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Meteo seconda metà di Giugno: i segnali dall’AFRICA preoccupano

Antonio Romano di Antonio Romano
09 Giu 2025 - 12:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) La seconda parte di GIUGNO si prospetta come una lunga fase meteo infuocata per l’intera Penisola. I segnali meteorologici indicano con chiarezza un assetto atmosferico dominato da una potente struttura anticiclonica subtropicale, che non solo insisterà sull’ITALIA, ma coinvolgerà gran parte del bacino del MEDITERRANEO, innescando un’ondata di caldo estiva anticipata e diffusa.

 

Alta pressione africana, compatta e persistente

Secondo le simulazioni più recenti del modello europeo ECMWF, nei prossimi giorni prenderà forma una solida struttura anticiclonica di origine nordafricana, capace di estendersi sia nei bassi strati dell’atmosfera che in quota. Il risultato sarà un blocco meteorologico stabile, privo di sbocchi, che renderà uniforme l’evoluzione del tempo da NORD a SUD: sole implacabile e temperature ben oltre le medie.

Questa heat dome africana si configurerà come una cupola termica estesa e resistente, alimentata da aria molto calda e secca proveniente dal Sahara, che verrà compressa progressivamente nei bassi strati, aumentando l’effetto di riscaldamento dinamico.

 

Dal 10 al 16 giugno: caldo da estate piena

Nella settimana compresa tra MARTEDÌ 10 e LUNEDÌ 16 GIUGNO, l’ondata di calore entrerà nel vivo. Il cielo sarà pressoché sempre sereno, con ventilazione debole dai quadranti sud-orientali che non solo non attenuerà il caldo, ma contribuirà ad alimentarlo trasportando ulteriore aria rovente. La radiazione solare continuerà a colpire senza ostacoli, e il riscaldamento al suolo sarà continuo e accumulativo.

Le aree più esposte saranno le REGIONI CENTRO-MERIDIONALI e le ISOLE MAGGIORI, dove si potranno toccare punte tra i 37 e i 39 °C nelle zone interne lontane dalla costa. Anche nelle regioni settentrionali la situazione sarà calda e afosa, con temperature notturne che resteranno elevate ben oltre il tramonto, soprattutto nei grandi centri urbani.

 

Instabilità marginale sulle Alpi, ma nessuna svolta

L’unico elemento di parziale variabilità potrà interessare le aree alpine e prealpine, dove piccole infiltrazioni fresche in quota provenienti dal Nord Europa potranno dare luogo a rovesci o brevi temporali pomeridiani, limitati alle alte quote e del tutto incapaci di raggiungere le pianure.

Non si tratterà di un cambiamento reale dello scenario, ma piuttosto di un sintomo dell’invecchiamento dell’anticiclone africano, già osservato negli anni recenti: l’alta pressione rimane presente, ma con un profilo meno compatto in quota, sufficiente a lasciare spazio a instabilità pomeridiana localizzata.

 

Un blocco atmosferico che non lascia spazio a perturbazioni

La struttura dell’Anticiclone africano è ben diversa da quella più dinamica delle Azzorre. Quando si impone, tende a occupare interamente il Mediterraneo centrale, bloccando ogni tentativo di penetrazione da parte di sistemi perturbati atlantici o afflussi freschi dal settentrione. Il suo carattere continentale e subtropicale garantisce condizioni asciutte, stabili e decisamente calde, prolungando la fase estiva ben oltre il consueto.

Le notti saranno calde e afose, in particolare nelle città, dove l’effetto di accumulo termico risulterà amplificato dalla mancanza di ventilazione e dal ristagno atmosferico. A tutti gli effetti, l’Italia si prepara a vivere il primo vero evento meteo estivo del 2025, con temperature fuori scala rispetto alle medie e nessun sollievo reale all’orizzonte. (TEMPOITALIA.IT)

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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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