Seguici su Google

 

Alluvioni vicino a Barcellona, la “Dana” spinge piogge estreme: ora tocca all’Italia

Cos’è la Dana e perché in Spagna fa così paura

In Spagna ci sono state nelle ultime 24 ore alluvioni devastanti a due passi da Barcellona. Come già evidenziato da giorni, la Spagna è interessata da un fenomeno atmosferico chiamato Dana: è un termine utilizzato esclusivamente in Spagna e non viene usato invece in Italia. Da noi questo fenomeno viene definito come perturbazioni o basse pressioni di origine afro-mediterranea. Tuttavia il fenomeno atmosferico ha delle profonde similitudini: in poche parole, l’aria che arriva dall’Oceano Atlantico attraversa la Spagna e si tuffa nelle calde acque del Mar Mediterraneo, dove genera sistemi nuvolosi piuttosto corposi, soprattutto in altezza, e quindi cumulonembi.

 

Perché i temporali diventano violenti sulle coste orientali spagnole

Questi fenomeni assumono spesso forte intensità e poi si adagiano sulle coste orientali attraverso un vento di scirocco. Le coste orientali della Spagna vengono quindi interessate da improvvise aree temporalesche che sono spesso foriere di nubifragi anche estremi. Nella giornata di domenica, ad esempio, un nubifragio ha interessato aree a sud di Barcellona, con oltre 200 mm di pioggia in tempi strettissimi. Considerate che non ci troviamo in zone estremamente piovose e che quindi 200 mm sono un quantitativo veramente notevole per quelle aree: si sono subito verificati allagamenti e disastri.

 

Allerta meteo in Spagna e memoria del disastro di Valencia

Tuttavia il servizio meteorologico spagnolo da giorni è in allerta meteo e quindi la popolazione era stata abbondantemente avvertita, soprattutto dopo il gravissimo evento atmosferico avvenuto lo scorso anno a Valencia, e quindi la prevenzione ha funzionato.

 

La bassa pressione si sposta: prime aree italiane coinvolte

Ma ora questa bassa pressione, molto lentamente, si porterà verso est e la prima area italiana a esserne colpita sarà la Sardegna, mentre già le correnti sud-orientali si fanno vedere in Sicilia e in Calabria, dove sono iniziate anche qui le prime piogge e qualche temporale. Lo vedremo già oggi in Sardegna, ma il peggioramento più marcato sull’Isola si verificherà soprattutto martedì 14 e da martedì 14 la situazione meteorologica tenderà un’escalation verso il vero peggioramento su Sardegna e poi Sicilia, Calabria, Basilicata ionica e parte della Puglia, soprattutto le province centro-meridionali. Gradualmente, perché questa bassa pressione è molto lenta nel suo movimento verso est e quasi semistazionaria.

 

Il ruolo dell’anticiclone record sulle Isole Britanniche

Anche perché a nord c’è un’alta pressione estremamente anomala: si tratta di un anticiclone fuori dal comune, addirittura tocca dei record e abbatte record storici. Un anticiclone così potente in ottobre sulle Isole Britanniche non si verificava da quarant’anni. Ebbene, questa bassa pressione viene quindi alimentata dall’aria più fredda che scende da nord, che sta a questo punto già iniziando a raggiungere l’Italia soprattutto settentrionale, dove le temperature sono in diminuzione, e va ad alimentare il minimo che, in qualche maniera, andrà anche intensificandosi. La situazione potrebbe quindi peggiorare più di come viene detto.

 

Previsioni, responsabilità e linguaggio dell’allerta

Noi siti meteo siamo da giorni che parliamo di questo peggioramento e sembra quasi che si facciano allarmismi, ma non ne facciamo: raccontiamo esclusivamente i fatti come stanno. Per quanto riguarda gli allarmi, questi vengono dati esclusivamente dagli enti preposti se lo riterranno opportuno. Per quanto ci riguarda, parliamo dell’evoluzione di questa massa di bassa pressione, un vortice che circola attorno a un minimo e si porta verso est.

 

Le aree italiane più esposte: focus su Sardegna e Sud

Le regioni che sono più facilmente raggiungibili da questo sistema sono, come detto, la Sardegna e poi molte aree del Sud Italia. Qui c’è subito una complicazione, più o meno come quella che abbiamo visto in Spagna e che ha causato le grandi piogge: infatti, le coste orientali della Sardegna, ma anche quelle meridionali, sono estremamente vulnerabili al vento che soffia da sud-est, lo scirocco.

Queste correnti accumulano l’umidità verso i rilievi, dove inizia a piovere e le precipitazioni diventano via via sempre più intense con i sistemi temporaleschi che raggiungono la terraferma. Quando la bassa pressione si avvicinerà, troveranno la strada sbarrata a causa dei rilievi e le precipitazioni diventeranno insistenti e forti. Sulla Sardegna orientale questo tipo di correnti, a livello storico, hanno procurato in passato eventi meteo anche alluvionali o di nubifragi violenti. Al momento non stiamo prevedendo eventi analoghi; tuttavia la situazione, dal punto di vista delle previsioni meteo, sarà da monitorare e osservare attraverso modelli matematici, soprattutto quelli a brevissimo termine, e di questo dovremmo sfruttare soprattutto quelli esteri, dato che in Italia si fatica parecchio per questo tipo di proiezioni.

 

Dal Tirreno allo Ionio: come si estende il peggioramento

Questo sistema andrà poi a interessare, come dicevo prima, la Sicilia, altra regione estremamente vulnerabile a questo tipo di correnti, e poi la Calabria, quindi la parte ionica della Basilicata e infine la Puglia centro-meridionale. In grandi linee, queste sono le aree che sono maggiormente a rischio per precipitazioni di forte intensità derivanti da questa bassa pressione.

 

Spagna meteo migliorerà, ma attenzione alle Canarie

Va anche detto che questa configurazione sarà piuttosto complicata e andrà a generare uno scenario che dovrà essere monitorato giorno per giorno, sempre osservando quei modelli ad altissima risoluzione. Quando la bassa pressione si sposterà verso l’Italia, man mano la situazione meteo e di allerta meteo diffusa dagli enti ufficiali spagnoli andrà riducendosi, anche se in Spagna, soprattutto nel territorio delle Canarie, si stanno attivando altre allerte meteorologiche. La situazione meteo è abbastanza frequente in questo periodo dell’anno.

 

Credit:

Questo articolo è stato redatto consultando dati e ricerche provenienti da fonti scientifiche autorevoli internazionali:

 

Seguici su Google