(TEMPOITALIA.IT) Nevicate previste anche sotto i 2000 m sono diventate quasi una notizia da prima pagina. Questo è scandaloso non tanto per chi lo scrive, perché effettivamente “fa notizia”, ma soprattutto perché ci troviamo ormai nella terza decade del mese di ottobre e quindi avere neve sopra i 2000 m dovrebbe essere un evento meteo del tutto normale. Durante la settimana avremo il transito di perturbazioni provenienti da ovest: queste interesseranno l’arco alpino e porteranno nevicate, ma lo zero termico sarà piuttosto elevato. Sarà pur vero che si avranno precipitazioni nevose anche a quote più basse, ma qui siamo sempre su una situazione al limite. E non solo: parliamo delle regioni settentrionali che, in ottobre, soprattutto tra questo mese e novembre, dovrebbero toccare il picco massimo di precipitazioni annuali. Ebbene, le piogge non ci saranno, perché il vento da ovest e poi l’ingresso di un’alta pressione ostacolano il transito delle perturbazioni.
Queste, probabilmente, giungeranno sì: prima o poi ci sarà una perturbazione di quelle alluvionali che scatenano precipitazioni torrenziali e che portano quantitativi immani nell’arco di 24 o 36 ore. Probabilmente avremo alcune giornate con piogge come quelle che abbiamo visto durante la stagione estiva, anche da 200–300 mm in pochi giorni. Ed ecco che, quindi, magari il mese – forse novembre a questo punto, o forse lo stesso ottobre – potrà chiudere con eccessi di pioggia in alcune località.
Parliamo delle regioni settentrionali: questi fenomeni sono avvenuti durante il mese di ottobre, radicandosi però qua e là anche nelle altre regioni. Il mese di ottobre continua a essere estremamente anomalo. Sì, sicuramente abbiamo avuto temperature decisamente inferiori rispetto a quelle dello scorso anno; abbiamo previsioni che dicono che, probabilmente, avremo durante la settimana una vampata d’aria calda africana con picchi massimi che forse supereranno persino i 30 °C, ma temporaneamente, sulle regioni meridionali — tipo Sardegna, poi Sicilia, Sud Italia. Ma attenzione: sono fenomeni di breve durata, niente a che vedere con l’anno scorso, e comunque abbiamo molti precedenti.
Quello che per me è veramente allarmante e preoccupante è che c’è un deficit pluviometrico in quella che è una delle stagioni più piovose dell’anno. Inoltre, mancano le grandi nevicate sui ghiacciai alpini: altro problema non da poco, perché le prossime nevicate importanti le dovremmo avere a novembre e, semmai dovessero esserci perturbazioni, i modelli matematici stagionali danno solo indicazioni di massima. Qui è opportuno andare sul sicuro: previsioni con un’affidabilità molto elevata, cioè proiezioni a cinque giorni e poi l’inedita tendenza fino a due settimane. Ebbene, signore e signori, la situazione non è affatto buona per quanto riguarda il Nord Italia, ma non lo è per nessuna parte del nostro Paese, perché praticamente chiuderemo un mese di ottobre con un deficit sensibile delle giornate di pioggia. Semmai, per quanto riguarda i millimetri di pioggia totale, il discorso è molto fantasioso: ormai, quando le precipitazioni avvengono, sono spesso violente e quindi i millimetri crescono molto rapidamente. Ciò che in passato era un nubifragio oggi diventa una pioggia quasi consueta, e lì sta tutta l’anormalità.
Pensate un po’: quando ci sarà – prima o poi – un’ondata di freddo che porterà anche nevicate, sicuramente da qualche parte avremo anche record di neve, come quelli registrati un anno fa verso la fine di novembre in mezza Europa, che parevano annunciare ulteriori eventi nevosi per dicembre e che poi non ci sono stati. Anzi, addirittura il mese di dicembre è trascorso con temperature molto superiori alla media. Insomma, il solito caos e le solite temperature fuori scala.
Nevicate sotto i 2000 metri: davvero una notizia?
La neve sotto i 2000 m in ottobre non dovrebbe stupire: è la combinazione tra zero termico alto, vento da ovest e alta pressione a rendere l’evento oggi più raro e quindi “notiziabile”.
Cosa ci attende nella settimana
Transito di perturbazioni da ovest sull’arco alpino, nevicate a quote variabili, piogge a tratti assenti al Nord per l’azione dell’alta pressione, con possibile vampata d’aria calda africana al Sud (Sardegna, Sicilia) e picchi fino a 30 °C: fenomeni brevi, ma significativi.
Il vero nodo: piogge e ghiacciai
Deficit pluviometrico in pieno ottobre, assenza di grandi nevicate sui ghiacciai alpini e tendenza a episodi estremi concentrati in 24–36 ore con 200–300 mm: una normalità che normale non è.
Credits
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) – Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine
- NOAA Climate Prediction Center – Centro di previsione climatica della National Oceanic and Atmospheric Administration
- Copernicus Climate Change Service (C3S) – Servizio sui cambiamenti climatici di Copernicus implementato dall’ECMWF
- World Meteorological Organization (WMO) – Organizzazione meteorologica mondiale delle Nazioni Unite
- World Glacier Monitoring Service (WGMS) – Servizio mondiale di monitoraggio dei ghiacciai
- UNESCO International Year of Glaciers’ Preservation – Anno internazionale per la preservazione dei ghiacciai






