(TEMPOITALIA.IT) Il riscaldamento globale sta riscrivendo il calendario delle stagioni meteo in Italia. La transizione tra l’inverno e l’estate è sempre più breve, mentre la primavera sembra svanire, risucchiata da un’anticipazione costante del caldo e da un’estate che si allunga ben oltre SETTEMBRE. Un mutamento lento ma evidente, che ormai riguarda sia le temperature che i fenomeni meteo più comuni.
Primavera in estinzione: mesi miti sempre più rari
Un tempo, APRILE e MAGGIO rappresentavano il cuore della stagione primaverile: mesi di transizione, di cieli variabili, di piogge leggere e temperature dolci. Oggi, invece, la media climatica di MAGGIO in molte città italiane si avvicina a quella che un tempo era tipica di GIUGNO inoltrato, mentre APRILE spesso regala già giornate da maniche corte.
Secondo le analisi del Copernicus Climate Change Service, i mesi primaverili stanno registrando temperature via via più alte e condizioni meteorologiche sempre più simili a quelle estive. Le cause principali sono l’aumento delle temperature globali, l’alterazione delle correnti atmosferiche e la persistenza di anticicloni africani fin dalla fine dell’inverno.
Un’estate che inizia prima e finisce dopo
Non si tratta più di eccezioni. Negli ultimi vent’anni, le ondate di calore hanno cominciato a manifestarsi già alla fine di APRILE o ai primi giorni di MAGGIO. Già entro la prima metà di GIUGNO si registrano temperature sopra i 30 °C in modo diffuso su gran parte del territorio nazionale. Ma ciò che impressiona di più è la coda stagionale: SETTEMBRE è diventato, in molte aree, il quarto mese estivo, mentre OTTOBRE fatica sempre di più a proporre l’autunno vero.
Le estati italiane non sono più quelle di LUGLIO e AGOSTO: iniziano in anticipo e si spingono avanti di settimane, con effetti diretti sulle colture, sull’ecosistema e sulla salute umana. Anche i sistemi scolastici, i calendari turistici e le abitudini quotidiane vengono influenzati da questo slittamento climatico.
Piogge violente e inverni irregolari: il resto dell’anno si sgretola
Parallelamente all’estate allungata, anche le stagioni fredde stanno perdendo i loro tratti tipici. Gli inverni recenti sono più miti e più secchi, con meno giornate di gelo e un calo delle precipitazioni nevose, soprattutto alle quote più basse. Quando piove, lo fa in modo irregolare e violento, concentrando in poche ore o pochi giorni intere mensilità di pioggia. Ciò provoca frane, allagamenti, erosioni e danni ambientali sempre più frequenti, aggravando la vulnerabilità del territorio italiano.
I ritmi stagionali che regolavano il paesaggio, l’agricoltura, le migrazioni degli uccelli e persino le tradizioni culturali, si stanno dissolvendo in un tempo atmosferico sempre più estremo e imprevedibile. (TEMPOITALIA.IT)





