
(TEMPOITALIA.IT) La Domenica di Pasqua è trascorsa col sole quasi ovunque, salvo qualche addensamento pomeridiano lungo l’Appennino, residuo di infiltrazioni fresche in quota legate al vecchio vortice ormai scivolato sull’Egeo, e qualche nube marittima sulla costa ligure, ma niente di più. L’anticiclone subtropicale ha infatti preso saldamente in mano la situazione e non ha intenzione di mollare almeno per qualche giorno.
Anticiclone e caldo da Pasquetta al 9 Aprile
Per oggi, giorno di Pasquetta Lunedì 6 Aprile, il quadro si consolida ulteriormente. L’alta pressione raggiunge la sua piena maturità sull’Italia, garantendo una giornata di sole diffuso dalle Alpi alla Sicilia, con qualche velatura temporanea al Centro-Nord, qualche addensamento nuvoloso lungo la costa della Liguria e formazioni cumuliformi innocue nelle ore più calde sulle zone interne del Sud. Condizioni ideali per stare all’aperto. Le temperature toccheranno i loro picchi massimi, con punte di 25-26°C sulle pianure del Nord-Ovest, effetto favonio nelle valli alpine e valori molto gradevoli anche lungo il versante tirrenico. Al Sud e sulle coste il caldo sarà più contenuto, ma comunque pienamente primaverile.
Le anomalie rispetto alla media della prima decade di Aprile si attestano su 6-8°C al di sopra dei valori attesi. Numeri che dicono tutto: questo non è il caldo normale di Aprile, è qualcosa di più simile a un pomeriggio di fine Maggio, anche se le notti permangono ancora fresche.
Martedì 7 e Mercoledì 8 Aprile: l’anticiclone regge, ma si notano le prime crepe
Martedì 7 Aprile il dominio anticiclonico è ancora solido. Cieli prevalentemente sereni quasi ovunque, con qualche annuvolamento localizzato in Liguria e sulle regioni del Nord-Est, dove l’alta pressione comincia a mostrare i primi cedimenti sul bordo settentrionale. Le temperature rimangono elevate, ancora ben sopra la media.
Mercoledì 8 Aprile il tempo si mantiene stabile nel complesso, ma qualcosa inizia a muoversi. In Val Padana e sul versante adriatico si noteranno nuvole più presenti, qualche rovescio non escluso sul settore alpino e prealpino orientale. Non è ancora il cambio di scena definitivo, ma l’anticiclone ha perso la verve dei giorni precedenti e le prime correnti più fresche dai quadranti nord-orientali iniziano a lambire il fianco alpino. Il calo termico è percepibile, anche se non ancora drammatico.
Dal 10 Aprile: la saccatura dalla Russia spegne tutto
Ed eccola, la notizia che chi ha già prenotato le vacanze di metà Aprile preferisce non leggere. Verso il 10 Aprile l’anticiclone inizierà a cedere in modo più deciso, erodendosi sotto la pressione di una saccatura fredda che si espanderà direttamente dalla Russia, con un moto retrogrado da nord-est verso sud-ovest. Non si tratta di una perturbazione atlantica ordinaria, ma di aria artico-continentale con caratteristiche spiccatamente invernali, più secca e fredda di quanto ci si aspetterebbe per metà Aprile.
Il peggioramento toccherà prima il Nord e le regioni adriatiche, poi si estenderà progressivamente verso il Centro-Sud. Il calo termico sarà brusco: nell’arco di 24 ore si potrebbero perdere in alcune zone fino a 10°C rispetto ai valori dei giorni precedenti. Il contrasto tra l’aria calda preesistente e quella fredda in arrivo potrebbe favorire la formazione di un vortice ciclonico sui mari italiani, con piogge, temporali anche intensi e il ritorno della neve sulle Alpi e sull’Appennino a quote insolite per il periodo. Una fase movimentata, di nuovo quasi invernale, che chiuderà bruscamente la lunga parentesi calda.
Questa è al momento l’ipotesi più probabile per il prossimo fine settimana ed è supportata principalmente dal modello europeo ECMWF, tuttavia GFS smorza i toni del raffreddamento, deviando più a est la colata fredda russa. Pertanto occorrerà ancora qualche giorno prima di sciogliere definitivamente la prognosi sul meteo del dopo 10 Aprile.






