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Andrea Meloni di Andrea Meloni
23 Lug 2025 - 13:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Siamo alla vigilia di quella che potremmo definire follia della meteo, una serie di repentini cambiamenti che sono anomali per il clima mediterraneo ed europeo. La meteo che 20 o 30 anni fa sembra fantascienza oggi è divenuta realtà, e la vedremo, la vedrete. Proverò a narrarla in questo approfondimenti con cui spero di non annoiarvi troppo.

 

Ebbene, ieri 22 luglio si sono registrate temperature elevatissime su molte regioni del Centro-Sud Italia, valori che ormai siamo abituati a leggere. Così quando si vedono temperature superiori o attorno a 35°C l’evento meteorologico non fa più notizia perché si è fatta abitudine. Eppure, un tempo quando la colonnina di mercurio superava in pianura la fatidica soglia di 35°C veniva chiamata solleone.

 

Il solleone era un termine molto utilizzato, oggi in disuso, e si preferiscono nomi fantasiosi che evocano personaggi e miti del passato. Il solleone rappresentava il culmine della stagione estiva che si verificava più o meno attorno a questi giorni e sino a Ferragosto. Era un periodo piuttosto torrido e insidioso che dava noia anche per l’afa, perché comunque 35°C sono tanti, e all’epoca era un lusso disporre di un climatizzatore in casa. Ai giorni d’oggi, molti non si accorgono che 35°C per le nostre aree climatiche sono valori follemente elevati perché da qualche parte possiamo trovare ore di refrigerio, se non a casa al lavoro, nei locali. Ma non tutti sono fortunati. Tanti scappano in montagna, dove però la calura è quella che 30 anni fa caratterizzava la pianura.

 

Ovviamente, il termometro non era sempre così elevato come succede in questi giorni. I 35°C che sono stati toccati in moltissime località quest’estate e così anche le scorse stagioni un tempo neanche tanto lontano venivano definite ondata di calore di considerevole intensità. Oggi si è fatta abitudine. Difficilmente si parla di ondata di calore, e addirittura anche alcuni meteorologi in TV e nelle interviste sottostimano l’entità del caldo, mostrandosi della fazione dei “no Global Warming”, per poi smentire di esserlo. Sorvolando sulle chiacchiere, il punto di riferimento è la statistica e sono soprattutto i dati provenienti dalle migliaia di centraline meteo sparse nel territorio, anche in Italia.

 

Quando la temperatura scende a 30°C quasi non fa più caldo per le nostre stagioni estive, si parla di refrigerio, e questo rafforza la prova che c’è un cambiamento del clima.

 

Un cambiamento climatico che alcuni, e nemmeno pochi, definiscono non vero, ma questo perché probabilmente la memoria non aiuta, anche se abbiamo a nostro supporto i numeri per farne raffronto e capire che cosa succede. Periodicamente, gli Enti che studiano il clima pubblicano mappe colorate di rosso, che sottolineano le anomalie termiche positive, ovvero che fa troppo caldo.

 

In passato c’erano eccome le ondate di calore, c’erano anche le stagioni estive caldissime, ma erano eventi meteo o stagionali isolati, mentre da ormai circa 20 anni sono divenute una costante sempre più frequente. Questo si chiama cambiamento del clima. E poi con uno sguardo più ampio osserviamo che cosa succede nel Mondo, quello che avviene in Europa. Pensate che in Norvegia da circa una settimana ci sono temperature massime che oscillano dai 30 ai 35°C. Eppure, da loro ci dovrebbero essere temperature sino a 20°C inferiori. I 35°C sono stati misurati non solo nel Sud del Paese, ma anche nel Centro-Nord.

 

Negli anni ’60 fino alla fine degli anni del 1900 la temperatura di 30°C voleva dire caldo, oggi è refrigerio. Quando si toccavano 40°C era notizia. Nella giornata del 22 luglio si sono toccati valori ancora più elevati, con 45°C in un’ampia area della Sicilia interna. Qualche stazione meteo ha toccato persino quota 46°C. Le previsioni meteo per oggi e i prossimi giorni sono complesse, prospettano l’arrivo di temporali violenti nel Nord Italia dove nel pomeriggio fioccheranno le notizie di allerta meteo della Protezione Civile. Però, segnalo che l’allerta c’è già in parte della Lombardia. Nel frattempo, una nuova bolla di calore si porterà verso il Centro-Sud, con picco giovedì. Mentre venerdì le temperature scenderanno notevolmente.

 

Avremo una sorta di rottura della stagione estiva, ma non quella che succedeva un tempo, ormai non avviene più perché l’estate prosegue anche a settembre. Avremo una fase di meteo estremo. E l’Italia ne sarà interessata in parte dato che qualcosa di fuori dall’immaginario di un meteorologo degli anni ’60 si materializzerà nei prossimi giorni, con temporali violenti nel Nord Africa, in Algeria e sino al Mediterraneo occidentale, con temperature sensibilmente sotto la media. Un affondo fresco che spingerà calura verso l’Italia, anche se in una prima fase non sarà eccezionalmente intensa.

 

La rottura dell’Estate sarà parziale, agosto mostrerà il volto africano altre volte, e forse ancor più violentemente essendo quello il mese degli estremi e dei record storici di temperatura.

 

Credit: l’articolo è stato redatto con il supporto e analisi scientifica di informazoni rilevate con i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON. (TEMPOITALIA.IT)

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Andrea Meloni

Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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