(TEMPOITALIA.IT) Nonostante manchino ancora oltre tre mesi all’inizio della stagione fredda, diversi indicatori climatici iniziano a delineare un quadro invernale potenzialmente più dinamico rispetto alle ultime stagioni. Alcune simulazioni lasciano intravedere l’arrivo di una fase Niña, circostanza che, se associata a indici NAO e AO negativi, potrebbe favorire scambi meridiani più marcati, incrementando la frequenza di afflussi di aria artica su Europa occidentale e Bacino del Mediterraneo.
Il possibile ritorno della Niña
Le ultime analisi sul Pacifico equatoriale mostrano un graduale raffreddamento delle acque superficiali in area centrale, segnale tipico della transizione verso Niña. Questo fenomeno, pur agendo soprattutto sull’emisfero occidentale, tende a riorganizzare la circolazione globale, alterando la posizione e l’intensità della corrente a getto.
Effetti potenziali sugli indici atlantici
Un contesto Niña spesso coincide con una maggiore probabilità di fasi negative sia per l’Oscillazione Nord Atlantica sia per l’Oscillazione Artica. Una configurazione simile favorisce ondulazioni del flusso zonale e ingressi di aria fredda dalle alte latitudini verso Europa centrale, con riflessi diretti sul tempo di Italia e Mediterraneo.
Conseguenze attese per il nostro Paese
Qualora tale schema barico dovesse concretizzarsi, le regioni adriatiche e le aree interne del Centro-Sud potrebbero sperimentare più occasioni di maltempo, con nevicate a quote via via inferiori sull’Appennino. Il Nord Italia, in particolare la Pianura Padana, risentirebbe di intrusioni fredde solo in presenza di un solido cuscino termico pre-esistente; in caso contrario, le perturbazioni atlantiche veicolerebbero piogge senza episodi nevosi di rilievo.
Riserve e variabili ancora aperte
La distanza temporale resta ampia e molte incognite rimangono irrisolte. La tenuta dell’alta pressione delle Azzorre, lo stato del Vortice Polare e le temperature superficiali del Mar Mediterraneo saranno fattori determinanti per modulare l’intensità e la frequenza degli scambi meridiani. Solo con l’avanzare dell’Autunno si disporrà di proiezioni più affidabili.
Credit: per la redazione dell’articolo abbiamo analizzato principalmente i dati di ECMWF e CFS. (TEMPOITALIA.IT)







