
(TEMPOITALIA.IT) Nei primi giorni di Novembre il tempo ha deluso chi si aspettava il classico mese piovoso. Dopo una sola perturbazione iniziale, gran parte del Nord e di parte del Centro ha ritrovato stabilità e cieli spesso sereni, mentre le piogge si sono mantenute sottotono rispetto alla media climatologica. È una fase che può ingannare, perché l’autunno mediterraneo tende spesso a concentrare gli episodi più intensi in finestre temporali relativamente brevi.
Mentre l’alta pressione ha difeso il Nord Italia, sul Mediterraneo si è andata definendo una circolazione più dinamica. Gli ingredienti sono quelli tipici della stagione: mari ancora miti che riforniscono di umidità le masse d’aria, primi contrasti termici tra aria più fredda in quota e aria più dolce nei bassi strati, correnti occidentali pronte a riattivare il flusso perturbato atlantico. In questo contesto, le prossime due settimane mostrano segnali credibili di un cambio di passo.
Il quadro che emerge da ECMWF e GFS, supportato dalle statistiche stagionali di Copernicus e dagli indici di teleconnessione come la North Atlantic Oscillation, indica un doppio scatto: una prima fase instabile che coinvolgerà prima il Centro Sud, poi un secondo e più deciso affondo atlantico a metà mese, con piogge molto abbondanti soprattutto su Nord Ovest e centrali tirreniche. Vediamo come e quando.
Fase uno: tra venerdì 7 e domenica 9 Novembre, goccia fredda al Centro Sud
Tra venerdì 7 e domenica 9 Novembre una goccia fredda in quota attraverserà il bacino centrale del Mediterraneo e punterà le regioni del Centro Sud. I modelli individuano convergenze umide ben strutturate lungo le coste tirreniche e ioniche, con nubi in rapido sviluppo e fenomeni a tratti intensi. Su Campania, Abruzzo meridionale, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna sono plausibili rovesci e temporali con accumuli entro la sera di domenica 9 Novembre nell’ordine di 40 a 70 millimetri nelle aree costiere più esposte, localmente inferiori nelle interne. La distribuzione sarà irregolare, con possibili scarti locali in più o in meno in funzione delle linee di convergenza e dell’orografia.
Questa configurazione è coerente con gli episodi autunnali tipici del Mediterraneo, quando il mare ancora caldo alimenta sistemi convettivi capaci di scaricare grandi quantità di pioggia in poche ore. L’energia disponibile non è uniforme e dipende dal passaggio dei nuclei più freddi in quota e dal modo in cui le correnti umide interagiscono con i rilievi costieri e appenninici. Per questo, pur in presenza di un segnale esteso, i massimi più intensi tenderanno a presentarsi a macchia di leopardo su tratti di costa e immediato entroterra.
Fase due: tra 14 e 16 Novembre torna il flusso atlantico, focus sul Nord e sulle tirreniche
Il secondo passaggio, più incisivo per il quadro generale, è atteso intorno a metà mese, indicativamente tra venerdì 14 e domenica 16 Novembre. In questa finestra temporale i principali centri di calcolo convergono su un riassetto della circolazione in area euro atlantica, con getto polare più teso e saccatura in avanzamento dalla penisola iberica verso Francia e Italia. Questo schema favorisce il rientro delle perturbazioni atlantiche sul nostro Paese, con traiettorie che impattano prima il Nord Ovest e le regioni tirreniche.
Le zone statisticamente più esposte risultano Liguria, alto Piemonte e alta Lombardia, dove gli accumuli sulle 48 ore centrali dell’evento potrebbero raggiungere 70-120 millimetri nelle aree più colpite. Il coinvolgimento si estenderà anche al Centro, in particolare su Toscana, Lazio e tratti dell’Umbria, con valori spesso compresi tra 40 e 70 millimetri. Lungo i litorali, specie dove si instaurano correnti di scirocco persistenti, non sono esclusi temporali a carattere autorigenerante, un meccanismo che può potenziare rapidamente i cumulati su tratti ristretti di territorio.
Perché cambia la circolazione: il ruolo del getto e della North Atlantic Oscillation
Il passaggio da un inizio di Novembre relativamente stabile a una fase più piovosa è legato al riposizionamento del getto atlantico e al segnale della North Atlantic Oscillation su valori favorevoli a correnti occidentali tese. In presenza di un getto più allineato da Ovest verso Europa centrale e Mediterraneo, le saccature scorrono più facilmente, alimentando una sequenza di fronti con aria mite e umida in risalita da Sud Ovest. Questa dinamica, ben documentata nelle ricerche sul rapporto tra getto e precipitazioni nel Mediterraneo, aumenta la probabilità di piogge organizzate, specie sui versanti esposti ai venti meridionali e sulle regioni di sbarramento orografico del Nord Ovest.
