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Meteo, l’Inverno punta tutto su Febbraio tra gelo siberiano e crisi del vortice polare

Antonio Romano di Antonio Romano
20 Gen 2026 - 18:30
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News, Zoom
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Con l’arrivo imminente di Febbraio, la stagione fredda sembra intenzionata a lasciare un’impronta profonda sul continente europeo e sulla nostra Penisola. Nulla deve essere dato per scontato, poiché il trend evolutivo non costituisce una previsione certa, ma piuttosto un’ipotesi basata sulle dinamiche atmosferiche attuali. Quando si delineano scenari meteorologici in divenire, è d’obbligo utilizzare il condizionale, dato che conoscere con precisione il tempo che farà tra un mese è scientificamente impossibile. Tuttavia, da diverse settimane il quadro generale mostra con insistenza gli stessi elementi, l’avanzata del gelo in Siberia da una parte e la presenza di imponenti aree di bassa pressione nell’Oceano Atlantico dall’altra.

 

Lo scontro tra masse d’aria contrapposte

Si tratta di corpi d’aria dalle caratteristiche diametralmente opposte, capaci di prendere il sopravvento l’uno sull’altro o di interagire in modo complesso, rimescolando le carte in tavola. Questa incertezza evolutiva potrebbe portare a risvolti significativi proprio durante il mese di Febbraio, che rischia di ereditare l’instabilità vista a Gennaio. Per comprendere meglio la situazione, risulta necessario monitorare costantemente il vortice polare, analizzando le interazioni tra i diversi strati della colonna atmosferica. In Troposfera, infatti, il flusso di venti occidentali appare quasi azzerato, e qualora tale disturbo dovesse propagarsi verso la Stratosfera, l’ipotesi di un improvviso cedimento del sistema polare diventerebbe concreta.

 

La minaccia della bestia dall’est e i segnali dal nord

Sebbene l’attenzione sia rivolta a Febbraio, i segnali di questo cambiamento potrebbero palesarsi già entro la fine di Gennaio. Sarà necessaria ancora una settimana di osservazione per capire se l’impulso proveniente dal basso riuscirà a destabilizzare i piani alti dell’atmosfera. Quel che appare evidente è che le possibilità di assistere a un evento meteorologico storico sono molto elevate, come riportato da diversi centri di analisi internazionali. Anche oltreoceano, in America Settentrionale, si ipotizza che il prossimo mese possa assumere connotati invernali pericolosi. In Europa, il centro di calcolo ECMWF suggerisce l’arrivo della cosiddetta bestia dall’est, un termine che descrive l’espansione dell’aria gelida russa verso il cuore del continente e l’Italia.

 

Febbraio come mese del gelo continentale

Le mappe di previsione indicano che il serbatoio freddo della Siberia possiede tutte le caratteristiche necessarie per muoversi verso occidente. È importante sottolineare che si parla di una tendenza a scala continentale, e gli effetti diretti sull’Italia sono ancora da definire con esattezza. Nonostante ciò, appare probabile che anche Febbraio, al pari di Gennaio, possa rivelarsi un mese pienamente invernale, con occasioni per nevicate a quote molto basse e temperature rigide. La resistenza di blocchi anticiclonici tra la Scandinavia e le Isole Britanniche potrebbe fungere da scivolo per queste masse d’aria artica, mantenendo l’intera area mediterranea in uno stato di costante allerta meteo.

 

Crediti:

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • WMO – World Meteorological Organization
  • Severe Weather Europe
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Tags: aria freddabassa pressionebestia estgelo siberianometeo europameteo febbraioneve italiaprevisioni invernotendenza meteovortice polare
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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