(TEMPOITALIA.IT) L’inizio di Dicembre non sta mostrando segnali immediati di svolta verso condizioni fredde diffuse. Fino a qualche decennio fa non sarebbe stato sorprendente osservare nevicate a bassa quota già nelle prime settimane del mese. Oggi, invece, il cambiamento del clima rende più complesso l’arrivo di freddo e neve sulle basse quote italiane. In questa fase l’atmosfera richiede configurazioni più precise e più robuste per riportare scenari invernali estesi sul Mediterraneo.
Una prima metà del mese ancora povera di neve
I principali modelli concordano nel mostrare assenza di neve a bassa quota fino almeno a metà mese. Qualche episodio più significativo potrebbe interessare l’arco alpino subito dopo l’Immacolata secondo le elaborazioni ECMWF, ma sulle pianure e sulle colline prevalgono ancora piogge e temperature vicine ai valori autunnali. La motivazione principale risiede nella disposizione attuale del Vortice Polare, che in questi giorni convoglia gran parte dell’aria gelida verso Canada e Stati Uniti. Lì le masse fredde trovano un canale diretto, mentre sull’Europa e sull’Italia arrivano solo riflessi marginali.
L’alta pressione delle Aleutine come elemento chiave
Nella parte centrale di Dicembre il Vortice Polare subirà nuove modifiche. I modelli evidenziano una maggiore forza dell’alta pressione delle Aleutine, una figura barica importante nel Pacifico settentrionale e spesso decisiva nel modulare il comportamento del vortice. Una sua espansione più marcata potrebbe inserirsi nel cuore della circolazione polare attorno al 15 Dicembre, andando a dividerla in due parti. La separazione favorirebbe discese fredde più facili verso la Siberia e il Nord dell’Europa.
Quando il freddo potrebbe scivolare verso l’Italia
Se il Vortice Polare tenderà davvero a indebolirsi e a frammentarsi, l’aria gelida troverà nuove traiettorie verso latitudini più basse. Non è però sufficiente per garantire neve in Italia. Perché il freddo raggiunga il Mediterraneo serve una spinta simultanea dell’alta pressione delle Azzorre, capace di elevarsi verso il Nord Atlantico e il Nord dell’Europa.
Secondo le tendenze attuali questo allineamento atmosferico potrebbe maturare nella terza decade del mese, in concomitanza con le festività di Natale, periodo in cui potrebbero manifestarsi anche gli effetti dello Stratwarming registrato a fine Novembre. È uno scenario che richiede conferme, ma rappresenta la prima finestra realmente utile per un ingresso più incisivo del freddo.
Prime indicazioni sulla neve nelle festività
La prima metà di Dicembre appare quindi troppo mite per vedere neve a bassa quota. Oltre il 15-20 del mese, invece, la probabilità di precipitazioni nevose aumenta, con la possibilità che i fiocchi raggiungano quote più basse rispetto all’inizio del mese. È plausibile che la fase post-natalizia diventi più promettente, se la dinamica emisferica dovesse evolvere come suggeriscono le ultime simulazioni.
Nei prossimi giorni l’analisi dei modelli potrà offrire indicazioni più solide. La tendenza attuale non garantisce neve diffusa, ma apre quantomeno una possibilità concreta per un’evoluzione più invernale nelle giornate successive al Natale.
Credit: analisi basata sui dati dei modelli ECMWF, NOAA – Global Forecast System (GFS), ICON, AROME e UKMO. (TEMPOITALIA.IT)










