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Home A La notizia del Giorno

Meteo, si forma un Vortice Polare POTENTE: conseguenze in arrivo

Andrea Meloni di Andrea Meloni
11 Set 2025 - 19:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Si è formato il Vortice Polare.
Si è formato il Vortice Polare.

(TEMPOITALIA.IT) I miei colleghi vi hanno parlato del fatto che il Vortice Polare si è ormai formato, sostanzialmente si è materializzato.

Il Vortice Polare è una circolazione atmosferica di bassa pressione in quota stratosferica sulla regione del Polo Nord: si trova molto distante dall’Italia, si trova in quota eppure influenza il nostro tempo invernale, ma anche quello autunnale.

 

Avrete notato che, siano alte pressioni o basse pressioni in quota, cioè non a livello del mare, esse hanno un’influenza sul tempo atmosferico. Un esempio l’abbiamo recentemente avuto per tutta la stagione estiva, con l’alta pressione africana, che è un anticiclone in quota, mentre al suolo abbiamo pressioni più o meno nella media; eppure questo genera una serie di situazioni che innescano ondate di calore.

 

Ma torniamo al Vortice Polare: esso ha una struttura completamente diversa, ovviamente rispetto all’anticiclone africano. Si tratta di una bassa pressione, ed è posizionato in una zona dove il clima va raffreddandosi molto rapidamente, perché nelle prossime settimane sul Polo Nord piomberà la notte per sei mesi. Ma precisiamo un dettaglio: la notte piomberà alla latitudine di 90° nord con l’equinozio d’autunno, che quest’anno è previsto il 22 settembre. Invece col solstizio d’inverno avremo la notte per 24 ore sino alla latitudine del Circolo Polare Artico; dopo tale data si avrà un aumento della durata delle ore di luce in tutto l’emisfero nord, e ovviamente finirà dopo la durata della notte totale nel Circolo Polare.

 

Questa situazione di buio e di mancanza di radiazione solare, genera un raffreddamento. La calotta polare, che in questo periodo tocca i minimi annuali, tenderà di nuovo a riformarsi e a incrementare estensione e spessore, perché le temperature scenderanno verso il basso rapidamente. Nel frattempo si formano altre condizioni nel nostro emisfero, come ad esempio le nevicate che andranno a ricoprire l’immensità della Siberia, che è un’area dal clima addirittura più rigido del Polo Nord durante il pieno inverno.

 

Si raffredderà sensibilmente la Groenlandia, si raffreddano tutta una serie di aree che andranno a influenzare poi il tempo atmosferico invernale. Ma il Vortice Polare che cosa fa? Genera delle ondulazioni delle correnti atmosferiche, e queste tendono gradualmente a influenzare il tempo atmosferico. Favoriscono gli scambi di masse d’aria da nord verso sud e, di conseguenza, si generano anche scambi di masse d’aria da sud verso nord.

 

In coincidenza con le masse d’aria che da nord vengono verso sud, abbiamo le ondate di freddo. Però, siccome siamo agli albori di quello che è il Vortice Polare, non avremo imminenti condizioni atmosferiche che andranno a innescare ondate di gelo o di freddo estremo.

Tuttavia la sua nascita, ovviamente, andrà a rimodulare le correnti atmosferiche e, a questo punto, avremo un rinforzo ad esempio della bassa pressione islandese, che è poi quella che traghetta le perturbazioni verso l’Europa e anche verso l’Italia.

 

In alcune circostanze, poi, avremo la formazione di aree di alta pressione, ad esempio a ridosso delle Isole Britanniche, che andranno poi a spingere aria fredda verso sud. Il tempo tende quindi a divenire autunnale e dinamico, e man mano che trascorrerà la stagione avremo sempre più vicine le possibilità di avere delle vere e proprie irruzioni di aria fredda. Lo scorso anno ne abbiamo avuto una molto importante in quello che era ancora autunno.

 

Tra il 19 e il 22 novembre del 2024 si è avuta un’irruzione di aria fredda eccezionale che ha portato nevicate su mezza Europa, un evento meteo precocissimo che faceva presagire un inverno freddo. In effetti, a generare questi eventi meteo sono le fluttuazioni climatiche di cui ho parlato prima, le stesse fluttuazioni che l’anno scorso, esattamente più o meno un anno fa a metà settembre, generarono una improvvisa irruzione d’aria fredda, che avvenne tra il 15 e il 18 settembre. Si ebbero delle precipitazioni nevose sui rilievi, soprattutto su quelli a nord delle Alpi, e un crollo termico anche in Italia.

 

Tuttavia, successivamente all’evento di settembre, si ebbe il ritorno di temperature miti e l’inverno 2024-2025 è risultato diffusamente più caldo della norma. Eppure il Vortice Polare ha avuto la sua maestosa influenza sul Nord America, dove nel settore centro-orientale ha causato ondate di gelo a catena, e una di queste, nel mese di gennaio, ha addirittura portato la neve sino alla Florida e al Golfo del Messico.

 

Altre ondate di gelo si sono avute sparse nel nostro emisfero, tra cui anche il Giappone, con nevicate insolite a bassa quota, e nevicate così anche in Cina, o ondate di freddo.

