
(TEMPOITALIA.IT) Salgono le preoccupazioni per quello che potrebbe essere il meteo di settembre. L’idea comune lo assimila al passaggio tra giornate ancora calde e l’avvio di condizioni più fresche tipiche dell’autunno, e questo riferimento trova riscontro soprattutto nel clima del passato.
Com’era la transizione stagionale e come si presenta oggi
Fino a pochi decenni fa la transizione era abbastanza netta: le temperature calavano gradualmente, le ore di luce diminuivano sensibilmente e si originavano le prime perturbazioni di stampo autunnale. Ma nell’ultimo ventennio anche questo mese è stato stravolto. Spesso settembre conserva ancora tratti estivi, con massime che superano agevolmente i 30 °C. Solo di notte si sta meglio perché ci viene incontro il fattore astronomico.
Anche in passato succedeva, basti pensare ai mesi di settembre del 1946 e del 1949 con record di caldo tuttora imabattuti, o, più di recente, al settembre 1991. Succedeva sì, ma in modo assai meno frequente, e non mancavano mesi di settembre totalmente autunnali oggi non scomparsi ma davvero molto rari.
Piogge scarse possibili: differenze tra Nord e Sud
Un settembre povero di precipitazioni non creerebbe particolari disagi per il Nord Italia, in gran parte in surplus pluviometrico, grazie alle piogge esagerate cadute fino a maggio e in talune zone anche ai ripetuti temporali estivi. La situazione è ben diversa per il Meridione. Il Sud Italia vive da oltre un anno una siccità di lungo periodo. È vero che ha piovuto parecchio in inverno e in primavera, ma la situazione rimane critica in alcune zone come Puglia e Basilicata, e in queste aree si osserva con attenzione l’arrivo di settembre.
Che cosa succede da settembre in poi
Negli ultimi anni, in settembre, le perturbazioni si fanno vedere con maggiore rarità e le giornate di sole diventano la maggioranza, per cui c’è più di un dubbio fondato su quello che potrebbe essere il prossimo mese. E anche ottobre ha visto una riduzione dei periodi con più giorni di pioggia consecutivi, causati dalle perturbazioni che arrivano dall’Atlantico e che negli ultimi anni si presentano spesso a stagione autunnale più avanzata.
Cos’è il flusso atlantico
Il flusso atlantico è il movimento di masse d’aria e sistemi nuvolosi che, provenendo dall’Oceano Atlantico, attraversano l’Europa e portano precipitazioni diffuse per più tempo. In estate viaggia alle alte latitudini e interessa principalmente le Isole Britanniche e la Norvegia, ma in autunno il flusso si abbassa fino al Golfo di Biscaglia, per poi proseguire verso est ed entrare nel Mediterraneo.
Generalmente, questo flusso inizia ad abbassarsi verso fine agosto e da metà settembre raggiunge il Nord Italia, mentre il Sud, di solito, deve attendere ottobre. Da questo momento tornano le piogge utili al suolo e ai bacini, mentre i temporali estivi, a meno che non siano ripetuti e diffusi, eventualità che raramente capita soprattutto al Sud Italia, non vanno a cambiare lo stato idrico in profondità.
Se la siccità dovesse proseguire al Sud
Il rischio maggiore per il Mezzogiorno è che settembre e anche la prima parte di ottobre seguano l’andamento visto in più occasioni negli ultimi anni: poche o nessuna pioggia significativa e giornate che assomigliano davvero all’agosto di una volta. In questo caso, il problema non si limiterebbe alla fine del caldo, ma potrebbe avere ripercussioni pesanti anche per l’agricoltura, visto che in molte zone del Sud i bacini artificiali registrano livelli piuttosto bassi. Sarebbe davvero auspicabile un settembre e soprattutto un ottobre ricco di fasi meteo piovose. Staremo a vedere se effettivamente sarà così. (TEMPOITALIA.IT)






