
(TEMPOITALIA.IT) Le probabilità che il prossimo inverno si presenti decisamente più rigido del normale stanno aumentando, complice un insieme di fattori che, a livello emisferico, stanno prendendo forma con crescente evidenza.
L’aria polare sta subendo un raffreddamento progressivo, pur mantenendo alcune anomalie termiche legate al Riscaldamento Globale. A scala planetaria le temperature restano ancora leggermente sopra la media, ma in diverse aree del Polo Nord si registrano già valori ampiamente sotto lo zero.
Parallelamente, anche la Siberia inizia a raffreddarsi in modo sensibile, specialmente nel settore centro-orientale, dove le prime ondate gelide si stanno già manifestando. La presenza di anticicloni sul comparto occidentale favorisce un raffreddamento progressivo anche nella Russia europea, dove si osservano eruzioni di aria fredda sempre più frequenti. In sostanza, in buona parte della Russia, l’inverno ha fatto la sua comparsa in anticipo.
Negli ultimi anni, però, l’Europa occidentale è stata raramente raggiunta da queste masse d’aria siberiane. Eppure, un episodio anomalo si è già verificato a inizio ottobre: un’irruzione precoce di aria gelida ha determinato nevicate fino a 200 metri di quota nei Balcani, evento eccezionale per il periodo autunnale.
Quando il vento d’oriente riesce a penetrare verso ovest, porta con sé un freddo molto rigido, che in pieno semestre invernale può diventare estremo, mentre durante l’estate la stessa area siberiana sperimenta spesso temperature elevate.
L’autunno di quest’anno, che si prospetta particolarmente instabile, rappresenta dunque una fase chiave di transizione. Si prevede l’arrivo di bolle di aria fredda non solo da est, ma anche dai quadranti settentrionali, in un contesto dominato da scambi meridiani di masse d’aria.
Sull’Atlantico, le aree di bassa pressione si susseguono senza sosta. La ragione va cercata nel comportamento dei cicloni tropicali, che non stanno toccando il Nord America ma scorrono verso nord-est, trasformandosi in cicloni extratropicali. L’interazione con correnti fredde in discesa dal Polo genera forti contrasti termici e depressioni molto profonde, come quella che ha recentemente colpito la Scozia e ora si muove sul Mare del Nord, con valori di pressione atmosferica prossimi ai 950 hPa.
Nel frattempo, l’Italia ha vissuto soltanto un modesto calo termico, con un inizio d’autunno leggermente più fresco della norma, ma nulla di paragonabile a un inverno rigido. Tuttavia, gli ultimi aggiornamenti indicano potenziali irruzioni fredde nel breve periodo, che potrebbero interessare il nostro Paese.
È vero che, in passato, gli episodi di freddo precoce autunnale non hanno sempre anticipato inverni rigidi: spesso, anzi, hanno rappresentato una sorta di “sfogo” atmosferico momentaneo. Ma non sempre la storia si ripete. Quest’anno gli schemi meteorologici sembrano cambiare, e diversi indici climatici emisferici suggeriscono un ritorno di condizioni invernali più severe rispetto agli ultimi anni, con temperature inferiori alla media e un rischio più alto di nevicate.
Ci si chiede quindi se sarà l’inverno della grande neve sulle Alpi o se tornerà finalmente a imbiancare la pianura Padana. Non si esclude nemmeno che le nevicate possano interessare colline e rilievi a bassa quota in molte regioni d’Italia.
Nel caso di una penetrazione di aria russa, la situazione cambierebbe radicalmente: potremmo assistere a vere e proprie irruzioni siberiane, con crolli termici marcati e nevicate diffuse fino in pianura, persino lungo alcune zone costiere.
Le dinamiche di questi schemi climatici restano, tuttavia, difficili da prevedere con precisione. La tendenza generale indica un rafforzamento delle condizioni fredde e instabili, ma senza la certezza che esse si traducano in eventi estremi. In passato, anche con indici favorevoli, gli effetti reali non sempre hanno rispettato le attese.
Quel che appare chiaro è che ci aspetta un autunno vivace e turbolento, con perturbazioni di origine nord-atlantica alternate a pulsazioni calde africane, che tenteranno di risalire verso la Penisola. Un equilibrio fragile, destinato a disegnare un meteo dinamico e imprevedibile, preludio forse a un inverno differente da quelli che abbiamo conosciuto negli ultimi anni.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica principalmente dei dati di ECMWF, e Global Forecast System del NOAA. (TEMPOITALIA.IT)






