
(TEMPOITALIA.IT) Le anomalie termiche della settimana tra l’11 e il 18 agosto fanno impressione! L’alta pressione alimentata da masse d’aria d’origine sahariana, garantisce stabilità meteo e scostamenti termici importanti in tutta la zona compresa tra la Penisola Iberica e i Balcani, e più a nord anche su gran parte del Centro Europa, ancora più marcati su Francia e Nord Italia. L’episodio è rilevante, ma negli anni ’20 del nuovo millennio non risulta più eccezionale come sarebbe stato 30 anni fa; ciò che preoccupa è la frequenza con cui si ripete. Le estati si presentano spesso dominate da anticicloni africani, condizione con cui ci si deve adattare.
La traiettoria delle masse d’aria verso l’Europa occidentale
Masse d’aria calda di origine sahariana si muovono dal Marocco, attraversano la Penisola Iberica e raggiungono la Francia. Proprio la Francia rappresenta la zona centrale dell’anomalia.
Cosa indica il modello matematico europeo fino al 18 agosto
Per il periodo fino a circa il 18 agosto il modello ECMWF ENS mostra che la cupola di alta pressione rimane solida e rimuoverla non è semplice. Le elaborazioni evidenziano anomalie positive nette, con la Francia più colpita, seguita dal territorio italiano, soprattutto Nord Italia.
È davvero eccezionale oppure no?
La risposta è: dipende. Se si confronta con una media passata, fino a 30 anni fa un evento così sarebbe stato assolutamente eccezionale per durata ed estensione. Per gli ultimi dieci anni, invece, si tratta di un episodio di calore africano con caratteristiche notevoli, ma ricorrenti. La questione non si riduce alla possibilità di nuovi record assoluti, che forse non si registreranno, mentre risulta rilevante la ricorrenza della stessa configurazione lungo tutto l’anno, non solo nel pieno dell’estate.
Perché preoccupa la ripetitività delle configurazioni
Le mappe sinottiche mostrano un anticiclone esteso, con afflusso caldo di matrice africana che si ripresenta sempre più spesso. Oramai c’è poco da fare: il cambiamento climatico è indicato come irreversibile, a meno di una riduzione immediata e drastica delle emissioni di CO₂. Non si torna ai regimi del passato in tempi brevi. Si sa che le estati risultano sempre più condizionate dagli anticicloni africani; negare l’evidenza non è utile, perché queste fasi molto calde e prolungate sono e saranno sempre di più la nuova normalità.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica principalmente dei dati di ECMWF. (TEMPOITALIA.IT)







