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La neve a Napoli viene dal mare

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
27 Dic 2025 - 16:53
in A La notizia del Giorno, Meteo storico
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Vedere il Golfo di Napoli tingersi di bianco è un’esperienza che sfida la logica, quasi un errore di sistema in un paesaggio nato per il sole. È un ossimoro visivo, diciamolo pure: il Vesuvio che incontra il gelo, il blu profondo del mare che cozza contro il candore della neve. Eppure, per quanto raro, succede. E quando accade, la città resta sospesa tra il caos dei trasporti in tilt, un classico intramontabile, e la meraviglia di uno scenario da cartolina d’altri tempi.

Non serve tornare troppo indietro per rivivere quella sensazione. Basta riavvolgere il nastro di qualche anno.

 

Il Burian e le nevicate dell’era social

Il 27 febbraio 2018 è una data scolpita nella memoria recente dei partenopei. Sembrava una giornata qualunque di fine inverno e invece arrivò lui, il Burian. Un’ondata di gelo siberiano così intensa da riuscire nell’impresa, quasi titanica, di portare la neve fin sulla battigia. Tra il 26 e il 27 febbraio, Napoli si svegliò sotto una coltre tra i 5 e i 15 centimetri, uno scenario che non si vedeva da decenni, con temperature crollate a -1,5°C. Le immagini del lungomare imbiancato fecero il giro del mondo, diventando virali in poche ore.

Ma il decennio scorso ci ha regalato altri brividi, anche se meno eclatanti. Vi ricordate il 9 febbraio 2015? La neve iniziò a cadere proprio all’ora di pranzo, raggiungendo il livello del mare. O l’insolito Capodanno del 31 dicembre 2014, quando un nevischio intenso colpì il quartiere del Vomero e il centro proprio mentre ci si preparava al cenone, con temperature vicine allo zero. E non possiamo dimenticare l’ondata tra il 4 e il 6 febbraio 2012, che imbiancò bene le zone collinari e l’area flegrea, o l’episodio del febbraio 2010, che portò fioccate sparse nel napoletano.

 

Il nuovo millennio tra fiocchi tardivi improvvisamente

Anche i primi anni Duemila hanno fatto la loro parte, smentendo chi crede che la neve al Sud sia solo un ricordo lontano o una leggenda dei nonni. Il 18 febbraio 2009, ad esempio, i quartieri alti videro una nevicata continua che nel pomeriggio provò a spingersi fino alla costa.

L’inverno del 2005 fu particolarmente dinamico, insomma non ci si annoiò: si iniziò con una “tripletta” tra il 26, 27 e 29 gennaio, con accumuli di diversi centimetri tra il Rione Alto e i Camaldoli, per poi replicare con la nevicata del 1° marzo 2005. A dimostrazione che l’inverno aveva ancora cartucce da sparare. Pochi anni prima, il 5 febbraio 2003, si registrarono circa 5 centimetri nelle zone alte, mentre il 24 marzo 2002 una nevicata tardo-stagionale sorprese i cittadini con fiocchi leggeri, quasi primaverili.

 

Gli anni d’oro: dagli Ottanta al mito del ’56

Facciamo un salto indietro, verso decenni in cui il freddo sembrava mordere con più convinzione. Il 1989 è ricordato come un anno di nevicate storiche, degna conclusione di un decennio “bianco”. Poco prima, il 16 dicembre 1988, la neve era caduta sull’area vesuviana e urbana, e nel febbraio 1986 una nevicata cittadina aveva lasciato accumuli moderati.

Ma è il gennaio 1985 che resta nel cuore di molti. Mentre il Nord Italia era paralizzato dalla famigerata “nevicata del secolo”, anche Napoli visse il suo incubo bianco. Tutto iniziò con un’ondata fredda già dal 23 dicembre 1984, prolungandosi fino al 12 gennaio 1985, quando il paesaggio divenne quasi alpino.

Andando a ritroso, troviamo il gennaio 1979 e, prima ancora, gli episodi del febbraio 1973 e del febbraio 1965, entrambi significativi anche sul mare. Curioso fu l’inizio del marzo 1971, quando la città e le coste si imbiancarono proprio alle porte della primavera.

Ma nulla, e ripetiamo nulla, può reggere il confronto con il febbraio 1956.

Fu un inverno leggendario per tutta l’Europa. A Napoli nevicò per circa 9 giorni, con l’8 febbraio ricordato come il giorno più nevoso. Si sciava in Piazza del Plebiscito e sulla discesa di Posillipo, con temperature a -4,5°C e accumuli di 20-25 centimetri. Tre anni dopo, l’11 febbraio 1959, un’altra nevicata spettacolare fu immortalata dai fotografi dell’epoca, quasi a voler salutare il decennio.

 

Le cronache del primo Novecento

Se pensiamo che i disagi di oggi siano insopportabili, immaginiamo cosa volesse dire affrontare il gelo nel primo dopoguerra. Nel febbraio 1945 ci fu una nevicata con accumuli contenuti, ma fu l’inverno del 1940 a stupire per frequenza, con ben 8 giorni di neve in un solo anno. Pochi mesi prima, il 30 dicembre 1939, la neve aveva toccato la città dopo aver imbiancato i Camaldoli il giorno precedente.

Un evento di portata storica fu quello del 20 gennaio 1935, con 10-15 centimetri che coprirono gran parte dell’area urbana. E come non citare il febbraio 1929? Un anno terribile per la meteorologia italiana, con una bufera che lasciò al suolo 10 centimetri in centro e molto di più in collina. All’inizio del secolo, il febbraio 1905 aveva già settato un record importante, con cronache che parlano di 20 centimetri nel centro storico.

 

Uno sguardo all’Ottocento e il record assoluto

Scavando ancora più a fondo, quando i dati lasciano spazio ai racconti ingialliti, troviamo eventi incredibili. Il febbraio 1895 è segnato negli annali per la sua intensità, così come il gennaio 1864, che bloccò le attività cittadine per giorni.

Ma il meteo sa essere beffardo, a volte: la nevicata più tardiva mai documentata avvenne il 10 aprile 1893, una spolverata in piena primavera, mentre la più precoce risale addirittura al 17 novembre 1879, una sorpresa mattutina quasi autunnale.

Tuttavia, il “re” di tutti gli eventi nevosi napoletani rimane quello del 28 e 29 dicembre 1788. Le fonti storiche sono concordi: fu una nevicata mostruosa, con circa 40 centimetri di accumulo in città e punte di oltre mezzo metro in alcune zone. Un evento che, se accadesse oggi, probabilmente fermerebbe il tempo.

 

Febbraio: il mese della neve a Napoli

Analizzando questa lunga lista di date e ricordi, emerge un dato statistico inconfutabile. Se state aspettando la neve a Napoli, il mese su cui puntare è senza dubbio febbraio. È in questo periodo che si concentrano gli eventi più estremi e frequenti, dal mitico ’56 al Burian del 2018, passando per le bufere del ’29 e del 1905. Sebbene gennaio e persino marzo abbiano regalato sorprese, è febbraio il vero padrone dell’inverno partenopeo.

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Tags: neve napoli
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Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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