(TEMPOITALIA.IT) La fine dell’alta pressione che da settimane domina sulle Isole Britanniche sta diventando uno degli argomenti più dibattuti tra i meteorologi di tutta Europa. Ci si trova infatti di fronte a una configurazione atmosferica eccezionalmente insolita per il mese di ottobre, con effetti che si ripercuotono dalla Francia fino al Regno Unito. La struttura anticiclonica, ribattezzata Monica, continua a bloccare il passaggio delle tipiche perturbazioni autunnali su gran parte del continente, alterando in modo evidente il normale andamento stagionale.
Mentre l’Europa occidentale rimane protetta da questa cupola di stabilità, le regioni del Centro-Nord europeo hanno già sperimentato condizioni più tipiche del periodo. L’arrivo di correnti fredde dai Balcani ha fatto crollare le temperature, portando addirittura nevicate al di sopra dei 200 metri, un evento decisamente raro per la stagione. Anche in Italia, soprattutto in Friuli Venezia Giulia, si sono registrati valori prossimi a quelli invernali, a testimonianza di un rapido calo termico che ha però lasciato spazio, negli ultimi giorni, a un clima più mite e stabile.
Questa nuova fase, che molti chiamano Ottobrata Romana, rappresenta tuttavia qualcosa di più di una semplice parentesi di bel tempo: è un’autentica anomalia climatica. Normalmente, in ottobre ci si aspetterebbero piogge diffuse e un graduale raffreddamento, ma la persistenza di alte pressioni sta stravolgendo il quadro meteorologico.
L’attuale posizione dell’anticiclone, definito da molti un vero e proprio blocco atmosferico, favorisce la discesa di aria fredda artica verso la Scandinavia, i Paesi Baltici, la Polonia e l’Europa orientale, dove si prepara un nuovo impulso gelido di stampo quasi invernale. Anche se non si raggiungeranno temperature da pieno inverno, la frequenza di queste irruzioni fredde in un periodo così ravvicinato resta un segnale meteorologico degno di nota.
Nel corso della prossima settimana, l’alta pressione che staziona sulle Isole Britanniche tenderà gradualmente a spostarsi verso est, lasciando spazio entro sabato 18 ottobre a una bassa pressione debole, accompagnata da una modesta perturbazione diretta verso il Mare del Nord e parzialmente verso la Norvegia. Tuttavia, l’espansione di una nuova area anticiclonica dall’Italia settentrionale ed orientale fino al Portogallo sud-occidentale e all’isola di Madeira contribuirà a ricreare un ulteriore sbarramento delle perturbazioni oceaniche, consolidando l’ennesima fase di stabilità.
Le proiezioni a lungo termine, oltre il 20 ottobre, indicano un possibile ritorno a una circolazione atmosferica più regolare sulle Isole Britanniche, lungo le coste settentrionali della Francia, sul Mare del Nord e fino alla Norvegia, con il passaggio di fronti perturbati associati a basse pressioni più strutturate. Alcuni di questi impulsi potrebbero lambire anche l’Italia, ma soltanto sotto forma di refoli instabili, generati dal contrasto tra aria umida oceanica e massa d’aria mediterranea.
Dopo circa due settimane senza precipitazioni – eccezion fatta per Sardegna, Sicilia e Calabria, dove tra martedì 14 e mercoledì 15 ottobre sono previsti nubifragi locali – le regioni del Nord Italia potrebbero finalmente ricevere qualche pioggia, in alcuni casi accompagnata da temporali intensi, dovuti alla persistente anomalia termica con temperature ancora sopra la media stagionale.
Sul finire del mese, la presenza di basse pressioni sull’Europa occidentale non basterà a scalfire la protezione anticiclonica che continuerà a interessare il Centro e Nord Italia. L’aria mite in arrivo dall’Oceano Atlantico non riuscirà a sostituire quella già presente, mantenendo valori termici superiori alla norma per almeno due settimane. Di conseguenza, il mese di ottobre dovrebbe concludersi con un anticiclone sull’Europa orientale e basse pressioni atlantiche deboli, a fronte di un bilancio complessivo più asciutto della media, sia a livello nazionale che su buona parte del continente.
L’inizio dell’autunno, dunque, sta delineando un’Europa meteorologicamente divisa: da un lato aree più fredde e instabili, dall’altro zone miti e secche. Una spaccatura che conferma ancora una volta il carattere anomalo e irregolare di questa stagione, già anticipato da diverse previsioni a lungo termine, spesso discusse ma oggi sorprendentemente accurate.
Credit: L’articolo è stato redatto su analisi scientifica principalmente dei dati di ECMWF e Global Forecast System del NOAA. (TEMPOITALIA.IT)







