Un cambio d’abito improvviso
(TEMPOITALIA.IT) L’autunno ci aveva quasi convinti di voler restare mite. Poi, all’improvviso, il colpo di scena: da metà settimana la stagione si trasforma, indossa i panni dell’inverno e lo fa con decisione. Due diverse masse d’aria gelida stanno scendendo dal Nord Europa proprio in queste ore, pronte a incontrarsi sul Mediterraneo e a stravolgere la seconda parte di Novembre.
Mercoledì 19: tregua apparente, freddo in accumulo
Oggi, lunedì 17 Novembre 2025, siamo nel pieno di una fase molto dinamica: piogge, venti tesi, nuvole accese da correnti irrequiete. Anche domani non mancherà una certa vivacità atmosferica. Poi arriverà mercoledì 19, la classica giornata che inganna.
Al Nord prevarranno schiarite ma ci saranno anche residue foschie, nebbie, ormai qui il meteo è autunnale avanzato. Il Centro vivrà un’instabilità del tempo modesta, un paio di piovaschi sparsi, niente più. E perfino il Sud, reduce da fenomeni intensi tra martedì e martedì notte, registrerà un deciso allentamento.
Tutto molto tranquillo? In realtà no. È la calma che precede il cambio di marcia. L’aria artica avrà già raggiunto il Paese smussando le temperature e preparando il terreno al secondo affondo freddo, quello più severo, atteso da giovedì in avanti.
Nord Italia: il freddo si farà serio
La seconda metà della settimana, per il Settentrione, non parlerà tanto di piogge quanto di freddo. Un freddo vero, pungente, di quelli che entrano in casa appena apri la finestra. Cuffie, caldi giubbotti ed anche guanti, sciarpa, prenderanno il posto di quel timido abbigliamento autunnale.
Un “fiume” di aria artica scivolerà al suolo e vi resterà. Le massime in Pianura Padana faticheranno a toccare i 7-8°C, con un crollo di 8-10°C rispetto ai valori di questi giorni. Nelle ore notturne e al primo mattino, le minime potrebbero scendere vicine allo zero, favorendo le prime brinate diffuse della stagione.
In montagna il quadro cambia radicalmente. Sulle Alpi, specie nelle zone prossime al confine, sono attese nevicate abbondanti in media e alta quota. Specie verso il crinale, e quotre prossime ai 2000 metri, è atteso oltre un metro di neve fresca. FINALMENTE, direi.
Qualche modello matematico suggerisce persino un abbassamento della quota neve fra giovedì e sabato: si stimano 600-900 metri sulle Alpi, 800-1000 metri sull’Appennino settentrionale. Forse perfino più in basso, ma qui ci muoviamo ancora nel campo delle tendenze incerte, dovremmo aggiornarci per essere più precisi. La lancetta della variabilità invernale è iniziata.
Centro-Sud Italia: piogge forti e rischio nubifragi
Se il Nord affronterà soprattutto il gelo, il Centro-Sud dovrà misurarsi con il lato più aggressivo della situazione: il maltempo. Le correnti fredde, entrando nel Mediterraneo, daranno nuova energia ai vortici già presenti, trasformandoli in veri generatori di temporali.
Significa piogge intense, rovesci improvvisi, accumuli importanti. Significa anche rischio concreto di nubifragi, soprattutto dove la morfologia del territorio non aiuta a drenare l’acqua rapidamente. I venti, inoltre, ruoteranno attorno ai minimi depressionari con raffiche anche molto forti, capaci di alimentare mareggiate lungo le coste esposte.
È ancora presto per disegnare le aree più colpite con precisione chirurgica, ma Lazio e Campania sono già osservate speciali. Anche la Sicilia e parte della Calabria potrebbero vedere precipitazioni consistenti tra giovedì 20 e venerdì 21.
La seconda parte della settimana, insomma, si prospetta complicata per il Centro-Sud, mentre il Nord affronterà più che altro un assaggio d’inverno pieno. (TEMPOITALIA.IT)







