(TEMPOITALIA.IT) Non una semplice perturbazione atlantica, stavolta. La struttura in arrivo nelle prossime ore promette piogge molto forti, quasi esagerate per il periodo. E non soltanto per colpa dello scirocco o dell’umidità che sale dal mare, già di per sé un carburante notevole per i temporali. A complicare la faccenda arriverà anche lei, la celebre — e temutissima — sabbia del Sahara.
Un ciclone in formazione tra Tunisia e Canale di Sicilia
Non appena le correnti fredde nord-atlantiche avranno agganciato la catena dell’Atlante, lungo l’Africa settentrionale, si genererà una bassa pressione orografica. Un fenomeno noto, certo, ma che a volte riesce ancora a sorprendere. Questa depressione scivolerà rapidamente verso il Canale di Sicilia, dove troverà mare caldo, aria umida e tutti gli ingredienti per trasformarsi in un vero ciclone mediterraneo.
Perché questo ciclone sarà così insidioso
Il cuore del sistema sarà alimentato da due correnti: una fredda in arrivo dall’Atlantico, l’altra calda che risale dalla Libia. Proprio nel deserto libico, in queste ore, stanno prendendo forma enormi warm conveyor belt, quelle fasce d’aria umida e instabile capaci di gonfiare rapidamente qualsiasi perturbazione incontri sulla loro strada.
Appena il ciclone si strutturerà sul Canale di Sicilia, queste masse d’aria verranno letteralmente risucchiate verso il centro depressionario, spalancando le porte del Mar Ionio a un mix di calore, umidità e instabilità difficile da gestire.
L’arrivo della sabbia sahariana
E poi c’è lei, la sabbia. Non è un dettaglio folcloristico: è una componente fisica potentissima. Enormi nubi di pulviscolo desertico seguiranno il flusso meridionale e si porteranno sullo Ionio, proprio dove il ciclone si sta rafforzando. Insomma, come se al sistema servisse un’ulteriore spinta.
Perché la sabbia intensificherà la pioggia
I granelli sospinti in quota da ostro e scirocco diventano nuclei di condensazione: minuscoli ma decisivi. Le goccioline d’acqua si aggregano attorno a queste particelle e crescono più velocemente. Ecco spiegato perché, in presenza di tanta sabbia, le nubi finiscono per caricarsi di quantità enormi di pioggia.
Le ultime analisi mostrano valori notevoli: fino a 500 milligrammi di sabbia sahariana per metro quadrato sullo Ionio. Una concentrazione decisamente anomala per l’inizio di Dicembre, quando le correnti subtropicali in genere perdono slancio.
Dove colpirà il maltempo
Il grosso della pioggia raggiungerà il Sud tra questa sera (mercoledì) e domani (giovedì), interessando soprattutto Puglia, Basilicata, Calabria e in parte la Sicilia. Il fronte caldo in risalita lungo il Mar Ionio porterà con sé temporali diffusi, raffiche intense e precipitazioni abbondantissime.
Le aree con rischio più elevato sembrano essere quelle del Cosentino, del Crotonese, del Potentino, del Materano e del Tarantino, oltre ai settori pre-appenninici esposti allo stau. Le stime dei centri meteo parlano di 120-150 millimetri di pioggia in meno di 12 ore. Numeri che fanno riflettere.
I rischi principali
Con una configurazione del genere, i nubifragi improvvisi sono praticamente dietro l’angolo. Possibili allagamenti, smottamenti e qualche criticità idrogeologica nei territori più fragili. Una parte della pioggia, va detto, sarà preziosa per gli invasi; ma l’eccesso potrebbe creare non pochi problemi ai torrenti e ai versanti dell’Appennino meridionale.
La fase più intensa, per fortuna, non durerà troppo. Da giovedì pomeriggio ci si aspetta un miglioramento su Sicilia, Calabria e Basilicata, con lo spostamento del fronte verso il medio Adriatico. Altre piogge potrebbero colpire venerdì e sabato la Puglia, la Calabria tirrenica e il nord della Sicilia. Poi, in lontananza, si intravede il ritorno dell’alta pressione.
Credit: analisi basata sui dati dei modelli ECMWF, NOAA, ICON, AROME, UKMO. (TEMPOITALIA.IT)










