La prossima sarà una settimana assurda, dalle caratteristiche diametralmente opposte. La prima metà parlerà una lingua ben nota, quella sahariana, la seconda metà ribalterà tutto, proiettandoci in un quadro climatico evidentemente atlantico. Tutto in men che non si dica, perché dalle temperature assurdamente alte passeremo a temperature più “umane”.
Tutto normale, si fa per dire… Peccato che l’esperienza meteo, come scritto in apertura, non insegni nulla. Non insegna ad andarci cauti, nel senso che nel momento in cui si prospettano ondate di calore così violente l’eccesso comunicativo è dietro l’angolo. E’ vero, enfatizzare può sembrare corretto, ma creare allarmismo non lo è affatto.
Per carità, anche il minimizzare certe situazioni è sbagliato. Perché col caldo previsto minimizzare sarebbe un errore marchiano. La canicola dei prossimi giorni sarà realmente pericolosa, c’è poco da fare.
Pericolosa per tutta una serie di motivi, pericolosa soprattutto per le persone più fragili. E’ giusto dirlo, è corretto scriverlo. Così come è corretto dirvi che il peggioramento successivo, o comunque il cambiamento di circolazione, potrebbe risultare altrettanto pericoloso. E anche in questo caso l’esperienza dovrebbe insegnarci qualcosa, invece no, spesso e volentieri si pensa ad altro.
Non si pensa alla pericolosità di certi sbalzi termici e non tanto per l’innegabile refrigerio, che sarà benefico, quanto per l’eventuale violenza delle precipitazioni. Come scordarsi delle alluvioni lampo che hanno colpito alcune zone del Nord Italia? Ecco, appunto, l’esperienza non insegna.
Considerate che siamo al giro di boa stagionale e che davanti a noi abbiamo non soltanto la seconda metà d’Estate, ma anche l’Autunno. Autunno che, negli ultimi decenni, è diventata stagione temibilissima. Lo è perché la quantità di energia termica immagazzinata dal Mediterraneo è preoccupante.
Lo è a maggior ragione in questo periodo e lo sarà in Autunno, perché le temperature raggiunte dai nostri mari sono letteralmente fuori da ogni logica. Ed allora è giusto sperare che non succeda nulla, ed allora è giusto sottolineare che l’esperienza pregressa dovrebbe servire a qualcosa. Servire perlomeno a prevenire, perché poi per curare potrebbe non bastare il tempo.