Un nuovo peggioramento alle porte
(TEMPOITALIA.IT) Mentre gli ultimi refoli dell’aria fredda artico-marittima sfiorano ancora le regioni meridionali – residui, quasi ostinati – sul Nord-Ovest avanzano nuvole più scure. Segnalano l’arrivo di un nuovo cambio di scena. Una circolazione ciclonica in risalita verso l’Europa occidentale sta infatti accelerando e, tra il pomeriggio di lunedì 24 Novembre e le ore successive, raggiungerà il Mare del Nord con un minimo intorno ai 990 hPa.
Inserita in una saccatura in discesa verso sud, questa depressione finirà per “tirare giù” la pressione anche sul Mediterraneo. E proprio lì, sul Golfo Ligure, prenderà forma una seconda struttura ciclonica, sui 1000 hPa, destinata ad avvolgere quasi tutta la Italia entro martedì. Una dinamica tipica, ma non per questo meno incisiva.
Un passaggio lento
Il minimo scorrerà lentamente sulla penisola, frenato dalla rimonta a ovest dell’Anticiclone delle Azzorre. Da metà settimana, questa configurazione isolerà la circolazione depressionaria sulle nostre regioni centro-meridionali. Ne deriverà un doppio effetto: prima correnti miti meridionali – venti di libeccio anche impetuosi – poi un ritorno a flussi settentrionali, più freddi, richiamati dalla penisola balcanica.
Insomma, temperature a fisarmonica: in rialzo nelle prossime 24-36 ore, poi di nuovo in calo da mercoledì, ma senza la brusca scodata gelida della perturbazione precedente.
Piogge diffuse, ma non ovunque
Con la struttura ciclonica ormai pienamente attiva, le precipitazioni si faranno strada su gran parte del Paese. Tra lunedì e martedì, i fenomeni più intensi colpiranno il Levante Ligure e il versante tirrenico fino alla Campania. Anche la Sardegna riceverà piogge consistenti.
Al Nord, invece, i nuclei più organizzati punteranno soprattutto su Lombardia e Triveneto, con nuovi accumuli rilevanti lungo la fascia pedemontana orientale del Friuli Venezia Giulia.
E altrove? Piemonte, Emilia Romagna e versante adriatico resteranno più ai margini, complice un assetto sfavorevole delle correnti che provocherà la classica ombra pluviometrica. Il garbino, peraltro, potrebbe tornare a soffiare su Marche, Abruzzo, Molise e Puglia. Qualche pioggia sparsa sì, ma per un peggioramento più serio servirà attendere lo scivolamento del minimo verso sud, tra mercoledì e giovedì.
Neve in risalita di quota, poi nuovo calo
Le nevicate sulle Alpi risaliranno verso quote di bassa montagna, anche se qualche sacca di aria fredda potrà regalare brevi episodi più in basso. Attese cumulate abbondanti sui versanti esteri occidentali.
Neve anche in Appennino: alta durante la fase mite e meridionale, più bassa – persino sotto i 1000 metri – tra martedì e giovedì, soprattutto su rilievi emiliano-romagnoli e marchigiani, con venti in rotazione da nord-est.
Venti in rinforzo
Tra lunedì e martedì, i venti meridionali soffieranno da moderati a forti: 50-65 chilometri orari, con raffiche possibili fino a 70-80 chilometri orari. Non proprio una brezza. (TEMPOITALIA.IT)










