Intanto aspettano il refrigerio, ma poi, vedrete, si lamenteranno. Perché? Perché, praticamente, il refrigerio sarà accompagnato anche da fasi di maltempo.
Un altro aspetto è che siamo abituati a temperature elevate, e quindi, con un calo termico, sentiremo freddo, percepiremo fresco. Non ci sarà quindi più quel benessere che si potrebbe – o dovrebbe – provare durante la stagione estiva, e in un periodo che si avvicina decisamente anche a quello in cui moltissimi italiani vanno in vacanza.
Già da metà Luglio, molte persone in Italia decidono di sfruttare quel periodo per recarsi in ferie, anche per evitare la calca che si registra poi in Agosto.
Quindi, i cambiamenti atmosferici in questo periodo dell’anno possono risultare dannosi per chi parte, rischiando di avere le ferie rovinate, dopo tanto caldo accumulato magari in città o nel proprio paesino.
Tuttavia, il cambiamento, alla fine, sarà quasi un clima nella media del passato, ma, siccome quel passato è molto lontano da oggi e non ci siamo più abituati, ci sembrerà un’anomalia.
Insomma, l’anomalia climatica, quando si parla dal punto di vista scientifico e meteorologico, fa riferimento a numeri ben precisi. Invece, l’anomalia climatica percepita è quella che si basa sul clima vissuto in periodi molto recenti, e non certo sulle temperature registrate in un certo trentennio.
Infatti, l’anomalia in meteorologia viene sempre riferita a un trentennio climatico, che spesso risale anche a quarant’anni fa, cioè un periodo molto lontano dal presente.
Quindi, con i cambiamenti climatici galoppanti in atto, le anomalie climatiche appaiono gigantesche, e lo sono. Tuttavia, la percezione collettiva non è sempre la stessa. Anche se, in un lasso di tempo molto breve – ad esempio una decina di anni – ci siamo tutti accorti che, in appena 5 o 10 anni, il clima è decisamente cambiato.
E non solo quello estivo, ma anche quello invernale. Non si vedono più nevicate durante l’inverno a bassa quota; chi vive nel Nord Italia, ormai, non vede più la neve in pianura, e questo da molto tempo, se non per episodi irrisori, perché lo sono: è la pura verità.
Insomma, il punto è questo: se si tornasse a medie di riferimento del clima del passato, avremmo la percezione di una situazione meteo non più estiva, una sensazione di non-estate, anche se, in realtà, si tratterebbe della media climatica reale.
Siamo talmente abituati alla calura che ormai è divenuta normalità. Questo crea anche un ritardo dal punto di vista della protezione nei confronti del lavoratore e di noi stessi contro il caldo.
Dire o affermare che “d’estate fa caldo” è semplicemente una frase comune, ma non è certo una unità di misura, né un termometro.
Se in una città la media climatica estiva era di 30 °C, e ora, nelle ultime stagioni, si toccano quasi ogni giorno i 35 °C, qualcosa è cambiato per davvero. Ma, poiché siamo abituati ai 35 °C, se dovessimo tornare ai 30 °C, la percezione sarebbe quella di avere un clima fresco.
Ecco dove sta il punto, dove nasce tutta la confusione: nella percezione soggettiva del tempo atmosferico, senza osservazione scientifica dei dati.
A questo punto: a cosa dare più credito? All’osservazione scientifica dei dati o alla percezione personale?
Di certo ai dati scientifici, perché questi sono un punto di riferimento assolutamente necessario.
La statistica viene utilizzata in vari ambiti, ad esempio nell’economia, nella società, nella politica, e ovviamente anche nella scienza del clima.
In questo periodo, però, il clima sta cambiando così rapidamente che diventa complesso spiegare ogni volta com’era il clima del passato e come dovrebbe essere il tempo atmosferico.
Da qui nascono spesso divergenze di opinione, confusione, e si infilano anche soggetti in malafede, contrari alla teoria – confermata da migliaia di scienziati – che il clima sta cambiando.
Insomma, per concludere: percezione o no, Luglio e Agosto mettiamoli sotto osservazione speciale, perché potrebbero portarci sia ondate di calore anomale ancora peggiori di quelle vissute recentemente, sia l’arrivo di gocce d’aria fredda da nord-ovest, capaci di scatenare gravi fasi di maltempo.