
L’eredità dell’Epifania sul Nord-Est e medio Adriatico
(TEMPOITALIA.IT) Il sipario sulle festività si è abbassato lasciando uno scenario crudo e suggestivo su vaste porzioni del Nord-Est. Dal capoluogo del Friuli-Venezia Giulia, Trieste, scendendo fino alla Romagna e toccando i litorali del Veneto, la neve ha fatto la sua comparsa fin sulle zone pianeggianti, testimoniando la potenza dell’irruzione di aria artica. Tuttavia, la distribuzione dei fenomeni non è stata omogenea: il Nord-Ovest è rimasto a guardare, spettatore di un cielo avaro di precipitazioni. Discorso ben diverso per il Centro, dove la dama bianca ha imbiancato le colline tra Toscana, Marche e Umbria, spingendosi con episodi coreografici fino alle coste del Pesarese e dell’Anconetano. È la conferma definitiva: il freddo ha messo radici.
Il vortice scivola via e punta il Sud
La trottola depressionaria, che finora ha piroettato sul Tirreno, sta modificando la sua rotta scendendo pigramente verso sud-est. Questo movimento cambia le carte in tavola. La fase di maltempo acuto si prepara ad abbracciare il Mezzogiorno, trascinando con sé un carico di piogge, nevicate e una nuova sferzata di gelo artico. Nelle prossime ore, il mix tra le correnti gelide in quota e l’intensificarsi delle precipitazioni forzerà la quota neve verso il basso, con un calo termico che si farà sentire inizialmente in modo più netto sulle regioni centrali.
Neve a quote collinari tra regioni centrali e Adriatico
Nella finestra temporale compresa tra la serata di oggi Mercoledì 7 Gennaio e l’alba di Giovedì 8 Gennaio, il Centro Italia verrà attraversato dalla coda della perturbazione legata al ciclone. In questo frangente, i fiocchi potranno scendere fino a quote intorno ai 300 metri sulle basse Marche, in Abruzzo e in Molise. Non sono da escludere ultimi fenomeni nevosi sulle alte Marche, specialmente nel Pesarese, e sulla Romagna, dove qualche fiocco potrebbe ancora raggiungere la pianura e i tratti costieri. Nel frattempo, la massa d’aria artica proseguirà la sua marcia verso sud, preparando il terreno per un peggioramento ancora più incisivo.
Quota neve in picchiata su Sud e Isole Maggiori
Con l’arrivo della sera, il freddo sfonderà decisamente anche al Sud. La quota neve subirà un drastico ridimensionamento, assestandosi mediamente sui 500 metri tra Puglia, Campania e Basilicata, mentre su Calabria, Sardegna e Sicilia i fiocchi si vedranno attorno ai 700 metri. Durante le prime luci di Giovedì 8 Gennaio, rovesci nevosi potrebbero spingersi a quote sorprendentemente basse, fino ai 300 metri, sul Foggiano, nella provincia BAT e nel Nord Barese. Si tratterà di fenomeni veloci, spesso senza deposito al suolo, ma emblematici di quanto l’aria si sia raffreddata anche nei bassi strati.
Accumuli importanti sui rilievi: oltre 20 centimetri
Il vero clou dell’evento meteo riguarderà però le zone montuose. Le nevicate più abbondanti si concentreranno sul Gargano, sulla Sila, sull’Aspromonte e sui Nebrodi. Qui, entro la mattinata di Giovedì, il manto nevoso potrebbe superare i 20 centimetri, con punte locali di 30 centimetri. Si prevedono accumuli di rilievo già a partire dai 1000 metri, ma la neve sarà presente, seppur con spessori minori, fino a scendere e dissolversi sotto i 600 metri. Un evento di tutto rispetto per le aree interne del Sud Italia.
Giovedì di ghiaccio e instabilità prima della tregua
La giornata di Giovedì 8 Gennaio trascorrerà all’insegna di un clima rigido e instabile, caratterizzato da piovaschi intermittenti, rovesci improvvisi e nevicate a quote medio-basse. Sarà una giornata dallo stampo puramente invernale, che precederà una brevissima pausa dei fenomeni. L’attenzione dei previsori è infatti già rivolta al weekend, quando una nuova perturbazione è pronta a riportare il maltempo sulla nostra Penisola.
Fonti e approfondimenti internazionali: (TEMPOITALIA.IT)