 

Mentre in Europa tutto questo si è limitato a quei giorni di novembre, mentre durante l’inverno abbiamo avuto il solito evento molto caldo avvenuto a Capodanno, quando lo zero termico in montagna è salito a quote elevatissime. Insomma, un vero caos, tutto determinato da fluttuazioni climatiche che in questo caso vengono accentuate probabilmente dal cambiamento climatico globale.

 

E il Vortice Polare è in qualche maniera responsabile di tutto questo caos, assieme ad altri indici di comportamento del clima, tra cui quello Atlantico e un altro che non è neanche un indice climatico, ma bensì una porta che in passato si apriva frequentemente durante la stagione invernale: il flusso d’aria fredda dalla Siberia, che dava le ondate di gelo nel nostro Paese, abbassava sensibilmente la temperatura e generava un cuscinetto d’aria fredda particolarmente insidioso in piena Val Padana.

Ogniqualvolta poi giungevano delle perturbazioni da ovest, in Val Padana cadeva la neve anche se le temperature in quota erano risalite. Questo cambiamento atmosferico potrebbe essere dipeso da fluttuazioni del clima o da un cambiamento climatico: non si sa, perché non ci sono pubblicazioni scientifiche in merito, o forse nessuno se ne vuole occupare, perché è un argomento scomodo.

 

Credits

Questo articolo è stato redatto basandosi su ricerche e pubblicazioni di enti scientifici internazionali di alto profilo:

  • NOAA Climate.gov – Understanding the Arctic Polar Vortex – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • NOAA Polar Vortex Blog – Sistema di monitoraggio specializzato della NOAA
  • NASA Ozone Watch – Polar Stratospheric Warming – NASA Goddard Space Flight Center
  • NASA GMAO – Stratospheric Sudden Warming Research – Global Modeling and Assimilation Office
  • ECMWF Research on Stratospheric Polar Vortex – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • NOAA Climate Program Office – Polar Vortex Research – Modeling, Analysis, Predictions, and Projections Program
  • Weather and Climate Dynamics – Stratospheric Modulation Studies – Copernicus Publications
  • Atmospheric and Environmental Research – Arctic Oscillation and Polar Vortex Analysis
  • Geophysical Research Letters – MJO-Stratospheric Vortex Interactions – American Geophysical Union
  • Frontiers in Earth Science – Arctic Oscillation Analysis – Frontiers Research Foundation

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: alta pressione africanabassa pressione islandesecambiamento climaticocircolazione atmosfericanevicate precociondate di freddooscillazione articaPolo Nordriscaldamento stratosferico improvvisoStratosferatemperature invernalivortice polare
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Andrea Meloni

Andrea Meloni

Sono il fondatore, editore e responsabile di questo portale, nonché di numerosi altri siti dedicati alla meteorologia. La mia avventura nel mondo digitale è iniziata nel 1995, quando pubblicai i primi articoli meteorologici in lingua italiana sui portali dell’epoca e su siti web amatoriali. Dopo aver sfiorato l’ingresso all’Accademia Aeronautica, ho intrapreso un percorso formativo alternativo che mi ha permesso di costruire una solida competenza in meteorologia. Tale preparazione, avviata con il corso per controllore di volo, si è consolidata attraverso lo studio indipendente di oltre 500 testi specialistici in meteorologia, climatologia e fisica dell’atmosfera. Coltivo inoltre una profonda passione per le lingue straniere — inglese, francese, spagnolo e portoghese — che continuo a studiare con costanza, anche in relazione alle mie attività professionali internazionali. Ho fondato il primo giornale meteorologico online italiano, recensito alla fine degli anni Novanta da La Repubblica e da altre testate nazionali. Nel corso degli anni ho creato società editoriali e imprese specializzate nella fornitura di servizi meteorologici per realtà di rilievo, curando previsioni e analisi per gruppi editoriali e aziende di primo piano come RCS – Corriere della Sera, Libero Quotidiano, ENI Italgas, Siemens e molte altre. Mi sono occupato anche della gestione contrattuale e della realizzazione dei siti web per i clienti, sviluppando — attraverso la mia agenzia web — le sezioni meteo dei principali quotidiani italiani. Tra le prime esperienze innovative figurano la creazione di servizi di informazione meteo via SMS per compagnie come TIM ed Eutelia, e una linea telefonica dedicata alle previsioni con un meteorologo in diretta. Le mie competenze hanno raggiunto una dimensione internazionale, con la fornitura di dati e previsioni a società in Australia, Sud America, Stati Uniti e in diversi Paesi europei. Attualmente gestisco il flusso informativo meteorologico per aziende editoriali e per operatori del settore energetico. Sono stato inoltre il primo al mondo a ideare i “Report Grandine” per l’Italia, l’Europa e il resto del mondo. Negli ultimi anni ho ampliato i miei interessi professionali, dedicandomi anche ai servizi per il turismo, allo sviluppo software e alle strategie avanzate di SEO e SEM per imprese di diversi settori. Parallelamente, ho approfondito e applicato le potenzialità dell’intelligenza artificiale avanzata, campo nel quale opero oggi come consulente e imprenditore. Sono attualmente CEO di diverse aziende, impegnate nell’innovazione digitale e nella diffusione della conoscenza meteorologica su scala globale.

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