
(TEMPOITALIA.IT) Eppure, secondo un recente studio pubblicato nel 2022, esiste un legame diretto tra attività solare, vortice polare stratosferico e circolazione atmosferica nell’emisfero nord.
In parole semplici, il vortice polare agisce come un “mediatore” tra ciò che accade sul Sole e il tipo di configurazioni meteo che possiamo osservare in inverno sull’Europa e sul Nord America. Capire questo meccanismo aiuta a migliorare le previsioni stagionali e a valutare il rischio di eventi estremi, come gli stratwarming.
Che cos’è il vortice polare stratosferico
Con il termine vortice polare stratosferico si indica un grande “mulino” di venti forti e freddi che ruota attorno al Polo Nord, soprattutto tra i 10 e i 50 km di quota.
Quando il vortice è compatto e intenso, il freddo resta “intrappolato” alle alte latitudini. Quando invece il vortice si indebolisce, aumenta il rischio di riscaldamenti stratosferici improvvisi (stratwarming) e di irruzioni fredde verso Europa, Asia e Nord America.
Massimo solare e indebolimento del vortice
Lo studio mostra che durante le fasi di massimo solare, come quella che stiamo vivendo ora, il vortice polare tende a essere più debole e più facile da disturbare. Il motivo è legato alle onde planetarie (onde di Rossby), che in queste fasi riescono a propagarsi con maggiore efficacia verso la stratosfera, trasferendo energia e “sfiancando” il vortice.
In pratica, nei periodi di forte attività solare:
- il vortice polare è più vulnerabile;
- aumenta la probabilità di stratwarming, anche importanti (major warming);
- cresce il rischio di scambi meridiani, con aria fredda che può muoversi verso le medie latitudini.
Minimo solare: vortice più forte e circolazione più stabile
Durante le fasi di minimo solare accade l’opposto. Il flusso di energia associato alle onde planetarie si riduce, il vortice polare diventa più compatto e stabile, meno sensibile ai disturbi.
In queste situazioni:
- la frequenza degli stratwarming diminuisce;
- i major stratwarming sono più rari;
- la circolazione invernale risulta più regolare, con meno episodi estremi legati al vortice.
Perché questo legame è importante per il clima
Questo collegamento tra Sole, vortice polare e troposfera ha implicazioni notevoli per il clima delle medie latitudini. I cicli di attività solare, infatti, possono contribuire a modulare:
- la probabilità di ondate di freddo in Europa e Nord America;
- la distribuzione degli eventi estremi invernali;
- il comportamento di indici come AO (Arctic Oscillation) e NAO (North Atlantic Oscillation).
Per chi si occupa di previsioni stagionali e di studio del clima, tenere conto di questo meccanismo significa migliorare la capacità di interpretare le dinamiche invernali e di anticipare i periodi più favorevoli a stratwarming e irruzioni fredde.
In conclusione, il vortice polare non è solo un elemento tecnico delle carte meteo, ma un vero e proprio ponte tra il Sole e il nostro inverno, capace di influenzare, in modo indiretto ma significativo, il tempo che viviamo alle nostre latitudini. (TEMPOITALIA.IT)











