(TEMPOITALIA.IT) Dal Ponte dell’Immacolata si prepara un cambio netto del pattern atmosferico che interesserà l’Italia. Non un semplice aggiustamento, ma una fase diversa rispetto a quanto visto nelle ultime settimane. Dopo un lungo periodo segnato prima dal freddo, poi da piogge frequenti e instabilità diffusa, molte regioni passeranno a condizioni dominate quasi solo da sole e mitezza, con una tendenza a durare.
Nelle aree meridionali, in particolare sui settori più estremi del Sud, la coda dell’attuale fase perturbata potrebbe ancora farsi sentire. Tra Sabato 6 e Domenica 7 non si esclude qualche pioggia residua e locali rovesci irregolari, ma con segnali di graduale miglioramento. Intanto, le temperature inizieranno una lenta risalita, più percepibile nelle ore centrali della giornata.
Il nuovo pattern e il blocco anticiclonico
A partire soprattutto da Lunedì 8 Dicembre, un ampio campo di alta pressione di origine subtropicale tenderà a espandersi sul bacino del Mediterraneo. Non sarà una figura effimera: i principali modelli numerici indicano una struttura piuttosto stabile, capace di mantenersi sulla Italia per più giorni consecutivi. In pratica, l’anticiclone tornerà a essere il protagonista, dopo un periodo in cui era rimasto spesso defilato.
Questa configurazione porterà alla formazione di un blocco anticiclonico. In termini operativi significa che le perturbazioni in arrivo da ovest verranno deviate verso latitudini più alte, mentre le correnti più fredde in discesa dal Nord Europa troveranno maggiore difficoltà a raggiungere il Mediterraneo centrale. Il risultato è piuttosto chiaro: meteo in larga parte stabile, cielo spesso sereno o poco nuvoloso, valori massimi che in molte zone potranno superare in modo diffuso i 15-18°C.
Per diversi giorni, insomma, l’elemento dominante sarà la mitezza, soprattutto sulle regioni tirreniche e lungo i versanti esposti al soleggiamento, con una percezione decisamente meno invernale rispetto alla climatologia del periodo.
Le eccezioni tra Sud e Val Padana
Le eccezioni a questo quadro relativamente tranquillo non mancheranno. In una prima fase, l’estremo Sud potrà ancora risentire di un po’ di instabilità, legata a residua circolazione fresca in quota: qualche pioggia isolata o breve rovescio non potrà essere escluso, ma si tratterà di fenomeni in rapido ridimensionamento.
Successivamente, l’attenzione si sposterà sulla Val Padana. Qui, in presenza di alta pressione e deboli correnti, le inversioni termiche diventeranno più marcate. In pratica, gli strati d’aria prossimi al suolo tenderanno a raffreddarsi più delle quote superiori, favorendo la formazione di nebbie spesso dense e persistenti nei bassi strati. Il terreno è già pronto: l’elevata umidità accumulata in questi giorni, complice la lunga fase piovosa, fornirà ulteriore carburante alle foschie e ai banchi nebbiosi.
Proprio sulla Val Padana si potranno quindi avere condizioni termiche più in linea con il periodo, con massime contenute e sensazione di freddo più marcata rispetto al resto della Italia, nonostante la presenza dell’anticiclone.
Durata e incertezze della fase anticiclonica
Quanto potrà durare questo blocco anticiclonico? Sulla base degli ultimi aggiornamenti dei modelli, una stima ragionevole indica almeno una settimana di prevalente alta pressione sul Mediterraneo centrale, con una durata minima di 4-5 giorni piuttosto probabile. Non parliamo di un anticiclone eccezionalmente forte, ma la sua estensione e la sua collocazione saranno sufficienti a limitare l’ingresso di nuove perturbazioni organizzate.
Il contesto assume rilievo anche perché arriviamo da un periodo lungo e piuttosto dinamico, con frequenti piogge su molte aree dell’Italia. Il passaggio a una fase più stabile avrà quindi impatti sia sulle percezioni quotidiane (più sole, meno precipitazioni), sia sul bilancio idrico a breve termine, con una pausa dai continui apporti di acqua ma anche con un probabile aumento di nebbie e ristagno di inquinanti nelle grandi aree urbane della Val Padana.
Particolare cautela, quindi, proprio nelle zone soggette a nebbie fitte, soprattutto nella seconda parte della prossima settimana, quando la combinazione tra inversioni termiche, umidità elevata e calma di vento potrà rendere i banchi nebbiosi più diffusi e persistenti, con inevitabili ripercussioni sulla visibilità e sulla circolazione stradale.
Credit scientifici
Analisi basata sui run numerici dei principali modelli: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (TEMPOITALIA.IT)










