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Nord Italia a rischio siccità, iniziamo a parlarne

L’indice NAO è negativo ma la pioggia resta lontana

Giovanni De Laurentis di Giovanni De Laurentis
09 Nov 2025 - 13:00
in A Prima Pagina, Meteo News
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Parliamo di rischio siccità, non di siccità in atto. Un deficit che si osserva nel secondo mese d’autunno.

(TEMPOITALIA.IT) C’è un palese rischio di siccità nelle regioni settentrionali italiane e ce lo indicano i diversi modelli matematici di previsione. Eppure abbiamo un indice NAO negativo, che solitamente favorisce il transito di perturbazioni sull’area mediterranea, ed in effetti sta succedendo, perché le precipitazioni si sono riversate soprattutto tra la Sardegna e la Sicilia e parte delle regioni meridionali.

 

Quindi, in realtà, l’indice sta facendo i suoi effetti, ma non per le regioni settentrionali italiane, che invece stanno vivendo una situazione piuttosto siccitosa, e bisogna comunque evidenziarlo. Poi potremmo anche dire che durante gli ultimi mesi nelle regioni del Nord Italia abbiamo avuto grandi precipitazioni, soprattutto in alcuni settori, non ovunque: ad esempio, la bassa pianura, in alcune aree, ha avuto precipitazioni deficitarie, ma perché piove sempre più in modo irregolare e, di conseguenza, anche la distribuzione delle piogge risulta disomogenea. Non solo: è cambiata anche l’intensità, perché abbiamo precipitazioni talvolta particolarmente violente.

 

Allora, perché sto parlando di questo rischio di deficit di pioggia, di assenza di precipitazioni, di siccità in qualche maniera, anche se effettivamente la siccità del Nord Italia, quantomeno in questo contesto, è molto diversa rispetto a quella che si è manifestata in altre aree del nostro Paese?

 

Le regioni settentrionali non sono in una situazione di siccità, ma di deficit pluviometrico. Innanzitutto il mese di Ottobre è trascorso con precipitazioni sotto la media. Novembre: ecco, le proiezioni dei modelli matematici fino a due settimane non sono molto positive, anche perché vedono il transito di perturbazioni che vengono, in qualche maniera, bloccate dall’arco alpino e gran parte del Nord Italia non le vede.

 

Tra le altre cose, anche lungo l’arco alpino di nevicate se ne vedrebbero abbastanza poche: un po’ di più sicuramente come precipitazioni rispetto alla pianura, ma la possibilità di avere grandi nevicate, neve a badilate per così dire, sulle Alpi praticamente sta sfumando. Novembre, comunque, è un mese in cui le precipitazioni possono essere ancora particolarmente abbondanti, con quantità che supportano i ghiacciai alpini soprattutto durante la stagione estiva, ormai, come sapete, caldissima, torrida anche a quelle quote.

 

Quindi, per preservare i ghiacciai, servono precipitazioni autunnali abbondanti o, quantomeno, anche quelle invernali; solo che quelle invernali, mediamente, non sono abbondantissime in alta quota. Lo sarebbero quelle autunnali e primaverili. Anche quelle primaverili, bisogna ricordare, sono importanti per le Alpi, soprattutto nella zona dei ghiacciai. Tuttavia i ghiacciai tendono a fondersi comunque a causa delle stagioni estive folli dal punto di vista termico. (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: arco alpinodeficit pluviometricoghiacciai alpinigrandi precipitazioniindice naoprecipitazioni autunnaliregioni settentrionali
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Giovanni De Laurentis

Giovanni De Laurentis

Dopo aver frequentato il liceo scientifico, ha proseguito il proprio percorso accademico nel Regno Unito, dove si è laureato in Fisica presso l’University of Manchester all’età di 23 anni. Affascinato dalle dinamiche dell’atmosfera e dalle interazioni tra scienza e ambiente, ha poi conseguito un Dottorato (PhD) in Meteorologia presso l’University of Reading, uno dei principali poli di ricerca europei in questo ambito. Attualmente vive e lavora in Italia, dove si occupa di consulenza scientifica e supporto tecnico per applicazioni meteorologiche e fisiche nell’ambito industriale, collaborando con aziende e centri di ricerca per progetti che spaziano dalla modellistica ambientale alla progettazione di soluzioni innovative per l’industria.

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