
(TEMPOITALIA.IT) È ormai ufficiale: La Nina è pienamente attiva e, secondo le più recenti proiezioni, dovrebbe mantenersi almeno fino alla Primavera prossima. Anche se i suoi effetti più marcati si manifestano di solito sul Nord America, non è da escludere che il prossimo Inverno europeo possa riservare sorprese di rilievo, influenzato da una combinazione di fattori atmosferici piuttosto complessi.
Un elemento fondamentale sarà la contemporanea fase negativa della QBO (Quasi-Biennial Oscillation). L’interazione tra La Nina e QBO negativa potrebbe determinare modifiche significative alla circolazione atmosferica, con ripercussioni stagionali anche sull’Europa e sul Bacino del Mediterraneo. Si tratta di un quadro che gli esperti stanno monitorando con grande attenzione e che sarà oggetto di ulteriori analisi nei prossimi mesi.
Ma lo scenario non si ferma qui. Gli istituti meteorologici internazionali, tra cui il Centro Europeo ECMWF e il Global Forecast System del NOAA, stanno evidenziando un progressivo aumento delle temperature superficiali del Pacifico equatoriale. Un segnale che lascia presagire il possibile avvio di un processo inverso rispetto a quello attuale: un nuovo e intenso riscaldamento delle acque oceaniche.
Un tale riscaldamento corrisponde al ritorno di El Nino, fenomeno che, secondo le proiezioni, potrebbe riemergere già nella Primavera del 2026, imponendosi con forza nel corso dei mesi successivi. Se queste previsioni venissero confermate, l’Estate 2026 potrebbe rivelarsi anomala in gran parte del continente europeo, con piogge scarse e temperature eccezionalmente elevate, in alcuni casi roventi.
Per quanto riguarda l’Italia, l’analisi delle statistiche storiche associate agli eventi di El Nino indica tendenzialmente lunghi periodi di siccità e ondate di calore persistenti. Le temperature si collocherebbero ben oltre le medie stagionali, mentre il regime pluviometrico resterebbe ampiamente inferiore alla norma. Insomma, un quadro che non lascia presagire condizioni favorevoli né per l’agricoltura né per la disponibilità idrica.
Gli esperti parlano già di un possibile “Super El Nino”, poiché alcuni modelli climatici ipotizzano due eventi consecutivi di forte intensità. Secondo queste simulazioni, il fenomeno potrebbe protrarsi fino ai primi mesi del 2027, mantenendo il sistema climatico globale in una condizione di squilibrio prolungato. Se ciò dovesse accadere, saremmo di fronte a un evento eccezionale, capace di influenzare in modo imprevedibile persino l’Autunno-Inverno successivo.
Le proiezioni attuali non mostrano segnali rassicuranti e invitano a una riflessione approfondita. In un contesto dominato dal riscaldamento globale, l’arrivo di un El Nino potente e duraturo potrebbe rappresentare un ulteriore campanello d’allarme, ricordandoci quanto sia fragile l’equilibrio climatico del nostro pianeta.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica principalmente dei dati di ECMWF e Global Forecast System del NOAA. (TEMPOITALIA.IT)






