(TEMPOITALIA.IT) Genova, conosciuta per il suo clima mite e marittimo, vive condizioni atmosferiche molto diverse rispetto al resto del Nord Italia. La sua posizione, affacciata sul Mar Ligure, che a sua volta è una parte del Mar Mediterraneo, regala alla città un clima temperato, reso più dolce proprio dalla presenza del mare. Questo bacino d’acqua, spesso definito un “mare caldo”, contribuisce a mitigare le coste della Liguria, una regione quasi interamente litoranea, con un entroterra ridotto ma caratterizzato da rilievi montuosi piuttosto accentuati.
Il territorio ligure si divide infatti in due versanti: uno padano, più freddo e influenzato dal clima della Val Padana, e uno marittimo, dominato dalle correnti del mare. Tuttavia, questo confine climatico non è netto: le montagne liguri, seppur elevate, non costituiscono una barriera impenetrabile, e le correnti riescono talvolta a sconfinare da un versante all’altro. È per questo motivo che, in certe circostanze, anche a Genova può nevicare.
Negli ultimi decenni, però, le nevicate sulla città si sono fatte sempre più rare. Nonostante il calo di episodi nevosi, Genova resta soggetta a precipitazioni molto abbondanti. Eppure, in passato, le nevicate potevano essere sorprendenti: basti ricordare quella storica dell’11 febbraio 1909, quando caddero oltre 60 centimetri di neve. Altre nevicate notevoli si verificarono negli anni successivi, spesso proprio nella stessa data, l’11 febbraio.
Secondo le rilevazioni ufficiali del Comune di Genova, la città non è mai stata particolarmente soggetta a nevicate frequenti. Tuttavia, il sito istituzionale del Comune conferma che questi fenomeni si sono ulteriormente ridotti con il passare del tempo. Una delle ultime nevicate memorabili resta quella del 1985, un anno che segnò record di freddo in molte zone d’Italia, incluse le Regioni del Centro-Nord e la Sardegna.
In passato, tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, le nevicate erano un evento quasi annuale: nel 1908, 1909 e 1926, la città venne più volte imbiancata da coltri abbondanti. Oggi il clima è mutato. La temperatura media è aumentata di circa 2 °C rispetto al secolo scorso, un cambiamento che ha ridotto sensibilmente la probabilità di vedere nevicate consistenti. Quando la neve fa la sua comparsa, tende ormai a mescolarsi con la pioggia o a trasformarsi rapidamente in nevischio.
L’ultima vera grande nevicata su Genova si verificò tra il 26 e il 27 gennaio 2006. In quell’occasione, una massa d’aria gelida scese dalla Pianura Padana, mentre da sud-ovest avanzava una perturbazione umida. L’incontro tra queste due masse d’aria diede vita al fenomeno conosciuto come tramontana scura, un vento freddo proveniente da nord-est. Quel giorno, nei quartieri centrali di Genova, la temperatura scese fino a -2,5 °C, e alle 9:30 del 26 gennaio iniziò a nevicare con intensità crescente.
La neve si depositò immediatamente al suolo, imbiancando completamente la città entro mezzogiorno. Nel pomeriggio le precipitazioni diminuirono per poi riprendere con forza il mattino seguente. Il 27 gennaio, con temperature attorno a 0 °C, enormi fiocchi continuarono a cadere per ore, trasformando Genova in un paesaggio quasi nordico. I genovesi, consapevoli del rischio ghiaccio, si affrettarono a liberare marciapiedi e strade per evitare i disagi dei giorni successivi.
Da quell’episodio sono passati quasi vent’anni, e da allora le occasioni per rivedere una simile nevicata si sono fatte sempre più rare. Tuttavia, le condizioni perché ciò possa ripetersi non sono del tutto scomparse. Quando la Val Padana viene invasa da aria gelida proveniente dalla Russia e una perturbazione umida si muove dal Mar Mediterraneo, Genova potrebbe tornare a vedere la neve cadere copiosa. Le precipitazioni oggi risultano, in generale, più abbondanti di quanto accadesse vent’anni fa: la città, dunque, resta in attesa della prossima, imprevedibile, “coincidenza meteorologica”.







