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Meteo e Oceano: emergono nuovi segnali dal Vortice Subpolare atlantico

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
06 Ott 2025 - 17:30
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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Che cos’è il vortice subpolare e perché incide sul meteo europeo

(TEMPOITALIA.IT) Nel cuore del Nord Atlantico, tra Groenlandia, Islanda e Mare del Labrador, scorre il vortice subpolare atlantico: un grande anello di correnti che ridistribuisce calore e sale e che finisce per condizionare il meteo di mezza EUROPA. È collegato all’AMOC (il Capovolgimento meridionale della circolazione atlantica), ma può indebolirsi anche “in proprio”, modificando la rotta delle perturbazioni dirette verso REGNO UNITO, FRANCIA, IRLANDA, IBERIA e ITALIA.

 

Lo studio che riaccende il dibattito: due fasi critiche in 150 anni

Un’analisi pubblicata VENERDÌ 3 OTTOBRE 2025 su Science Advances e guidata dalla dott.ssa Beatriz Arellano Nava (Università di Exeter, Regno Unito) ricostruisce l’evoluzione del vortice negli ultimi 150 anni e individua due momenti chiave di instabilità: il primo alla vigilia del cambio di regime oceanico degli ANNI 20 del XX secolo, il secondo – più marcato – iniziato attorno al 1950 e tuttora in corso LUNEDÌ 6 OTTOBRE 2025.

 

La scoperta

Specie longeve come Arctica islandica e Glycymeris glycymeris crescono aggiungendo strati annuali alla conchiglia, proprio come gli anelli degli alberi. Nella calcite restano impressi segnali legati a temperatura, salinità e circolazione delle acque del Nord Atlantico. Incrociando più serie, i ricercatori hanno rilevato un calo di “resilienza” del sistema, cioè una maggiore facilità a scivolare verso stati meno stabili.

 

Il primo campanello: alla vigilia del cambio di regime degli ANNI 20

All’inizio del secolo scorso emergono segnali di instabilità che precedono il rassetto della circolazione degli ANNI 20. È un indizio che il sistema stesse vacillando prima del salto, in linea con quanto già osservato in studi storici che hanno collegato fasi di vulnerabilità del Nord Atlantico a transizioni climatiche passate sul VECCHIO CONTINENTE.

 

Un segnale persistente dagli ANNI 50 a oggi

Dalla metà degli ANNI 50 i dati mostrano una perdita di stabilità più marcata e continuativa. Questo andamento è coerente con le osservazioni in Mare del Labrador e Mare di Irminger, dove le variazioni di convezione profonda e l’afflusso di acque più dolci provenienti dall’ARTICO influenzano la forza del vortice subpolare e, di rimando, la distribuzione del calore sull’ATLANTICO NORD-ORIENTALE.

 

Meteo europeo: cosa può cambiare per il bacino del MEDITERRANEO

Un vortice più fragile può cambiare il ritmo con cui le perturbazioni entrano in EUROPA OCCIDENTALE, rimescolando i contrasti termici sull’Atlantico vicino e favorendo alternanze meno regolari tra fasi umide e periodi più secchi. Non significa automaticamente un collasso dell’AMOC, ma resta un segnale importante per leggere la variabilità decennale che, stagione dopo stagione, influisce anche su PENISOLA IBERICA, FRANCIA, REGNO UNITO e ITALIA.

 

Cosa sappiamo e cosa no: il peso dei modelli matematici e delle osservazioni

I risultati basati sui bivalvi guadagnano forza quando dialogano con reti di misure strumentali e con i modelli ad alta risoluzione del Nord Atlantico subpolare. Il quadro che emerge lega la forza del vortice, la formazione di acque profonde nord-atlantiche e il ruolo dell’oscillazione nord-atlantica (NAO), con effetti che si riflettono sulla circolazione a grande scala e, quindi, sul meteo europeo rilevato in EUROPA e nel BACINO DEL MEDITERRANEO.

 

Credits Internazionali

Science Advances – Pubblicazione originale dello studio di Beatriz Arellano-Nava et al. (2025) sulla destabilizzazione del vortice subpolare atlantico.

University of Exeter – Istituzione della ricercatrice principale Beatriz Arellano-Nava, con profilo e pubblicazioni nel campo della geografia fisica e climatologia.

Nature Communications – Studio precedente (2022) sulla destabilizzazione del Nord Atlantico subpolare prima della Piccola Era Glaciale.

NOAA Fisheries – Analisi dell’agenzia americana sulla ricostruzione delle correnti atlantiche e l’indebolimento dell’AMOC.

Geophysical Fluid Dynamics Laboratory (GFDL-NOAA) – Centro di ricerca NOAA per le variazioni climatiche decennali e la circolazione atlantica.

National Oceanography Centre (NOC) – Programma UK-OSNAP per il monitoraggio della circolazione nel Nord Atlantico subpolare.

Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK) – Istituto tedesco per la ricerca sui tipping points climatici e la circolazione atlantica.

Royal Society Publishing – Philosophical Transactions con review completa sul programma OSNAP.

Inside Climate News – Analisi giornalistica indipendente sui cambiamenti delle correnti oceaniche.

Max Planck Institute for Meteorology – Ricerca tedesca sulle due fasi evolutive del vortice subpolare sotto il riscaldamento globale.

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: AMOCbivalvi Arctica islandicacircolazione meridionale atlanticadestabilizzazione oceanicaGroenlandia scioglimento ghiaccimeteo europeoNord Atlanticotipping point climaticovortice subpolare atlantico
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Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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