(TEMPOITALIA.IT) La stagione autunnale è un periodo dell’anno che, in meteorologia, genera spesso uno dei minori interessi: infatti si spegne il periodo mite o caldo e giungono i primi tratti di freddo. Come hanno spiegato i miei colleghi, nelle prossime giornate — e spingendoci con le previsioni fino ai primi di Novembre — avremo una consistente variabilità atmosferica, dovuta all’ingresso di perturbazioni oceaniche, alla discesa di aria fredda dai quadranti settentrionali, ma anche al richiamo prefrontale di aria calda dal Nordafrica, che è ancora in grado di innalzare i termometri localmente fino a 30 °C. Questo, però, ormai solo nell’estremo sud italiano, in Sardegna e in Sicilia, e soprattutto soltanto in alcune località.
Caldo residuo e contrasti
Ci troviamo in una fase di raffreddamento del clima: questo non è affatto trascurabile, anche perché nelle prossime settimane sarà estremamente percepito sulle regioni settentrionali italiane. Dov’è il freddo? Comincerà a prendersi sempre più spazio, soprattutto perché le notti diventano via via più lunghe, le giornate più cupe e, con il transito delle perturbazioni oceaniche, arriveranno anche le precipitazioni. A questo punto la neve farà un’apparizione via via più vigorosa sull’arco alpino. Detto ciò, andiamo un po’ nella teoria: le previsioni non indicano grandi riduzioni della temperatura o periodi di gran freddo sulle Alpi. I modelli matematici sulle irruzioni fredde, per quanto riguarda l’Italia e l’arco alpino, al momento sono piuttosto restii: più che altro avremo profondissime basse pressioni sull’Oceano Atlantico, che traghetteranno rapide correnti occidentali. Non si potranno considerare fredde: più correttamente si andrà verso il fresco.
Neve sulle Alpi e prospettive
L’inverno, quello autentico per le Alpi, ancora non si vede all’orizzonte: si vivrà l’autunno, ed è giusto che sia così. Le nevicate cadranno sui rilievi più elevati e, a mano a mano, la quota comincerà a scendere: si sentirà parlare di neve anche a 2000 m, localmente anche a quote inferiori. Questo è del tutto normale: è Autunno. Dobbiamo anche considerare che abbiamo una condizione climatica molto diversa rispetto a qualche anno fa, e che cambia così rapidamente che forse non ne abbiamo ancora piena consapevolezza: si chiama Cambiamento Climatico. La statistica mostra dati che indicano quanto sia cresciuta la temperatura addirittura in soli 10 anni, e questo ha un effetto consistente sulle nevicate precoci e perfino sul culmine della stagione invernale che verrà. E, ovviamente, anche sull’Autunno che, fino a oggi, soprattutto al Centro e al Sud Italia, è stato quasi una tardiva stagione estiva, somigliante parecchio a un mese di Settembre, benché ormai sia Ottobre inoltrato.
Temperature al Centro-Sud Italia troppo miti
Ho controllato le temperature previste: molte regioni del Centro-Sud Italia — parliamo di Cagliari, Napoli, Bari, delle principali località della Sicilia (Palermo, Catania, Reggio Calabria) — per due settimane avranno temperature massime spesso, se non quasi sempre, superiori ai 20 °C. Le minime scenderanno, ma non troppo: saranno valori che in passato si registravano il mese precedente. Sì, le stagioni fredde si stanno accorciando per lasciare più spazio al grande caldo. In questa fase, in cui le temperature non mostrano eccessi e non creano grandi disagi, ce ne accorgiamo poco.
Assurda onda di calore nell’Emisfero Sud
Pensate che in Australia è giunta la Primavera e la costa orientale del sud-est, quella popolatissima — parlo delle città di Sydney e Melbourne, per citare qualche esempio — ha un clima mediterraneo molto simile a quello delle regioni meridionali italiane. Per loro il mese di Ottobre equivale al nostro Aprile e, in questi giorni, si sono raggiunte temperature di 40 °C: valori abnormi anche (e soprattutto) per loro, perché vivono in un clima temperato, classificato come mediterraneo (piovoso d’inverno e asciutto d’estate). Questa moderazione climatica è venuta meno anche lì.
Attenzione all’amplificazioni artica
Dunque, se anche da noi avremo eccessi meteo — che spesso, finora, si sono visti soprattutto nel settore del caldo — non va trascurata la possibilità degli effetti di quelle che vengono chiamate amplificazioni artiche. In questi giorni, gli americani ne parlano parecchio perché, sul loro territorio, hanno un effetto molto marcato, tanto che si aspettano in molte aree un inverno freddo e nevoso. Ma loro hanno una configurazione geografica molto diversa dalla nostra.
Da dove arriva il freddo in Italia
Da noi, il freddo non arriva tanto da nord-ovest, dove c’è l’Oceano Atlantico, mitigato peraltro dalla corrente del Golfo. Il grande freddo, lo ricordo, giunge soprattutto dalla Scandinavia oppure da est, dalla Russia. Per portarlo fino a noi servono condizioni atmosferiche complesse, sinottiche: configurazioni di alte e basse pressioni che consentano lo scivolamento di quelle masse d’aria fin sulla Penisola.
Credits
NOAA National Centers for Environmental Information – Climate Change: Global Temperature: https://www.ncei.noaa.gov/access/monitoring/global-temperature-anomalies
World Meteorological Organization (WMO) – State of the Global Climate: https://wmo.int/topics/climate
European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) – Seasonal Forecasts: https://www.ecmwf.int/en/forecasts/seasonal-forecast
Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) – Climate Change and Weather Extremes: https://www.ipcc.ch/sr15/
Nature Climate Change – Arctic amplification and extreme weather: https://www.nature.com/nclimate/
Australian Bureau of Meteorology (BOM) – Spring Outlook and Temperature Records: http://www.bom.gov.au/climate/ (TEMPOITALIA.IT)










