(TEMPOITALIA.IT) Un veloce colpo di coda estivo fa ancora sudare il bacino del Mediterraneo, mentre l’aria più fresca scende a passi lunghi dalla Scandinavia fino alle Isole Britanniche; in mezzo, l’Italia resta terra di confine, con il Nord già proiettato verso scenari autunnali e il Centro-Sud nuovamente tentato da una fiammata di calore di matrice sahariana.
Europa e Isole Britanniche: freddo improvviso e record sfiorati Il cuore dell’Europa centro-settentrionale ha sperimentato un brusco calo termico, con valori ben al di sotto del riferimento climatico 1991-2020. Sui sobborghi di Londra il termometro ha toccato i 5 °C all’alba di venerdì, uno dei risvegli più gelidi degli ultimi anni d’agosto.
Uragano Erin, onde giganti e viaggio verso l’Atlantico del Nord L’ormai ex uragano Erin ha lambito la costa orientale degli Stati Uniti, sollevando mareggiate tali da allagare tratti del Queens a New York. Ora, degradato a ciclone extra-tropicale, si dirige verso le Isole Britanniche, dove potrebbe sfiorare la fascia occidentale o scivolare poco più a est, rimescolando ulteriormente l’aria sul Vecchio Continente.
Nord America: dagli eccessi di calore ai primi assaggi di gelo Passato Erin, il Nord America si prepara a lasciare la cupola caldo-umida estiva. Nei prossimi giorni il centro-nord-est degli States vedrà termometri su valori tipici di inizio ottobre, accompagnati da temporali vivaci, grandinate e raffiche intense. Alcuni modelli suggeriscono persino le prime bufere di neve in Canada, nei pressi dei Grandi Laghi.
Italia: terra di mezzo fra perturbazioni atlantiche e respiro sahariano
- Sul Nord Italia la componente autunnale, sebbene ancora mite, dominerà la scena e creerà conflitti con l’aria oceanica: ingredienti perfetti per fenomeni localmente violenti, già possibili da giovedì.
- Il Centro e il Sud, invece, non decretano la fine dell’estate: l’anticiclone africano risalirà con nuovi picchi prossimi ai 40 °C, soprattutto su Sardegna, Sicilia e zone interne peninsulari.
Settembre non è più quello di una volta Negli ultimi anni la “rottura” post-Ferragosto si è spostata in avanti; stavolta, però, sembra rispettare il calendario di un tempo. Eppure i modelli vedono altre pulsazioni calde nel corso del mese, a conferma di un confine stagionale sempre più sfumato.
Caldo settembrino ieri e oggi: 1946, 1949, 2022 Nel 1946 la prima decade di settembre fece schizzare la colonnina oltre i 45 °C tra Puglia e Sardegna, con Foggia a 45,5 °C. Episodi simili riapparvero nel 1949, poi di nuovo nel 2022 quando il sud della Francia toccò i 41 °C. Gli estremi moderni non risparmiano nemmeno l’ovest del Canada (40 °C) e la California (46 °C).
Turismo e stagioni: il nuovo equilibrio climatico Le prolungate fiammate di caldo spingono sempre più viaggiatori a evitare il Mediterraneo nei mesi clou, preferendo l’inizio autunno. Le località balneari di Sicilia e Sardegna vedono ormai turisti anche in ottobre, complice un mare ancora tiepido e cieli spesso sereni.
Fonti di riferimento:
Ecco la lista con gli iperlink alle organizzazioni meteorologiche e climatiche:
- National Hurricane Center (NOAA)
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
- World Meteorological Organization (WMO)
- NASA Goddard Institute for Space Studies
- Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC)
- National Weather Service
- Met Office UK
- Météo-France
- Deutscher Wetterdienst
- Copernicus Climate Change Service







