(TEMPOITALIA.IT) L’Italia sta per entrare in una fase meteo decisamente turbolenta. Dal giovedì infatti l’irruzione di aria artica porterà freddo, vento, un ciclone mediterraneo e – sì – nevicate a quote basse, soprattutto al Nord. Le ultime simulazioni dei principali centri internazionali, ECMWF e NOAA GFS, non lasciano molto spazio ai dubbi: l’atmosfera sta per cambiare passo, e anche piuttosto bruscamente.
Perché succede: un Vortice Polare debole e scambi meridiani più intensi
Vale la pena fermarsi un secondo. Negli ultimi giorni gli analisti dei modelli – sia europei sia americani – avevano notato un indebolimento del Vortice Polare, confermato dagli indici AO e NAO previsti in calo da ECMWF. Quando il Vortice si indebolisce, gli scambi meridiani si amplificano: in altre parole, l’aria non scorre più ordinatamente da ovest verso est, ma si muove su assi nord-sud.
E in questi casi che succede?
Succede che masse d’aria gelida possono scendere molto a sud, fino al Mediterraneo.
La Francia sarà il bersaglio principale, dicono i modelli, ma l’Italia non resterà certo a guardare.
Il ciclone mediterraneo: un classico di fine Novembre
Da venerdì 21, l’aria fredda irromperà attraverso la Porta del Rodano – scena già vista, ma sempre affascinante – e farà da scintilla per la nascita di un ciclone mediterraneo sul Mar Tirreno.
Una dinamica ben evidenziata nella proiezione a 850 hPa di ECMWF, che mostra il nucleo freddo scendere e avvolgersi attorno al minimo.
Una volta formato, questo tipo di ciclone tende a isolarsi e a muoversi piano, quasi pigro. Il problema? Se si muove poco, scarica pioggia sempre sulle stesse zone, con accumuli importanti.
E, dettaglio non secondario, il Mediterraneo è ancora troppo caldo per la stagione: lo confermano sia i dati satellitari NOAA sia le analisi operative del Copernicus Marine Service.
Questo “carburante” in eccesso rischia di rendere più intensi i fenomeni: temporali, nubifragi, raffiche improvvise.
Le zone più esposte: attenzione ai versanti tirrenici
Quando arriva una struttura del genere, le correnti entrano da sud-ovest e colpiscono frontalmente le zone esposte ai rilievi tirrenici.
Così Liguria di Levante, Toscana, Lazio, Campania, ma anche Umbria e parte della Romagna, finiscono dritti nel mirino.
Fenomeni violenti? Possibili.
Accumuli consistenti? Probabili.
E come sempre: massima attenzione alle indicazioni della Protezione Civile.
Il capitolo neve: fiocchi molto in basso al Nord
Arriviamo al punto più “sentito”: la neve.
Il calo termico sarà netto, e il gelo artico – stando alle ultime mappe GFS – riuscirà a raggiungere il Nord Italia in modo più incisivo rispetto alle previsioni iniziali.
Stima attuale (che potrebbe oscillare di qualche decina di chilometri, come sempre in Italia):
- Piemonte: neve fin sui 150-300 metri
- Lombardia orientale, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia: 300-500 metri
- Appennino centro-settentrionale: oltre 700-1000 metri
Non male per Novembre.
E – diciamolo – è la prima vera ondata di freddo del nuovo inverno europeo.
Una previsione complessa: basta poco per cambiare tutto
Chi fa previsioni in Italia lo sa bene: qui ce la si gioca sul grado.
Con un territorio così frastagliato, basta uno spostamento minimo del minimo depressionario per far cambiare quota neve, intensità dei fenomeni e fasce più colpite.
Non a caso ECMWF e GFS continuano a proporre micro-aggiustamenti a ogni run.
E proprio per questo le prossime 24-48 ore saranno decisive per capire quanto freddo arriverà davvero… e quanta neve riuscirà a scendere verso le quote più basse. (TEMPOITALIA.IT)










