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Home A La notizia del Giorno

Meteo verso il “caldo peggiore dell’Estate”, le supercelle con i “temporali”

Andrea Meloni di Andrea Meloni
12 Lug 2025 - 09:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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Analizzando i vari modelli matematici emerge che questo Luglio presenta caratteristiche che ricordano il mese di Maggio per il marcato refrigerio che ha portato temperature sensibilmente sotto la media, in particolare sulle regioni settentrionali e nelle vallate alpine. I valori notturni hanno raggiunto addirittura record ventennali in alcune aree, rievocando le temperature tipiche di quel periodo primaverile.

 

Tuttavia, questo Luglio è iniziato con temperature che rappresenterebbero i picchi massimi estivi mediamente raggiunti ad Agosto. Ora il quadro meteorologico si prepara a cambiare ancora una volta, ma questa trasformazione sembra essere molto più diretta verso l’Italia. Ciò significa che l’ondata calda africana è pronta a travolgere completamente le condizioni meteo italiane durante la parte finale del mese di Luglio, presentando caratteristiche già osservate in passato ma particolarmente complesse.

 

Nelle regioni settentrionali, secondo il Centro Meteo Europeo, l’ondata di calore dovrebbe essere più breve rispetto alle regioni centro-meridionali. Anche il modello matematico americano GFS, particolarmente preciso su questo genere di previsioni a lungo termine, indica una situazione atmosferica rovente e soprattutto complessa. Le regioni settentrionali potrebbero trovarsi ripetutamente interessate sia dall’aria oceanica che da quella africana, creando una sorta di area di fortissima confluenza atmosferica dove differenti masse d’aria generano quelli che vengono definiti contrasti termici. Qui si potrebbero verificare fenomeni molto intensi.

 

Spesso ci si domanda se siamo preparati ad affrontare fenomeni meteo estremamente violenti. Anche nel passato eventi meteorologici estremi si sono verificati, però negli ultimi anni questi si sono concentrati in determinati periodi diventando estremamente frequenti, presentandosi ormai tutti gli anni. Ogni volta che si annuncia un temporale o un peggioramento, gli enti locali preposti o la Protezione Civile nazionale e regionale emettono allerte meteo. L’allerta meteorologica è diventata parte integrante della previsione meteo perché i fenomeni che si stanno verificando in Italia, soprattutto nella stagione estiva, sono estremamente intensi e violenti, causando danni significativi.

 

Molti pensano che le previsioni meteorologiche siano sbagliate e che le allerte siano talvolta esagerate. Spesso si leggono commenti sui quotidiani dove, dopo l’annuncio di un’allerta meteo, i lettori dichiarano che vengono continuamente annunciate allerte ma poi “a Milano non succede niente”. Purtroppo i temporali di questo tipo non sono facilmente identificabili nelle aree che saranno colpite, anzi, sono estremamente irregolari e questa irregolarità fa parte della loro natura. Questi fenomeni atmosferici possono essere estremamente violenti, anche accompagnati da grandinate devastanti, oppure da vento che raggiunge la velocità di una forte tempesta o addirittura di un uragano.

 

Questo vento, anche se non raggiunge velocità da uragano (ma a volte si), ha una tipologia che genera danni perché è un vento improvviso e soprattutto orizzontale, non caratterizzato da eccessive raffiche ma piuttosto costante, con una durata di alcuni minuti. Procura danni soprattutto in quelle aree dove non si è abituati al vento piuttosto forte. Inoltre, ci sono le piogge concentratissime in tempi brevi che provocano nubifragi e conseguenti allagamenti.

 

Il quadro meteorologico generale presenta quindi forti contrasti termici che possono innescare per le regioni settentrionali situazioni definite dagli enti preposti di emergenza. A buon ragione, se dovranno essere emessi avvisi o allerte meteo, è importante tenerne sempre conto. Ricordiamo che sono solo gli enti preposti a poter emettere allerte meteorologiche ufficiali.

 

Nel resto d’Italia, invece, la tendenza è verso il grande caldo. Un caldo crescente nel corso della settimana prossima e ancor più in quella successiva, come viene espresso sia dai modelli matematici europei che americani. È quindi possibile che l’affidabilità di questa previsione sia medio-alta, prospettando per l’Italia un’estate che potrebbe replicare alcuni degli anni più caldi del decennio, con possibili conseguenze significative sulle nostre abitudini di vita e sull’economia.

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Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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