(TEMPOITALIA.IT) L’arrivo di aria artica dal Nord Europa promette di scalfire l’alta pressione africana: dal 20 agosto sono previsti rovesci diffusi, un sensibile calo termico al Nord e, nei giorni successivi, un coinvolgimento progressivo del Centro-Sud.
Promontorio africano in rapido declino
Il campo anticiclonico che ha protetto il Mediterraneo per gran parte dell’estate, salvo un paio di settimane tra fine Luglio e inizio Agosto, mostra i primi segni di cedimento. Il riscaldamento nei bassi strati, con massime ancora prossime ai 37 °C nelle aree interne, favorisce l’innesco di imponenti celle convettive, generando acquazzoni sparsi e grandinate pomeridiane.
Avvio della perturbazione nord-atlantica
Le ultime uscite dei modelli ECMWF e GFS indicano l’arrivo di una saccatura colma di aria polare marittima. Il sistema, attivo tra Regno Unito e Scandinavia, scivolerà verso l’Europa centrale, indebolendo in modo deciso l’anticiclone africano e predisponendo la nostra Penisola all’impatto con un fronte freddo di ampia scala.
Mercoledì 20 agosto: peggioramento al Nord e alto Tirreno
Le simulazioni collocano il primo nucleo temporalesco sulle regioni di Nord-Ovest, con estensione rapida alle pianure di Lombardia ed Emilia-Romagna e alle coste dell’alto Tirreno. Rovesci localmente forti, raffiche di vento lineari e grandine accompagneranno il passaggio frontale. La temperatura scenderà di 6-8 °C, riportandosi in prossimità delle medie stagionali.
Estensione verso Centro e Sud nei giorni successivi
Tra giovedì 21 e venerdì 22 il cavo d’onda prosegue verso il Centro Italia, mentre l’aria fresca raggiunge il Sud seguendo la direttrice balcanica. Nel contempo un richiamo di correnti sud-occidentali, attivate dalla profonda depressione su Francia e Iberia, può far salire nuovamente le massime sulle regioni meridionali prima dell’arrivo delle precipitazioni.
Oscillazioni termiche e incertezze sulla traiettoria finale
Il possibile spostamento del minimo barico verso la Penisola Iberica introduce variabilità negli scenari: un eventuale ritardo dell’affondo freddo sull’Italia lascerebbe le regioni meridionali sotto correnti più calde di origine subtropicale, con nuovi picchi prossimi ai 35 °C. Solo la conferma di un’incursione perturbata diretta verso l’Adriatico garantirebbe un raffreddamento uniforme su tutta la Penisola.
Credit: l’articolo è stato redatto consultando principalmente le elaborazioni dei modelli meteo GFS e ECMWF. (TEMPOITALIA.IT)







