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Meteo: Mediterraneo infuocato, anomalie record, rischio temporali e cicloni estremi

Piero Luciani di Piero Luciani
28 Giu 2025 - 14:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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LUGLIO inizia con una conferma inquietante: il MEDITERRANEO è oggi uno dei mari più caldi del pianeta, con anomalie termiche senza precedenti che preoccupano i climatologi e gli esperti di meteorologia. Dopo un mese di GIUGNO rovente, l’intera fascia mediterranea si ritrova trasformata in un immenso serbatoio di calore, pronto ad alimentare fenomeni atmosferici sempre più violenti nei prossimi mesi.

 

Un mare quasi tropicale

Gli ultimi dati provenienti da boe marine e rilevamenti satellitari raccontano un quadro sorprendente. Le temperature superficiali del mare, soprattutto sul MEDITERRANEO OCCIDENTALE, hanno toccato valori superiori di 5°C rispetto alle medie stagionali. Anomalie impressionanti sono state registrate anche nel MAR ADRIATICO, nel MAR IONIO e nel TIRRENO CENTRALE, dove lo scarto rispetto alla norma varia tra i 2 e i 4°C.

Questa impennata non arriva all’improvviso. Già in PRIMAVERA, si osservavano segnali preoccupanti, con mari più caldi del normale a causa di un inverno praticamente privo di vere irruzioni fredde. L’atmosfera ha poi fatto il resto: un mese di GIUGNO estremamente soleggiato, privo di perturbazioni e di copertura nuvolosa, ha permesso alla radiazione solare di penetrare in profondità, scaldando strati marini sempre più estesi.

 

Il mare che bolle: un problema non solo estivo

Il riscaldamento del Mediterraneo non è solo un sintomo della crisi climatica in atto: è un moltiplicatore di rischi. Più il mare si scalda, più energia latente è disponibile per l’atmosfera. Significa che, al primo ingresso di aria più fresca in quota, potremo assistere allo sviluppo di fenomeni meteorologici estremi: nubifragi improvvisi, trombe marine, downburst e persino cicloni mediterranei simili agli uragani tropicali, detti anche medicane.

Il periodo più critico sarà quello compreso tra SETTEMBRE e NOVEMBRE, quando le prime perturbazioni autunnali incontreranno un mare anormalmente caldo. In quel momento si scateneranno i contrasti termici più marcati, e con essi l’instabilità più pericolosa. Un pattern che si è già visto nel recente passato con gli eventi estremi del 2020 in SARDEGNA e della LIGURIA nel 2021: in quest’ultimo si arrivò al dato incredibile di quasi 900 mm di pioggia in 24 ore, gran parte dei quali caduti in appena 12 ore, nel paese di Rossiglione.

 

Un clima che sta cambiando anche sotto la superficie

Il riscaldamento del mare non si limita agli strati superficiali. In alcune zone, come il GOLFO DI LEONE e l’ARCIPELAGO TOSCANO, le misurazioni mostrano colonne d’acqua calda fino a decine di metri di profondità. Questo rende difficile ogni raffreddamento rapido, perché anche in caso di piogge o passaggi nuvolosi, il mare continuerà a rilasciare calore per settimane, alimentando le instabilità.

Non è un dettaglio trascurabile: un mare che resta caldo anche in profondità prolunga la stagione dei temporali marini, rendendo possibili eventi intensi anche a DICEMBRE, e cambiando radicalmente le dinamiche meteorologiche del MEDITERRANEO.

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Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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