Scenario generale: l’Inverno riprende spazio
(TEMPOITALIA.IT) L’Inverno sta gradualmente tornando protagonista dopo una fase dominata dall’alta pressione, che ha condizionato il meteo per oltre una settimana nel cuore di Dicembre. Ora lo scenario è cambiato. Le perturbazioni nord-atlantiche hanno ripreso a scorrere verso l’Europa meridionale e stanno riportando piogge diffuse e, soprattutto, nevicate significative in montagna.
Un primo segnale concreto si è già visto sulle Alpi occidentali, dove nelle ultime ore si sono registrate nevicate intense, con fiocchi spinti localmente fino a quote molto basse sul Piemonte. Un episodio tutt’altro che isolato, perché le proiezioni indicano nuovi apporti nevosi proprio nella settimana di Natale.
Breve pausa, poi nuova perturbazione nord-atlantica
Nelle prossime 72 ore è attesa una fase interlocutoria. La perturbazione attuale tenderà ad allontanarsi rapidamente verso nord-est, lasciando spazio a una pausa solo temporanea. Si tratta di un intervallo breve, quasi tecnico, perché già nel corso del weekend una nuova ondata di maltempo inizierà ad avvicinarsi al bacino del Mediterraneo.
La struttura in arrivo è una perturbazione nord-atlantica alimentata da aria fredda polare marittima. L’origine va ricercata a latitudini elevate, con un contributo diretto dalla Groenlandia, innescato da un rallentamento del Vortice Polare. In questo contesto l’anticiclone delle Azzorre si spinge verso Islanda e Nord Atlantico, favorendo il distacco di un nucleo freddo che viene dirottato verso il continente europeo. Una dinamica sinottica tipicamente invernale, e non frequente a Dicembre.
Formazione di un ciclone sul Mediterraneo
La massa d’aria fredda, caratterizzata da temperature molto basse in quota, interesserà inizialmente Francia e Spagna durante il weekend. Successivamente si muoverà rapidamente verso il Mediterraneo, dove è attesa la formazione di un ciclone ben strutturato, ricco di precipitazioni e sostenuto da un marcato contrasto termico.
Questo passaggio segna il momento chiave. È qui che la neve torna protagonista, soprattutto sui settori alpini occidentali, grazie alla combinazione tra aria fredda in quota e apporti umidi persistenti.
Neve diffusa tra Domenica 21 e Martedì 23 Dicembre
Le prime avvisaglie del peggioramento sono previste per Domenica 21 Dicembre, giorno del Solstizio d’Inverno, con un aumento delle precipitazioni sulle regioni nord-occidentali. Tra Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta sono attese piogge diffuse alle quote medio-basse e nevicate inizialmente oltre i 1000 metri, in progressiva intensificazione. Ma in queste regioni, come accaduto ieri 15 Dicembre, la possibilità che la quota neve scenda sensibilmente, anche sotto i 500 metri, deve essere sempre presa in considerazione, specie tra cuneese, astigiano, alessandrino, entroterra padano savonese ed entroterra genovese di ponente
La fase più significativa è però attesa tra Lunedì 22 e Martedì 23 Dicembre. In questo periodo le Alpi occidentali potrebbero accumulare quantitativi di neve molto rilevanti. Sulle Alpi Cozie e sulle Alpi Marittime gli accumuli totali potrebbero localmente superare i 100 centimetri, un dato di assoluto rilievo per il periodo.
Le nevicate coinvolgeranno anche i settori alpini valdostani, l’Alto Piemonte, l’Alta Lombardia e l’intero arco delle Alpi orientali, con quota neve generalmente compresa tra 1200 e 1400 metri. Al di sotto di queste altitudini la pioggia resterà prevalente, salvo episodi isolati nei fondovalle più riparati, dove potranno resistere sacche d’aria più fredda.
Neve in pianura ancora esclusa, attenzione al dopo 23 Dicembre
Fino al 23 Dicembre la neve in pianura non appare probabile. Le temperature nei bassi strati resteranno troppo elevate, anche in presenza di precipitazioni intense. Tuttavia lo sguardo va oltre. La parte finale del mese resta carica di incertezze, perché i modelli lasciano intravedere la possibile riattivazione di correnti gelide dall’Est Europa.
Se questa traiettoria dovesse trovare conferma, l’Italia potrebbe rientrare direttamente nel flusso freddo continentale. Uno scenario da monitorare con attenzione, perché segnerebbe un ulteriore salto di qualità verso un meteo pienamente invernale.
Credit: ECMWF – GFS – ICON (TEMPOITALIA.IT)







