(TEMPOITALIA.IT) Viviamo in un contesto di Riscaldamento Globale, eppure non mancano occasioni di freddo anche marcato in varie aree del pianeta. In questi giorni si stanno raggiungendo temperature globali da record: la temperatura media del nostro pianeta supera la soglia ritenuta “insuperabile” per molte ragioni, di +1,5 °C rispetto al periodo preindustriale, beh, siamo a oltre +2 °C.
Le cause sono molteplici: certamente c’è il Riscaldamento Globale, eppure in alcune aree del pianeta, come dicevo, si verificano ondate di freddo mentre l’inverno intanto incalza su tutto l’emisfero settentrionale, Europa compresa. A Pechino, in questi giorni si attende un’ondata di gelo dopo settimane di clima estivo e temperature record di caldo.
Nonostante il Riscaldamento Globale, ai primi di Ottobre in Italia abbiamo avuto un’irruzione fredda dalla Russia che ha interessato l’Europa, soprattutto la regione dei Balcani, con nevicate a quote molto basse, precipitazioni torrenziali in pianura e un sensibile calo termico che, di fatto, ha cancellato l’estate – eppure siamo in cambiamento climatico.
Queste sono fluttuazioni non tanto del clima, ma della meteorologia, perché il clima del nostro pianeta consente ancora scambi meridiani delle masse d’aria. Ebbene, i modelli matematici stanno individuando per la fine di Ottobre qualcosa di più che straordinario: una nuova eruzione di aria fredda in arrivo dalla Russia.
Che questo si avveri oppure no, al momento stiamo semplicemente discutendo di ciò che i modelli matematici tracciano: un evento di portata eccezionale, perché sulla carta un segnale del genere non compariva da Ottobre 1997, fine mese, quando aria fredda proveniente dalla Russia invase l’Italia.
Non tutte le regioni furono coinvolte direttamente: in prima fila c’erano quelle settentrionali e le adriatiche; sul Mar Tirreno, tra Sardegna e Sicilia, si formò un’area di bassa pressione e la Sardegna fu colpita in particolare da piogge torrenziali che causarono persino una gravissima alluvione. Le temperature scesero sotto zero nelle regioni settentrionali e, in alcune località, cadde neve in pianura, sebbene fossimo a fine Ottobre.
Cosa succederà a fine mese? Nessuno di noi è in grado di stabilire l’affidabilità del modello matematico, ma in quell’Ottobre 1997 ci fu un’incursione vera e propria di aria fredda di natura – a questo punto – autunnale gelida: le temperature, seppur molto rigide, non scesero di molti gradi sotto lo zero in pianura, mentre in montagna sì. In alcune località si toccavano persino i -15 °C, soprattutto sulle Alpi orientali, e in posti non di altissima quota.
Vediamo le temperature minime registrate in quei giorni: ad esempio -7 °C in alcune zone della Pianura Padana, -5 °C a Piacenza, -3 °C a Brescia, Novara e Vicenza.
Nevicate fino a quote pianeggianti si ebbero nel Piemonte sud-occidentale, sull’Appennino settentrionale e persino fiocchi a 400 metri di quota ad Avellino, in Campania.
Al momento, abbiamo due modelli di riferimento – quello americano e quello europeo – che intravedono una traccia del genere: un’ondata di freddo importante proveniente dalla Russia. Il modello europeo risulta meno freddo, meno rigido (come spesso accade) e colloca il culmine del freddo soprattutto sui Balcani, dove si formerebbe una bassa pressione con forte maltempo; per quelle regioni indica anche nevicate probabilmente fino in pianura. Il modello americano, invece, prospetta il rischio di precipitazioni nevose a quote molto basse sul versante adriatico dell’Italia.
Mi direte: sono previsioni a lunghissimo termine, destinate a essere stravolte o riviste. Tuttavia, quando un modello di previsione disegna linee di tendenza così estreme, c’è evidentemente la possibilità che scenari del genere possano realizzarsi. Questo non significa che poi accadranno, perché stiamo parlando di proiezioni davvero a lungo termine.
Eppure la tendenza è molto interessante e merita approfondimenti nei prossimi giorni, in attesa di conferme.
Ne parliamo perché è una notizia di rilievo: spesso le ondate di freddo importanti sono state fiutate dai modelli anche molti giorni prima, poi smentite, quindi riproposte. I modelli a lungo termine vanno interpretati con una chiave di lettura d’insieme, non come un bollettino giornaliero, e vanno consultati quotidianamente incrociando anche altri parametri atmosferici.
In questo scorcio di Ottobre si osserva una serie di anomalie che possono davvero replicare un evento atmosferico già visto in passato, quando però gli inverni in Italia erano più rigidi. E probabilmente non c’era solo una media termica leggermente più bassa, ma anche un sistema di correnti differente, e la cosiddetta porta dell’est – correnti provenienti dalla Russia – era più spesso libera, e le alte pressioni e le basse pressioni ne concedevano il transito verso ovest. Negli ultimi 10–15 anni ciò accade molto raramente. L’ultimo episodio di rilievo capita tra la fine di Febbraio e i primissimi giorni di Marzo 2018.
Un quadro d’insieme da seguire con attenzione
La meteorologia resta dinamica anche nel Riscaldamento Globale: tra scambi meridiani, ondulazioni e anomalie bariche, Ottobre può ancora sorprendere. Se i modelli convergeranno, allora l’ondata di freddo dalla Russia diventerà uno scenario da monitorare con cura, specie tra Balcani e Adriatico, senza dimenticare le possibili criticità legate a basse pressioni, piogge torrenziali e nevicate a bassa quota.
Credits:
- World Meteorological Organization (WMO) – Extreme Weather
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
- NOAA National Centers for Environmental Information (NCEI)
- Nature – npj Climate and Atmospheric Science
- WMO World Weather and Climate Extremes Archive
- Climate Dynamics Journal – Springer
- Scientific Reports – Nature







