
(TEMPOITALIA.IT) La prossima settimana l’Italia potrebbe tornare sotto un’ondata di caldo intenso. I resti di Erin, primo uragano atlantico del 2025, verranno agganciati dal flusso occidentale e spinti verso l’Europa. Questo movimento, pur senza portare il ciclone direttamente sul nostro Paese, dovrebbe rinforzare un promontorio subtropicale capace di far risalire aria molto calda fin sul Mediterraneo.
Infatti, la bassa pressione che si porterà a ridosso della Penisola Iberica, profondissima, e poi verso le Isole Britanniche, genererà le condizioni ideali per la formazione di una nuova bolla d’aria calda destinata a raggiungere il Mediterraneo centrale e la Spagna orientale. Questo causerà una nuova ondata di calore.
Tuttavia, le ondate di calore non sembrano essere solo responsabilità di Erin: infatti, anche più avanti ne sono attese altre, secondo le ultime elaborazioni meteo, che trovano conferma in quelle che abbiamo visto appena ieri.
Tutto questo conferma – lo ripeto per la terza volta – una linea di tendenza che abbiamo osservato nelle proiezioni a lungo termine, le quali indicano un mese di Settembre estivo, con il rischio di poderose ondate di calore.
E su questo argomento ci sarebbe veramente parecchio da dire, soprattutto per quanto riguarda Settembre, e avremo modo di approfondire.
Evoluzione di Erin
L’uragano Erin si muove al largo della costa atlantica degli Stati Uniti, provocando mareggiate. A causa della sua traiettoria settentrionale che lo porterà a raggiungere acque più fredde, il sistema perderà forza: da venerdì 22 agosto sarà declassato a Categoria 1 e, nel fine settimana, a tempesta extra-tropicale.
Interazione con la depressione atlantica
Una volta nel Nord Atlantico, l’ex uragano incontrerà l’area di bassa pressione posta tra Islanda e Regno Unito, formando un unico e profondo ciclone a ovest delle Isole Britanniche. L’intensificazione di questa struttura spingerà verso nord l’alta pressione presente sul Nord-Africa.
Rimonta anticiclonica verso l’Italia
Il promontorio subtropicale si allungherà rapidamente: da metà della prossima settimana l’aria africana potrà avvolgere buona parte d’Italia, riportando condizioni tipiche di piena estate e temperature di nuovo elevate.
E sarà proprio questo evento a causare le condizioni ideali per una enorme e violenta ondata di calore. Al momento, però, sembrerebbero esenti le regioni settentrionali, dove comunque farà caldo: le temperature si porteranno attorno alla media del mese di Luglio.
Ovviamente, quindi, si tratterà di valori sopra la norma: il fresco di questa fase causata dal maltempo, pertanto, passerà. E come se passerà.
Questa rimonta di aria calda spingerà probabilmente anche sabbia in sospensione, ovvero polvere finissima, sui cieli italiani, soprattutto su Sardegna, Sicilia e regioni del Centro-Sud.
È un cambiamento molto interessante, quello che vedremo, anche perché un ex uragano, che non ha toccato gli Stati Uniti d’America, per essere precisi le coste orientali, si dirige verso nord-est, trattandosi già del primo della stagione.
Vedremo quindi l’evoluzione stagionale degli uragani atlantici. Ricordo che questi fenomeni possono raggiungere anche le coste europee, anche se con intensità decisamente inferiore rispetto alla devastante forza che possono sprigionare nelle regioni tropicali.
Durata dell’ondata di caldo
La persistenza del caldo dipenderà dall’evoluzione del vortice atlantico. Se la depressione resterà stabile in oceano, l’anticiclone potrà dominare fino alla fine di agosto; se invece avanzerà verso est, l’alta pressione perderà vigore più in fretta e il Nord Italia potrebbe sperimentare un’altra intensa ondata di maltempo proprio sul finire di agosto.
Infatti, ci sarebbe veramente parecchio da dire riguardo alla rottura della stagione estiva, in quanto, se vogliamo andare a ritroso nel tempo e osservare quello che accadeva in passato, con la rottura dell’estate cessavano le ondate di calore estremo.
È chiaro che solo occasionalmente si verificavano simili episodi, cioè vuol dire che c’erano comunque situazioni di caldo anche a Settembre, ma quello che è importante analizzare è l’entità e la durata di quelle che potremmo avere, e al momento non disponiamo di informazioni precise, se non di proiezioni a lungo termine.
Settembre è un mese molto rischioso per quanto riguarda il caldo, soprattutto nella prima decade: a livello storico abbiamo due ondate di calore precedenti estremamente violente, avvenute tantissimi anni fa, quando non si parlava ancora di riscaldamento globale. Una si è verificata nel 1946, portando valori superiori ai 45 °C al Sud Italia, un’altra nel 1949, molto intensa ma meno della precedente.
Oggi, con il cambiamento climatico, queste fluttuazioni atmosferiche – che sono diverse rispetto alla fluttuazione del clima – potrebbero risultare molto più marcate rispetto al passato. Lo abbiamo visto con le numerose situazioni di record di caldo che si realizzano in varie parti del nostro Pianeta.
Credit: l’articolo è stato redatto consultando principalmente le elaborazioni dei modelli meteo GFS e ECMWF. (TEMPOITALIA.IT)









