Analizzando i vari modelli matematici emerge che questo Luglio presenta caratteristiche che ricordano il mese di Maggio per il marcato refrigerio che ha portato temperature sensibilmente sotto la media, in particolare sulle regioni settentrionali e nelle vallate alpine. I valori notturni hanno raggiunto addirittura record ventennali in alcune aree, rievocando le temperature tipiche di quel periodo primaverile.
Tuttavia, questo Luglio è iniziato con temperature che rappresenterebbero i picchi massimi estivi mediamente raggiunti ad Agosto. Ora il quadro meteorologico si prepara a cambiare ancora una volta, ma questa trasformazione sembra essere molto più diretta verso l’Italia. Ciò significa che l’ondata calda africana è pronta a travolgere completamente le condizioni meteo italiane durante la parte finale del mese di Luglio, presentando caratteristiche già osservate in passato ma particolarmente complesse.
Nelle regioni settentrionali, secondo il Centro Meteo Europeo, l’ondata di calore dovrebbe essere più breve rispetto alle regioni centro-meridionali. Anche il modello matematico americano GFS, particolarmente preciso su questo genere di previsioni a lungo termine, indica una situazione atmosferica rovente e soprattutto complessa. Le regioni settentrionali potrebbero trovarsi ripetutamente interessate sia dall’aria oceanica che da quella africana, creando una sorta di area di fortissima confluenza atmosferica dove differenti masse d’aria generano quelli che vengono definiti contrasti termici. Qui si potrebbero verificare fenomeni molto intensi.
Spesso ci si domanda se siamo preparati ad affrontare fenomeni meteo estremamente violenti. Anche nel passato eventi meteorologici estremi si sono verificati, però negli ultimi anni questi si sono concentrati in determinati periodi diventando estremamente frequenti, presentandosi ormai tutti gli anni. Ogni volta che si annuncia un temporale o un peggioramento, gli enti locali preposti o la Protezione Civile nazionale e regionale emettono allerte meteo. L’allerta meteorologica è diventata parte integrante della previsione meteo perché i fenomeni che si stanno verificando in Italia, soprattutto nella stagione estiva, sono estremamente intensi e violenti, causando danni significativi.
Molti pensano che le previsioni meteorologiche siano sbagliate e che le allerte siano talvolta esagerate. Spesso si leggono commenti sui quotidiani dove, dopo l’annuncio di un’allerta meteo, i lettori dichiarano che vengono continuamente annunciate allerte ma poi “a Milano non succede niente”. Purtroppo i temporali di questo tipo non sono facilmente identificabili nelle aree che saranno colpite, anzi, sono estremamente irregolari e questa irregolarità fa parte della loro natura. Questi fenomeni atmosferici possono essere estremamente violenti, anche accompagnati da grandinate devastanti, oppure da vento che raggiunge la velocità di una forte tempesta o addirittura di un uragano.
Questo vento, anche se non raggiunge velocità da uragano (ma a volte si), ha una tipologia che genera danni perché è un vento improvviso e soprattutto orizzontale, non caratterizzato da eccessive raffiche ma piuttosto costante, con una durata di alcuni minuti. Procura danni soprattutto in quelle aree dove non si è abituati al vento piuttosto forte. Inoltre, ci sono le piogge concentratissime in tempi brevi che provocano nubifragi e conseguenti allagamenti.
Il quadro meteorologico generale presenta quindi forti contrasti termici che possono innescare per le regioni settentrionali situazioni definite dagli enti preposti di emergenza. A buon ragione, se dovranno essere emessi avvisi o allerte meteo, è importante tenerne sempre conto. Ricordiamo che sono solo gli enti preposti a poter emettere allerte meteorologiche ufficiali.
Nel resto d’Italia, invece, la tendenza è verso il grande caldo. Un caldo crescente nel corso della settimana prossima e ancor più in quella successiva, come viene espresso sia dai modelli matematici europei che americani. È quindi possibile che l’affidabilità di questa previsione sia medio-alta, prospettando per l’Italia un’estate che potrebbe replicare alcuni degli anni più caldi del decennio, con possibili conseguenze significative sulle nostre abitudini di vita e sull’economia.