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Il Sole indebolisce il Vortice Polare: INVERNO 2025-2026 pieno di sorprese

Massimo solare = vortice più debole: cosa significa per l’inverno

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
17 Nov 2025 - 11:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Quando si parla di inverno e di freddo alle medie latitudini, si pensa subito alle correnti artiche o alle ondate di gelo. Molto più raramente si pensa al Sole.

 

(TEMPOITALIA.IT) Eppure, secondo un recente studio pubblicato nel 2022, esiste un legame diretto tra attività solare, vortice polare stratosferico e circolazione atmosferica nell’emisfero nord.

 

In parole semplici, il vortice polare agisce come un “mediatore” tra ciò che accade sul Sole e il tipo di configurazioni meteo che possiamo osservare in inverno sull’Europa e sul Nord America. Capire questo meccanismo aiuta a migliorare le previsioni stagionali e a valutare il rischio di eventi estremi, come gli stratwarming.

 

Che cos’è il vortice polare stratosferico

Con il termine vortice polare stratosferico si indica un grande “mulino” di venti forti e freddi che ruota attorno al Polo Nord, soprattutto tra i 10 e i 50 km di quota.

 

Quando il vortice è compatto e intenso, il freddo resta “intrappolato” alle alte latitudini. Quando invece il vortice si indebolisce, aumenta il rischio di riscaldamenti stratosferici improvvisi (stratwarming) e di irruzioni fredde verso Europa, Asia e Nord America.

 

Massimo solare e indebolimento del vortice

Lo studio mostra che durante le fasi di massimo solare, come quella che stiamo vivendo ora, il vortice polare tende a essere più debole e più facile da disturbare. Il motivo è legato alle onde planetarie (onde di Rossby), che in queste fasi riescono a propagarsi con maggiore efficacia verso la stratosfera, trasferendo energia e “sfiancando” il vortice.

 

In pratica, nei periodi di forte attività solare:

  • il vortice polare è più vulnerabile;
  • aumenta la probabilità di stratwarming, anche importanti (major warming);
  • cresce il rischio di scambi meridiani, con aria fredda che può muoversi verso le medie latitudini.

 

Minimo solare: vortice più forte e circolazione più stabile

Durante le fasi di minimo solare accade l’opposto. Il flusso di energia associato alle onde planetarie si riduce, il vortice polare diventa più compatto e stabile, meno sensibile ai disturbi.

In queste situazioni:

  • la frequenza degli stratwarming diminuisce;
  • i major stratwarming sono più rari;
  • la circolazione invernale risulta più regolare, con meno episodi estremi legati al vortice.

 

Perché questo legame è importante per il clima

Questo collegamento tra Sole, vortice polare e troposfera ha implicazioni notevoli per il clima delle medie latitudini. I cicli di attività solare, infatti, possono contribuire a modulare:

  • la probabilità di ondate di freddo in Europa e Nord America;
  • la distribuzione degli eventi estremi invernali;
  • il comportamento di indici come AO (Arctic Oscillation) e NAO (North Atlantic Oscillation).

 

Per chi si occupa di previsioni stagionali e di studio del clima, tenere conto di questo meccanismo significa migliorare la capacità di interpretare le dinamiche invernali e di anticipare i periodi più favorevoli a stratwarming e irruzioni fredde.

 

In conclusione, il vortice polare non è solo un elemento tecnico delle carte meteo, ma un vero e proprio ponte tra il Sole e il nostro inverno, capace di influenzare, in modo indiretto ma significativo, il tempo che viviamo alle nostre latitudini. (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: flare solareprevisioni inverno 2025-26radiazione solaresplit del Vortice Polarevortice polare debole
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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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