
(TEMPOITALIA.IT) Nelle ultime emissioni dei modelli numerici sta emergendo con chiarezza un cambio di passo per il Mediterraneo. Le simulazioni stanno convergendo verso uno scenario di stravolgimento del quadro termico, con un rapido passaggio dal maltempo a condizioni più stabili e miti. L’obiettivo di questa analisi è capire quando si concluderà la fase perturbata e in che modo subentrerà il clima mite legato all’alta pressione.
La prima tappa: tra venerdì 5 e sabato 6 maltempo in attenuazione
Un primo, parziale cambiamento è atteso a partire da venerdì 5 dicembre. Un progressivo aumento della pressione atmosferica, associato a un rinforzo dei venti di maestrale, favorirà un ricambio d’aria più secco, inizialmente avvertibile sul Nord Italia.
La mattinata si presenterà ancora grigia e uggiosa su molte regioni settentrionali, con nubi diffuse e residua instabilità. Con il passare delle ore, però, compariranno le prime schiarite, destinate poi ad estendersi anche a una parte delle regioni centrali. Questo miglioramento del tempo sarà accompagnato da un calo delle temperature minime, per effetto dei cieli più sereni nelle ore notturne.
Di notte il quadro termico resterà piuttosto frizzante, con freddo più marcato a bassa quota. Nelle ore centrali del giorno, invece, sarà possibile percepire un clima più gradevole, soleggiato e meno umido rispetto ai giorni precedenti. Le temperature massime tenderanno ad aumentare in modo sensibile, pur rimanendo su valori non eccessivi per il periodo.
Secondo step: un possente anticiclone dopo l’Immacolata
Lo sguardo si sposta poi alla settimana successiva all’Immacolata. I più recenti aggiornamenti meteo indicano la possibile espansione di un robusto promontorio di alta pressione su gran parte della penisola italiana. In questo contesto, le temperature sono destinate a salire in modo evidente, soprattutto in quota e lungo le aree costiere.
Le regioni del Centro e del Sud sarebbero le più interessate da questo surplus termico, con valori al di sopra della media del periodo. Anche i rilievi del Nord risentirebbero di questa anomalia positiva. Diverso il discorso per la Pianura Padana, dove inversioni termiche marcate e la presenza di nebbie e nubi basse potrebbero limitare in parte l’aumento termico al suolo.
Si verrebbero così a creare due scenari meteo quasi opposti: condizioni quasi primaverili in montagna, in collina e lungo le coste, tempo più grigio e freddo nei bassi strati padani. In ogni caso, dal punto di vista termico, si tratterebbe di una fase di stop per l’inverno, con mitezza prevalente su buona parte del territorio.
Anomalie termiche marcate tra martedì 9 e giovedì 11
Il cuore di questa fase si collocherebbe tra martedì 9 e giovedì 11 dicembre, quando il campo di alta pressione raggiungerebbe la massima intensità sul bacino del Mediterraneo. In questo intervallo temporale i modelli prevedono forti anomalie termiche positive, soprattutto alle quote isobariche di riferimento (ad esempio a 850 hPa), con valori più tipici della tarda stagione autunnale o addirittura primaverile che del pieno inverno meteorologico.
L’episodio, secondo le tendenze attuali, non dovrebbe protrarsi troppo a lungo, ma risulterà comunque significativo per l’entità dell’anomalia termica. In sintesi: pochi giorni, ma con un segnale molto chiaro di mitezza fuori scala rispetto alle medie del periodo.
Credit: articolo elaborato sulla base dei più recenti aggiornamenti dei modelli numerici ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME e ARPEGE. (TEMPOITALIA.IT)









