopra la troposfera si estende la stratosfera, fino a circa 50 km. Qui la temperatura, a differenza di quanto avviene più in basso, aumenta con l’altitudine grazie alla presenza dello strato di ozono, che assorbe le radiazioni ultraviolette solari. La stratosfera è anche sede dei voli aerei a lunga percorrenza, grazie alla sua stabilità e alla quasi totale assenza di turbolenze.

Mesosfera: il freddo estremo dell’atmosfera

La mesosfera, che si sviluppa tra i 50 e gli 85 km, è lo strato più freddo dell’atmosfera, con temperature che possono toccare i -90 °C. È qui che si disintegrano la maggior parte dei meteoroidi, creando le classiche stelle cadenti. Questa zona è ancora oggetto di studio, poiché difficilmente raggiungibile con strumentazione convenzionale.

Termosfera: il confine del meteo e dello spazio

La termosfera si estende oltre gli 85 km, fino a circa 600-800 km. Le temperature aumentano nuovamente, raggiungendo anche i 2000 °C, ma a causa della bassissima densità dell’aria, il calore non si avverte come sulla superficie terrestre. In questa regione si verificano aurore polari, grazie all’interazione tra particelle cariche provenienti dal Sole e il campo magnetico terrestre.

Esosfera: l’estremo silenzio

L’esosfera è il graduale passaggio verso lo spazio interplanetario, dove le molecole di gas sono così rarefatte da sfuggire all’attrazione gravitazionale terrestre. Inizia intorno ai 600 km e si estende oltre i 10.000 km. In questa zona opera la maggior parte dei satelliti artificiali.

 

Interazione tra atmosfera e meteo: un legame inscindibile

Ogni variazione nella composizione chimica o nella struttura atmosferica ha conseguenze dirette sul meteo. Le perturbazioni, le onde di calore, i cicloni e gli anticicloni, sono tutti frutti del delicato equilibrio tra temperatura, pressione, umidità e densità nei diversi strati. Il vapore acqueo, ad esempio, contribuisce alla formazione di nubi e rovesci, ma influisce anche sulla trasmissione della radiazione solare, alterando la temperatura percepita al suolo.

Perfino i gas serra, sebbene naturali, stanno subendo un incremento anomalo per effetto delle attività antropiche, modificando le dinamiche meteo a lungo termine e favorendo eventi estremi sempre più frequenti, come le ondate di caldo e le bombe d’acqua.

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Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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