(TEMPOITALIA.IT) Dalla fine del prossimo weekend una fase di alta pressione inizierà a dominare in modo evidente sull’Europa centro-meridionale e sul bacino del Mediterraneo. La struttura anticiclonica, piuttosto ampia, tenderà a consolidarsi e a persistere, fino a configurare un vero blocco atmosferico. In pratica, la circolazione generale farà fatica a rinnovarsi, mentre l’aria più calda di origine subtropicale supporterà la stabilità su un’area molto vasta, dai Balcani ai Paesi dell’Est.
La Italia si troverà esattamente nel cuore del promontorio anticiclonico. Tra il 9 e l’11 Dicembre la cupola di alta pressione raggiungerà la massima intensità. Il tempo risulterà più stabile soprattutto al Centro-Sud, dove gli ultimi disturbi legati a infiltrazioni fresche da nord tenderanno ad attenuarsi lungo i settori ionici.
Al Nord, invece, qualche debole fronte in transito più a nord potrà lambire marginalmente le regioni settentrionali, ma senza produrre fenomeni significativi, se non sulle aree alpine di confine. Le temperature saliranno soprattutto nelle ore diurne, anche se non in maniera uniforme: nelle valli e sulle pianure il riscaldamento sarà limitato dalla struttura termica dell’atmosfera.
Nebbie e inversioni: un quadro noto
Durante le fasi anticicloniche persistenti si verificano condizioni favorevoli alle inversioni termiche. L’aria più fresca e umida resta intrappolata nei bassi strati, mentre gli strati superiori risultano più miti. Di fatto, il ristagno tende a generare nebbie estese e persistenti. In alcuni casi la scarsa dispersione determina anche un raffreddamento diurno, con temperature che rimangono sorprendentemente basse nonostante la presenza dell’anticiclone.
La prima parte della prossima settimana porterà quindi un tempo spesso uggioso sulla Val Padana. Le nebbie potranno dissolversi solo parzialmente nelle ore centrali, per poi riformarsi rapidamente. In parallelo, la qualità dell’aria peggiorerà, complice l’accumulo degli inquinanti negli strati prossimi al suolo. Non è una novità: la conformazione stessa della pianura favorisce la chiusura delle masse d’aria all’interno del bacino.
Nubi basse e umidità in Liguria
Accanto alle nebbie padane, la Liguria sperimenterà il ritorno della macaia (nota anche erroneamente – ad avviso di chi scrive – come maccaja), un fenomeno tipico della regione. Si tratta della formazione di una copertura di nubi basse e compatte che si estende dal mare verso la costa, favorita dall’incontro tra leggere infiltrazioni umide e miti e l’aria più fresca in discesa dai rilievi padani. Questo tipo di copertura determina un grigiore molto uniforme, talvolta associato a una pioviggine leggera, spesso quasi impercettibile.
La macaia compare più frequentemente in Primavera quando la superficie del mare è fredda, ma non è insolita in condizioni anticicloniche come quelle previste nemmeno in Inverno. In alcuni casi precede un peggioramento, anche se stavolta non si intravede un rapido ritorno delle precipitazioni organizzate. Per vedere un cambiamento più significativo occorrerà probabilmente attendere la metà di Dicembre, quando le correnti atlantiche potrebbero tornare a orientare il quadro meteorologico, ancora però senza tratti realmente invernali.
Crediti: articolo prodotto sulla base degli aggiornamenti dei modelli numerici: ECMWF e Global Forecast System del NOAA (TEMPOITALIA.IT)







