(TEMPOITALIA.IT) Nei primi giorni di Giugno 2025, l’Europa, inclusa l’Italia, ha assistito a un evento astronomico straordinario: le aurore boreali sono state visibili a latitudini insolitamente basse. Questo fenomeno è stato causato da una potente espulsione di massa coronale (CME) dal Sole, avvenuta il 31 maggio 2025, associata a un flare solare di classe M8.2 proveniente dalla regione attiva 4100, perfettamente orientata verso la Terra.
La nube di particelle cariche ha raggiunto il nostro pianeta il 1° giugno, con un impatto massimo intorno alle 14:00 ora italiana, ma con effetti prolungati nelle ore successive. La tempesta geomagnetica è stata classificata di livello G4 su una scala che va da G1 a G5, uno dei livelli più alti e rari, capace di generare aurore visibili anche nell’Europa meridionale.
L’aurora boreale è stata osservabile nella notte tra domenica 1° e lunedì 2 giugno 2025, con le ore migliori per l’osservazione dopo le 22:00, quando il cielo era più buio. In Italia, le regioni più favorite sono state quelle settentrionali e centrali, ma il fenomeno non pare sia stato segnalato. Ma in altre parti del Mondo è stato un evento eccezionale.
Le aurore boreali sono normalmente visibili solo nelle regioni polari. Un evento di questa intensità, capace di estendere il fenomeno fino all’Italia e all’Europa centrale, si verifica solo in presenza di tempeste geomagnetiche particolarmente forti. La combinazione tra la CME diretta, la velocità delle particelle e le condizioni del vento solare ha creato le condizioni perfette per un fenomeno di questa portata.
Questo evento non ha interessato solo l’Europa. In Australia, le aurore sono state visibili in regioni come Tasmania, Victoria, Nuovo Galles del Sud, Australia Meridionale e parti dell’Australia Occidentale, e persino in alcune zone meridionali del Queensland. Si tratta di latitudini simili a quelle italiane.
Negli Stati Uniti, l’aurora boreale è stata osservata in gran parte del paese, raggiungendo latitudini insolite come l’Alabama e la California settentrionale.
Questo evento si inserisce nel contesto del massimo solare, il picco dell’attività solare che si verifica ogni 11 anni. Durante questo periodo, il Sole emette più particelle energetiche attraverso espulsioni di massa coronale e flare solari, che possono innescare tempeste geomagnetiche e intensificare le aurore.
Oltre alla bellezza visiva, le tempeste geomagnetiche possono avere impatti significativi sulle infrastrutture tecnologiche. Possono causare interruzioni nelle comunicazioni, nei sistemi GPS e nelle reti elettriche. Studi recenti hanno evidenziato come le correnti indotte geomagneticamente possano portare al surriscaldamento dei trasformatori, aumentando il rischio di blackout prolungati. (TEMPOITALIA.IT)










