(TEMPOITALIA.IT) Chi vive nelle regioni centromeridionali, in Sardegna, in Sicilia e anche in alcune altre località dove non ci sono state precipitazioni temporalesche particolarmente intense o allagamenti, vede notizie di maltempo e di una stagione estiva che sembra avviarsi verso la fine. Eppure, in queste zone fa caldo: addirittura, in alcune località si sono toccati, anche nella giornata di ieri, 20 Agosto, valori superiori ai 35 °C, ma anche quasi 40 °C tra Sardegna e Puglia, ad esempio. E allora, come si fa a parlare di fine della stagione estiva per tutta Italia?
Spesso dimentichiamo che l’Italia è molto estesa da nord a sud e che la Puglia, per esempio, gode anche di microclimi derivanti dal fatto che è bagnata sia dal Mar Tirreno che dal Mar Adriatico, i quali determinano ciascuno un’influenza marittima differente sulle coste e sull’immediato entroterra. C’è il clima della Sardegna, aperto alle correnti occidentali e a tutto ciò che succede nel bacino occidentale del Mediterraneo, poiché la Sicilia è molto vicina all’Africa. E poi c’è l’Africa che, ogni qualvolta soffiano correnti più sostenute del solito da meridione, come è avvenuto in questa occasione e come sta succedendo stamattina, ecco che polvere in sospensione proveniente dal deserto del Sahara si solleva e vela i cieli delle regioni centromeridionali, della Sardegna e della Sicilia. Una distribuzione non omogenea di questo velo giallastro.
Quindi, chi vive ad esempio nel Nord Italia, viste le forti piogge e i temporali, ha la percezione che l’estate stia finendo, anche perché ormai siamo verso la fine di Agosto: è normale che succeda, a questo punto. Ma di normale, effettivamente, oggi non c’è molto, perché con i rapidi cambiamenti del clima abbiamo delle manifestazioni estive anche a Settembre, peraltro anche prolungate. Perciò, anche se l’Italia o alcune regioni del Centro sono state toccate dai temporali, parlare di fine stagione estiva è forse troppo precoce.
Su questo abbiamo qui un’analisi meteo che è stata sviluppata osservando i modelli matematici. Questa, però, si spinge a circa due settimane di previsione, che non sono poche, se consideriamo che, dal punto di vista stagionale e astronomico, siamo veramente alla fine della stagione estiva.
Qui cercheremo di capire se veramente l’estate sta finendo oppure se è solo un’illusione.
I modelli matematici a scala globale, tra cui ECMWF e GFS, convergono su uno scenario meteo di raffreddamento che prenderà forma entro i prossimi dieci-quindici giorni. Il flusso in quota si incurverà verso sud, trascinando aria di origine nordica fino verso il Mediterraneo; di conseguenza avremo un nuovo calo delle temperature, accompagnato da precipitazioni più frequenti soprattutto sulle regioni settentrionali e parte di quelle centrali.
Il blocco atmosferico che ha infiammato l’Europa
Per oltre due settimane un l’aria calda africana ha tenuto sotto scacco un’area vastissima, determinando temperature elevate e piogge scarse, salvo locali temporali, su gran parte del continente. La persistenza di quell’assetto barico ha reso il caldo quasi continuo, attenuato solo da temporali isolati privi di un reale effetto rinfrescante a scala sinottica.
Fine agosto: saccatura in arrivo
Negli ultimissimi giorni del mese una pronunciata ondulazione della corrente a getto scenderà dal Nord Europa verso la Germania e quindi in direzione dell’Italia. Il gradiente termico creerà le condizioni per temporali violenti, con rischio di grandine e raffiche di vento, in particolare sul Nord e sull’Appennino centro-settentrionale. Contestualmente le massime caleranno di diversi gradi, attestandosi su valori intorno ai 24-26 °C in Pianura Padana e su quote leggermente superiori lungo le coste tirreniche.
Primi di settembre: evoluzione ancora incerta
Nei primi giorni del nuovo mese la saccatura dovrebbe spostarsi verso la Polonia, ma l’aria fresca avrà ormai invaso la Penisola. L’Europa centrale rimarrà esposta a impulsi perturbati che, a tratti, potranno coinvolgere di nuovo le nostre regioni settentrionali; tuttavia alcuni scenari lasciano intravedere un tentativo di rimonta dell’alta pressione, più probabile sul Mediterraneo occidentale. In ogni caso, anche qualora l’anticiclone guadagnasse terreno, la struttura non sembrerebbe in grado di riportare il caldo rovente sperimentato in precedenza.
Addio al grande caldo del 2025
Alla luce delle attuali proiezioni, le temperature eccezionalmente elevate registrate quest’estate non dovrebbero più ripresentarsi nel corso del 2025. Le masse d’aria già più fredde in arrivo e la graduale perdita di radiazione solare ridurranno il potenziale termico; eventuali fasi stabili potrebbero risultare miti, ma non più estreme. Questo discorso vale per il Nord Italia, dove il grande caldo potrà tornare nel 2026, in parte anche per il Centro, ma non del tutto per il Sud, che, come già sottolineato negli articoli dei giorni scorsi, potrebbe rimanere esposto a un flusso sud-occidentale caldo per molti giorni proprio nel periodo preso in esame, tra fine agosto e inizio settembre.
Credit: per la redazione dell’articolo abbiamo analizzato principalmente i dati di ECMWF e GFS. (TEMPOITALIA.IT)