Gli indici di teleconnessione, pur non deterministici, aiutano a leggere il contesto a larga scala. Fasi neutre o debolmente positive della NAO tendono a incanalare il flusso perturbato verso l’Europa centro occidentale, mentre fasi molto positive deviano la tempesta più a nord. Il quadro atteso a metà mese suggerisce una finestra utile per l’Italia, in particolare per le regioni settentrionali e tirreniche.
Che cosa aspettarsi in termini di intensità e distribuzione delle piogge
È importante distinguere tra stime areali e piogge effettivamente misurate dalle reti a terra. Gli accumuli qui citati derivano da scenari modellistici coerenti con la stagione e con le configurazioni sinottiche descritte. Quando la circolazione prende una piega atlantica, le precipitazioni sul Nord Ovest possono intensificarsi rapidamente per effetto di stau lungo l’arco ligure alpino, con massimi sui rilievi e sulle testate di valle. Al Centro, le correnti meridionali favoriscono convergenze sul Tirreno e linee temporalesche lungo il litorale, con successivo coinvolgimento delle zone interne.
Nel Centro Sud la prima fase del 7-9 Novembre sarà più convettiva e a tratti discontinua, mentre la seconda fase a metà mese presenterà un’impronta frontale più classica, spesso con piogge continue e intervalli di rovescio. La temperatura mite del mare a Novembre sostiene i fenomeni e aumenta il contenuto di umidità nelle masse d’aria, riducendo lo spazio per precipitazioni deboli e intermittenti a favore di eventi più strutturati.
Il contesto climatico: autunni più caldi e aria più umida, perché oggi piove in modo diverso
Negli ultimi anni Europa e area mediterranea hanno sperimentato autunni mediamente più caldi e mari più caldi rispetto alle medie di fine Novecento. Un’atmosfera più calda trattiene più vapore acqueo e ciò, a parità di condizioni dinamiche, rende più probabili piogge intense. La letteratura scientifica sull’idrologia mediterranea indica che gli eventi di precipitazione estrema mostrano segnali di maggiore intensità in vari sotto settori del bacino, pur con differenze regionali e con margini di incertezza. Questo non significa che ogni perturbazione porti piogge record, ma aiuta a spiegare perché, quando la circolazione si dispone in modo favorevole, gli episodi possano risultare più generosi rispetto al passato.
Affidabilità e limiti delle previsioni
Le finestre temporali considerate coprono sia la previsione a breve termine sia il medio termine. La prima fase, tra 7 e 9 Novembre, presenta una affidabilità più alta, essendo legata a una struttura in quota già in formazione sul Mediterraneo. La seconda fase, tra 14 e 16 Novembre, è supportata dal segnale concorde di più modelli e dagli ensemble, ma resta soggetta agli aggiustamenti tipici delle traiettorie frontali quando interagiscono con l’orografia dell’Europa sud occidentale. Ciò può tradursi in differenze locali anche marcate negli accumuli, specialmente su coste e rilievi. È dunque ragionevole attendersi un ritorno a condizioni pienamente autunnali con piogge molto abbondanti, particolarmente su Liguria, alto Piemonte, alta Lombardia e su parte delle centrali tirreniche, senza escludere pause asciutte tra un fronte e l’altro.
Il calendario degli scenari di previsione
Nelle giornate venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 Novembre il focus resta sul Centro Sud e sulle Isole maggiori con rovesci e temporali, più presenti lungo le coste e nelle ore centrali, con cumulati tra 40 e 70 millimetri nelle aree più esposte. Tra venerdì 14 e domenica 16 Novembre il baricentro delle piogge si sposterà verso Nord e Centro, con valori che nelle zone di massima esposizione del Nord Ovest potranno salire su soglie comprese tra 70 e 120 millimetri, altrove per lo più tra 40 e 70 millimetri.
Credit: ECMWF, Copernicus Climate Change Service, NOAA Climate Prediction Center, World Meteorological Organization, Natural Hazards and Earth System Sciences, Copernicus Marine Service (TEMPOITALIA.IT)






