• Privacy
sabato, 20 Giugno 2026
TEMPO ITALIA meteo news
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Tempo Italia
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Home A La notizia del Giorno

Perché alcune città sentono più caldo di altre? Il mistero del “Meteo Urbano”

Antonio Romano di Antonio Romano
14 Giu 2025 - 15:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
Share on FacebookShare on Twitter

Non è solo un’impressione: alcune città italiane sembrano diventare veri e propri forni d’Estate. E mentre il termometro ufficiale segna 32°C, chi passeggia per le strade di ROMA, MILANO o BOLOGNA ha la sensazione che ce ne siano almeno 40. Ma perché succede questo? Il meteo urbano nasconde fenomeni curiosi e in parte inquietanti, che trasformano le città in “isole di calore”.

 

Il cemento trattiene il caldo come una spugna

La differenza tra città e campagna può arrivare anche a 5 o 6 gradi, e spesso accade proprio nelle ore serali. Il motivo è semplice: materiali come asfalto, cemento e mattoni assorbono moltissima energia solare durante il giorno. Poi, lentamente, la rilasciano di notte, impedendo al suolo di raffreddarsi come avverrebbe in un campo, in un bosco o su una collina.

In questo modo, le città rimangono calde e afose anche dopo il tramonto, creando un disagio climatico che peggiora con l’umidità e l’assenza di ventilazione. È per questo che molti centri urbani sembrano “non respirare”, soprattutto nelle notti di GIUGNO, LUGLIO e AGOSTO.

 

Poca vegetazione, troppe superfici impermeabili

La mancanza di alberi, prati e spazi verdi contribuisce a rendere l’ambiente ancora più ostile. La vegetazione, infatti, è un vero impianto di raffreddamento naturale: evapora l’acqua, rinfresca l’aria e assorbe parte del calore. Dove invece dominano le superfici asfaltate, il calore non può disperdersi e viene intrappolato, generando un microclima tutto suo.

Questa dinamica fa parte di un fenomeno chiamato “isola di calore urbana”, ben studiato dalle agenzie meteorologiche e oggi osservabile anche dalle immagini satellitari. I quartieri più costruiti appaiono più caldi persino dallo spazio.

 

Il traffico e i condizionatori peggiorano la situazione

Anche automobili, autobus e impianti di climatizzazione rilasciano calore nell’ambiente. È un ciclo paradossale: accendiamo l’aria condizionata per raffreddarci, ma così aumentiamo il calore generale. In certi orari, le città diventano vere camere a pressione, dove il caldo si accumula e non trova sfogo.

Nei centri più grandi, questa condizione può creare anche problemi di salute, soprattutto per chi vive in aree con scarsa ventilazione naturale o con edifici molto ravvicinati.

 

Le città più calde d’Italia non sono sempre al Sud

Non è detto che siano le città del MEZZOGIORNO a soffrire di più. A soffrire spesso sono i grandi centri densamente urbanizzati e poco ventilati, come MILANO, FIRENZE, VERONA e BOLOGNA sperimentano indici di calore spesso più elevati rispetto a località del SUD più ventilate come NAPOLI, BARI e PALERMO. Anche la forma urbana conta: strade strette, palazzi alti e traffico costante peggiorano l’effetto isola.

La soluzione a questo problema risiede principalmente nelle decisioni da attuare a livello politico nazionale e locale, ma in Italia sembra esserci un ritardo culturale che impedisce di affrontare strutturalmente i problemi legati ai cambiamenti meteo-climatici.

Seguici su Google News
CondividiTweet
Articolo precedente

Meteo tra le nuvole: come nascono e perché sembrano creature vive

Prossimo articolo

Il Meteo nella pelle: come alcuni animali “sentono” il temporale prima di noi

Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

Prossimo articolo

Il Meteo nella pelle: come alcuni animali “sentono” il temporale prima di noi

CALDO record, eccezionale e senza precedenti: quanto c’è di vero nell’attualità

20 Giugno 2026
Caldo atroce sino a fine giugno, ma nessuna prospettiva diversa in vista

Partenza d’Estate col botto, ma il peggio sarà tra luglio ed agosto

20 Giugno 2026

Afa alle stelle, a fine Giugno percepiti oltre 40 gradi

20 Giugno 2026
Correnti fresche e temporali spazzeranno la calura a inizio luglio, ma è solo un'ipotesi da confermare

La data del refrigerio? Non sarà prima d’inizio luglio

20 Giugno 2026

Lunedì 22 con i temporali su diverse regioni

20 Giugno 2026

Notti tropicali per giorni su molte aree italiane: l’altra faccia del caldo estremo

20 Giugno 2026
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Chi siamo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Contatti
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.