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Piogge d’Autunno: la prima perturbazione di Novembre, la data del peggioramento

Giovanni De Laurentis di Giovanni De Laurentis
30 Ott 2025 - 11:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Neanche il tempo di cambiare pagina sul calendario che Novembre si presenta con il volto più tipico dell’Autunno: nubi in aumento, piogge diffuse e un’atmosfera mossa dal Atlantico. Tra domenica 2 novembre e lunedì 3 novembre una nuova perturbazione è pronta a interessare gran parte dell’Italia, con un passaggio rapido ma incisivo, più organizzato al Nord e in estensione a tratti sul versante tirrenico. Il motore è una circolazione depressionaria attiva tra Islanda e Isole Britanniche, una delle classiche “fabbriche” di fronti per l’Europa occidentale.

Dopo un Ottobre vivace e spesso anomalo, lo schema barico dei prossimi giorni torna più “stagionale”: flusso perturbato zonale, depressione islandese ben strutturata, onde atlantiche che si allungano verso il Mediterraneo centrale. È lo scenario disegnato dai principali centri di previsione a scala emisferica, con fronti in transito rapidi e intervalli asciutti non troppo lunghi.

 

Cosa ci aspetta tra domenica e lunedì

Il peggioramento di domenica si presenterà come un fronte perturbato inserito in una nuova ansa ciclonica: ingresso delle precipitazioni da ovest sul Nord Italia, intensificazione sui settori prealpini e pedemontani, veloce propagazione verso est. Su Toscana e Lazio sono probabili rovesci sparsi, localmente più organizzati tra tarda sera e la notte su lunedì; qualche pioggia potrà affacciarsi anche sull’Umbria. La Sardegna resta in bilico tra schiarite e passaggi piovosi rapidi, mentre la fascia adriatica, il Sud e la Sicilia potrebbero vedere gli effetti più marcati in una seconda fase, qualora si formasse un vortice ciclonico secondario sui mari meridionali. La dinamica è coerente con il disegno sinottico che collega la bassa pressione tra Islanda e Regno Unito a saccature in scorrimento verso il Mediterraneo centrale.

 

Temperature e venti: umido, non freddo

Il contesto termico rimarrà governato da correnti umide oceaniche: clima relativamente mite per la stagione nei bassi strati lontano dalle precipitazioni, ma con calo termico avvertibile sotto nubi e piogge, specie nelle ore centrali quando l’apporto convettivo smorzerà i valori massimi. La ventilazione seguirà l’evoluzione frontale, con rinforzi meridionali prefrontali e rotazione a componenti occidentali al passaggio del fronte, come tipicamente indicato dalle mappe a scala europea.

 

Il ruolo del Vortice Polare ed uno sguardo ad est

Sul medio periodo torna d’attualità il tema del Vortice Polare non particolarmente compatto. Le proiezioni sub-stagionali mostrano la possibilità di una nuova irruzione fredda sull’Europa orientale, con effetti da valutare sul bilancio termico continentale e, di riflesso, sulle traiettorie delle saccature atlantiche verso il Mediterraneo. Si tratta di segnali di tendenza, utili per capire il quadro generale ma da ricalibrare via via con i run deterministici e d’insieme.

 

Affidabilità e margini di incertezza

Il passaggio tra 2 e 3 novembre rientra nella finestra previsionale a discreta affidabilità, ma la distribuzione dei massimi di pioggia e il timing locale restano sensibili agli aggiustamenti di rotta del getto e alla posizione del minimo in transito. Una leggera variazione nella curvatura della saccatura può spostare di alcune decine di chilometri le fasce più piovose o ritardare/anticipare di qualche ora i rovesci. È il motivo per cui i centri previsionali mostrano la situazione con carte d’insieme e ensemble, proprio per quantificare la gamma degli scenari possibili.

 

Uno sguardo dal satellite

Le immagini satellitari aiutano a leggere l’avanzata dei sistemi nuvolosi che si distendono dall’Atlantico verso l’Europa centrale: nastri di nubi stratificate lungo i fronti caldi, bande più frastagliate e convettive al seguito del fronte freddo. Nelle ore che precedono il passaggio, il tappeto nuvoloso tenderà ad ispessirsi a partire dai settori nord-occidentali, con successive ondulazioni sul Tirreno centrale.

 

Credit: ECMWF, Met Office – Surface pressure charts, Deutscher Wetterdienst – Europe charts, NOAA CPC – Europe GFS products, EUMETSAT

 

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Giovanni De Laurentis

Giovanni De Laurentis

Dopo aver frequentato il liceo scientifico, ha proseguito il proprio percorso accademico nel Regno Unito, dove si è laureato in Fisica presso l’University of Manchester all’età di 23 anni. Affascinato dalle dinamiche dell’atmosfera e dalle interazioni tra scienza e ambiente, ha poi conseguito un Dottorato (PhD) in Meteorologia presso l’University of Reading, uno dei principali poli di ricerca europei in questo ambito. Attualmente vive e lavora in Italia, dove si occupa di consulenza scientifica e supporto tecnico per applicazioni meteorologiche e fisiche nell’ambito industriale, collaborando con aziende e centri di ricerca per progetti che spaziano dalla modellistica ambientale alla progettazione di soluzioni innovative per l’industria.

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