
(TEMPOITALIA.IT) Colpi di scena a non finire nel meteo dei prossimi giorni. Dopo una fase di maltempo che dovrebbe coprire principalmente le regioni centrali e settentrionali tra lunedì 20 e martedì 21, ecco il nuovo ribaltone. Le regioni del sud si preparano a fare i conti con una rimonta d’aria calda nordafricana, spinta direttamente dal Deserto del Sahara, capace di riportare temperature più consone a fine estate che non alla seconda metà di ottobre.
Sembra un controsenso…
…ma a determinare questa svolta sarà la riapertura della cosiddetta porta atlantica, rimasta a lungo bloccata per la presenza di un vasto anticiclone che ha garantito condizioni miti e cieli sereni. Può sembrare strano ma, quando questa cupola di alta pressione inizierà a cedere le perturbazioni atlantiche riprenderanno la loro corsa verso l’Europa occidentale e centrale.
Se da un lato in Nord riceverà spesso pioggia, dall’altro è proprio questa nuova disposizione delle masse d’aria che innescherà un poderoso richiamo caldo verso il bacino del Mediterraneo, coinvolgendo in pieno l’Italia, in particolare il Mezzogiorno.
Analisi del tempo
L’attuale fase di calma atmosferica, che ha caratterizzato soprattutto le regioni del Nord Italia dall’inizio di ottobre, è quindi prossima al termine. Oramai è certo. Come detto, già tra il 20 e il 21 ottobre, gli esperti prevedono il collasso dell’anticiclone, con il ritorno delle piogge e dei primi temporali sulle pianure e sui rilievi settentrionali.
Dopo quasi venti giorni di stabilità e di temperature piacevoli, la situazione cambierà bruscamente. Difatti, il Settentrione dovrà fare i conti con un netto peggioramento, accompagnato da un abbassamento termico e rischio di mareggiate sul Mar Ligure.
Il vero cambiamento
Dal 23-24 ottobre, però , il copione atmosferico cambierà radicalmente. Le correnti più fresche e umide che accompagneranno il passaggio frontale saranno rapidamente sostituite da un flusso d’aria calda di origine sahariana, sospinto da un’intensa depressione in approfondimento sull’Europa occidentale.
Questo nuovo assetto barico spingerà una massa d’aria molto calda verso il bacino del Mediterraneo, che investirà prima le Isole Maggiori e poi il resto del Sud, riportando valori termici ben superiori alle medie del periodo. Rischiamo valori davvero esagerati per la stagione.
Alcune massime probabili
Sulle zone interne della Sicilia e della Calabria, i termometri potranno facilmente toccare i 28–30 gradi, mentre in Campania, Basilicata, Puglia e Molise si prevedono punte comprese tra 26 e 28! Valori davvero in sani per essere fine ottobre. Anche alcune aree del Lazio meridionale e della Sardegna potrebbero registrare temperature oltre i 25, con un clima tipicamente tardo estivo e cieli perlopiù sereni o leggermente velati da nubi alte di passaggio.
Al Nord, invece, il contesto resterà molto diverso, anche se non freddo. Le regioni settentrionali saranno esposte al continuo passaggio delle perturbazioni atlantiche, con cieli spesso coperti, piogge e possibili temporali, in particolare su Liguria, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Qui, le temperature si manterranno più contenute, con massime che raramente supereranno i 20 gradi e un’atmosfera più tipicamente autunnale. Non sarà comunque un clima freddo perché la quota neve rimarrà attorno a 2300-2500 metri, decisamente alta per essere fine ottobre.
Mancano ancora gli ultimi aggiustamenti…
Gli esperti sottolineano che i prossimi aggiornamenti dei modelli saranno fondamentali per definire meglio la durata e l’intensità di questa nuova ondata calda. L’ipotesi più accreditata, al momento, indica una fase di tre o quattro giorni di clima eccezionalmente mite al Sud, prima di un graduale ritorno a condizioni più tipicamente autunnali. Magari anche con un arrivo di freddo precoce.
Nel frattempo, la stagione delle perturbazioni atlantiche sembra pronta a riprendere il suo ruolo da protagonista sull’Europa, riportando con sé piogge diffuse, venti forti e un alternarsi di fasi calde e fresche. Insomma, pare proprio che nel meteo dei prossimi periodi di certo non ci annoieremo…
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli meteo ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (TEMPOITALIA.IT)






