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È iniziato l’Inverno più nevoso e freddo dal 2012: ecco perché

Irruzione fredda più avanto in Europa: neve sulle Alpi e un jet stream che si ondulerà per il forte gelo artico che investe il Nord America

Federico De Michelis di Federico De Michelis
02 Dic 2025 - 19:18
in A Scelta della Redazione, Ad Premiere, Meteo News, Zoom
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(TEMPOITALIA.IT) L’irruzione fredda da nord al momento è sospesa. Infatti avremo correnti occidentali, come hanno ampiamente annunciato i miei colleghi, e in questo contesto transiteranno parecchie perturbazioni. Cadrà la neve sulle Alpi, ma non alle basse quote, perlomeno nei primi giorni sino all’Immacolata. Dopodiché andremo verso una situazione un po’ vaga, anche perché ci sarà un fortissimo disturbo derivante da una irruzione d’aria fredda importante che sta interessando le regioni del Nord America. Questa va a innescare un Jet Stream ondulato che causa un richiamo di aria fredda da nord e, per conseguenza, risalite di aria calda da sud. Avremo quindi un tempo oceanico ma dinamico, con ampi scambi di masse d’aria secondo i meridiani.

 

Non ci possiamo attendere il freddo americano in Europa, perché da loro giunge da nordovest e transita sulle innevate pianure canadesi, mentre da noi quel vento da nordovest arriverebbe dall’Islanda, transitando sull’Oceano Atlantico, mitigato dalla Corrente del Golfo e dalle Isole Britanniche – posti alla stessa latitudine delle Landes canadesi innevate, ma con neve ben più scarsa, salvo che sulle montagne scozzesi.

 

Da noi il freddo arriva da tutt’altre lande: deve attraversare la Scandinavia oppure giungere dall’Artico russo. In questo caso sarebbe un freddo piuttosto marcato, che non è detto sia collegato al famoso Stratwarming, perché può arrivare anche senza di esso.

 

Lo abbiamo visto quest’anno alla fine di Settembre, quando abbiamo avuto una fase di correnti di nordest che hanno portato aria molto fredda: addirittura la neve è caduta nei Balcani a quote basse, sino a 200 metri di quota. Oppure con l’irruzione d’aria fredda di Novembre, a fine mese, derivante in qualche maniera da un Vortice Polare piuttosto debole.

 

A tutt’oggi il Vortice Polare non si è rinforzato, è abbastanza debole, ed è proprio questo che sta facilitando le irruzioni di aria fredda sul Nord America. Nell’arco di 30 giorni questa è la seconda, decisamente più incisiva, perché ormai la stagione è avanzata. Nel frattempo iniziano anche a gelare alcune aree dei Grandi Laghi tra Canada e Stati Uniti d’America: il freddo avanza. In Siberia le temperature si abbassano sensibilmente, si toccano valori anche inferiori a -50°C. L’abbiamo detto varie volte: in Siberia le temperature sono bassissime, con valori prossimi ai record – record intesi come record storici. Tuttavia ora siamo a Dicembre, in Inverno meteorologico, e quindi può fare molto più freddo di quanto non sia avvenuto a Novembre.

 

E questo può succedere anche da noi, al di là delle proiezioni dei modelli matematici, che al momento indicano che non ci saranno eventi di freddo intenso. Però sappiamo bene che, quando nel Nord America si verifica una forte irruzione d’aria fredda, successivamente si può propagare un’onda fredda verso l’Europa, e la sua intensità dipende dall’origine e dai territori di passaggio di quel blocco d’aria fredda. Solo allora potremo valutare l’entità dell’evento meteo, per ora questo è ignoto, non lo conosciamo.

 

Gli indici di comportamento del clima ci dicono che avremo occasione per eventi meteo di freddo, anche molto intenso, ma non possiamo conoscere dove questo succederà. Per ora il Nord America se lo sta effettivamente subendo. La città di Chicago ha visto una nevicata di intensità record, non tanto per il freddo, quanto perché c’è molta umidità nell’aria e, come sapete, le precipitazioni – lo abbiamo detto più volte – sono spesso più abbondanti rispetto al passato. E questo potrebbe capitare anche in Italia con la giusta sinottica atmosferica. In poche parole, cosa significa? Una bassa pressione posta nel punto ideale, ovviamente con aria fredda giunta nei giorni precedenti, ecco che le precipitazioni possono essere molto abbondanti. Non solo in Pianura Padana – area citata innumerevoli volte – ma anche altrove. Insomma, può nevicare molto di più come intensità anche in un solo giorno rispetto al passato. Ovviamente usiamo il condizionale, perché non sappiamo quando questo succederà: si tratta di ipotesi, fintanto che i modelli matematici non ci daranno indicazioni precise.

 

Al momento, però, avremo burrasche provenienti dall’Oceano Atlantico, ovvero profonde aree di bassa pressione che, se sulle coste oceaniche produrranno tempeste, da noi porteranno maltempo, nubifragi e tanta neve sulle Alpi, soprattutto alle quote maggiori, dove ci sono le piste da sci. E questo non è un evento di poca rilevanza, dato che negli anni passati la neve sulle Alpi, soprattutto nelle località con impianti da sci, mancava e si doveva innevare con neve artificiale – e spesso mancava anche la temperatura ideale.

 

Non è che faccia così freddo, alla fin fine, però la neve sulle Alpi c’è: questo è un elemento tutt’altro che trascurabile. Ecco la differenza rispetto ad altri anni, la stiamo vedendo. Pertanto, tutto ciò che abbiamo detto in queste settimane e in questi mesi – il fatto che l’inverno, quantomeno nella prima parte, potesse avere sembianze diverse rispetto ad altri anni – si sta concretizzando proprio all’inizio della stagione. Per il prosieguo, abbiamo indicazioni ancor più interessanti verso il freddo. Infatti si potrebbero aggregare eventi atmosferici piuttosto imponenti, come un’inversione delle correnti generali che spingerebbe aria fredda proveniente dalla Siberia, perché forti riscaldamenti della stratosfera – quella parte dell’atmosfera a circa 30 chilometri di quota – potrebbero manifestarsi in maniera eccezionale. Già nei prossimi giorni potremmo avere un forte riscaldamento, ma si tratta di previsioni: non sappiamo quali effetti produrrà.

 

Insomma, c’è una marea – per dirla semplice – di elementi favorevoli. Però, sapete, gli elementi favorevoli non determinano necessariamente una nevicata in Italia. E poi l’Italia è ampia. Questo articolo non intende essere una vera e propria previsione: è un editoriale che discute in linee generali quelle che potrebbero essere evoluzioni atmosferiche su vasta scala, e queste potrebbero avere ripercussioni sul meteo italiano. Osservando queste situazioni su vasta scala, vediamo che ci sono una serie di elementi che non si osservavano da più di un decennio. Questo ci deve far riflettere – e infatti lo stiamo facendo. Tuttavia, questa non è una previsione meteo.

 

Credit ECMWF,  NOAA,, Met Office (TEMPOITALIA.IT)

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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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